cookies law: Per sapere se aprire quella porta, devo aprire quella porta

uno scritto simpatico, da Giorgio Giunchi:

1.

Se un pubblico funzionario mi ferma sull’ uscio di casa mentre mi
avventuro, guarda un po’ te’, per strada, e mi chiede dove sto andando,
gli chiedo perche’ me lo chiede.

2.

Se mi risponde che me lo chiede per via di una legge d’ Italia [la culla
del diritto] organica a direttive d’ Europa, “la regione del mondo
dove e’ più elevata la tutela costituzionale dei dati personali”
come recita con misurata modestia il preambolo di

http://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/upload_file/upload_files/000/000/187/dichiarazione_dei_diritti_internet_pubblicata.pdf

gli rispondo

3.

Gli rispondo che vado al piu’ vicino ufficio emigrazione per trasferirmi
in lande selvagge e incivili, dive i miei diritti siano assolutamente
non tutelati.

4.

Esiste da qualche tempo una roba che si chiama internet.

Un protocollo internet si chiama HyperText Transfer Protocol

Le cui specifiche sono elaborate e mantenute dalla Internet Engineering
Task Force

tramite specifici documenti, a partire da
“Hypertext Transfer Protocol — HTTP/1.0″

https://tools.ietf.org/html/rfc1945

Ma sempre nella Culla del Diritto del Continente dei Diritti ecc.

“ci si sono messi in mezzo”.

Esecutivamente da un memorabile giorno d’ inizio giugno 2015, d.C. ,
sempre per tutelare me, quando esco di casa per andare
telematicamente dove non si sa,

per metter piede in internet,

devo “staccare il biglietto”

esprimere “consenso” “informato” si/no

e “prima” leggere le limpidissime pagine

http://www.senato.it/4570
http://www.camera.it/leg17/69?testostrumenti=12
http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/1311248#articolo13

con annessi tutti i plurilingui non meno limpidi puntatori,

infine fare il magico clik, primo di una sequenza del labirinto di Borges,
ovviamente

5.

Per sapere se aprire quella porta, devo aprire quella porta

in commosso aggiornamento di Epimenide che disse che tutti i greci mentono,
se diceva la verita’ mentiva, se mentiva diceva la verita’.

6.

Non sono uno degli apocalittici, tanto per capirci, sono peggio che
integrato, sono un reazionario.

Siamo tutti colpevoli, siamo tutti complici, e come diceva Bruno de Finetti
ch’ era un genio, siamo tutti imbecilli, ma non facciamone un culto.

7.

E meno male che c’e’ qualcuno ancora qualcuno che demistifica,
provoca, si espone personalmente mettendoci la faccia, il nome e
cognome, provate ad aprire

http://blog.quintarelli.it/

grazie quinta

8.

Ad oni buon conto, essendo io reazionario, tutte le pagine

cctld.it
public.it
rfc3271.org
quadernionline.it

le faccio a manetta, con notepad, in un html di quando i cookie
nemmeno esistevano

Per cui se qualche pubblica amministrazione intima a me di inserire nelle
mie pagine linee di codice banner disclaimer a tutela dei diritti
delle persone, gli rispondo.

9.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

http://cctld.it/DISCLAIMER/doc/DeFinetti_Manifesto_1965.pdf

giorgio

::::::::::::::::

/ we love Bruschetta, not cookies

 

Cannabis, autoproduzione e cura. inline: VICE su SkyTG24: cime di Stato

can

Il titolo e’ gia’ un programma.

Italia: “cime” di Stato a cui in fondo di persone e pazienti frega zero,  in corsa per occupare il posticino appena semiliberato  “ancelle del sacro fuoco protezione scema uso di $cime$ di Cannabis”. 

il motivo e’ sempre lo stesso. il solito, vecchio, inutile, dannoso, ma navigato monopolio di [cime] di Stato.

Una fissazione ridicola, da malati mentali immaginari, fomenta queste “cime”:

l’appropriarsi di autodeterminazione, liberta’, diritto alla cura, E uso ludico di questa meravigliosa Pianta.

cuore di canapa

Nella puntata VICE, su SkyTG24, ha voluto (tentato?) indagare sul tema della legalizzazione dell’uso della cannabis
per scopi terapeutici. additando l’uso (e ABUSO) da parte del cd. “Stato” Italiano, MA di fatto non assumendo una posizione PRECISA, di cui il servizio-denuncia risulta monco, cosi’ descrivono:

Sempre più paesi stanno rivedendo le politiche sul consumo e la vendita. In Italia intanto il mercato nero della cannabis, sotto forma di hashish  o marijuana, vale 3 miliardi di euro, e sembra lontana la possibilità di legalizzarla.
Chiara Galeazzi e’ stata inviata in Marocco, da cui proviene la maggior parte dell’hashish consumato in Italia, e negli stabilimenti italiani dove verrà coltivata la marijuana a scopo terapeutico.

Ne risulta quindi che ad oggi chi si autoproduce la Cannabis venga pedissequamente additato, e non se ne esce.

quando in realta’ rappresenta un avanguardia.

lo commenta Mefisto, [www.assonabis.com/it/alessandro-mefisto-buccolieri/], e ci sta poco da aggiungere:

[chi autoproduce, sia per uso terapeutico che ludico, supplisce alla colpevole latitanza di uno Stato che si definisce “di diritto”, mentre fugge dai propri doveri, criminalizzando e obbligando alla clandestinita’ quei suoi cittadini che dovrebbe invece assistere, sostenere, e proteggere perche’ versano in stato di malattia.

Persino l’O.M.S. afferma che è un diritto di ogni essere umano in condizione di malattia fare tutto il possibile per alleviare le proprie sofferenze, dice ogni cosa possibile e non ogni cosa legale.

Sono convinto che coltivarsi le proprie piante sia un diritto universale dell’umanità, e chi e’ malato,  solo se volesse, a differenza della cittadinanza non sofferente, avrebbe un diritto un più, in un vero stato di diritto.

Dovrebbe essere dovere dello Stato che così si definisce, il farsi garante del vostro diritto, garantendo le vostra necessità e fornendovi la verde terapia, anche se non poteste o voleste coltivarla.

La testimonianza di Claudia [intervistata nel video di VICE] invece prova che, perfino per chi ciò è ufficialmente riconosciuto e prescritto, questo diritto rimane una chimera da conquistare, inseguendola faticosamente tra infinite peripezie a discapito della continuità terapeutica.

Se un diritto riconosciuto sulla carta rimane inapplicato per le colpe di uno stato inadempiente dei propri doveri, appare ovvia e indiscutibile l’equazione “di necessità virtù” e le possibilità sono solo due:

rinunciare alla terapia o autocoltivarsela perche costretti, per necessità e non per il piacere.

A chi acquista il Bedrocan e a chi si autocoltiva il fabbisogno alla cura:

sono due aspetti inscindibili dello stesso fenomeno di causa e effetto,  paralleli e consequenziali, giocano nella stessa squadra e in termini calcistici, l’affondo di uno tiene in gioco l’altro, evitandogli il fuorigioco.

I nemici sono altrove, il loro fine è il profitto e lo strumento è il monopolio.

Hanno fondato un finto CSC, non coltivano nulla ma hanno registrato una SRL in attesa di poter distribuire, in regime di monopolio, Cannabis Terapeutica alle cliniche, ospedali e pazienti, come chiaramente descritto nel loro statuto.]

CSC, che al contrario sono la dimostrazione di come cooperazione e autoaiuto siano aspetti fondamentali e imprenscindibili dell’essere umano. la storia della nascita dei CSC parla chiaro, ad oggi riconosciuti in paesi evidentemente piu’ all’avanguardia, mentale, della nostra dismessa Italia.

per approfondire, da ENCOD e FreeWeed: http://freeweed.it/encod-cannabis-social-club-europei/

e anche un articolo proprio di VICE, del 2 febbraio: http://www.vice.com/it/read/cannabis-social-club-italia-986

marijuana-microscope-04-22-720x340

ribelli certo, geniali forse, ma ghettizzati e autoghettizzati.

era il 28 novembre 2011, quando un articolo di Cassandra, in arte Marco Calamari, diventera’ un punto fermo della mia, personale, resilienza di vita.

e’ arrivato il momento di portare fuori quel tipo di “comunicazione” che per anni e’ rimasta quasi sigillata dentro un pacchetto cd. “elite”, e’ il momento di capire e ritrovare autonomia, personale e sociale.

I colori di Cassandra/ Nero: la scomparsa della Rete

di M. Calamari -

Internet si evolve, seguendo i percorsi di massificazione
e allargamento della sua utenza. Ma il processo è tutt'altro che
democratico: non tutto è andato per il verso giusto, e non è detto tutto
sia ancora recuperabile.
In anni passati chi si è trovato ad essere cittadino della Rete, e perciò, 
come tutti i veri cittadini di una nazione, ad adoperarsi ed a lottare 
perché il buono che c'era non fosse eliminato, il male che non c'era 
non vi fosse introdotto e che in generale i diritti delle persone fossero rispettati,temeva che la Rete
potesse soccombere ad un'invasione di entità governative, alla censura
ed al controllo, insomma, ad un'occupazione "militare". La storia ci
insegna che questo non ha (per fortuna) avuto successo.

L'arrivo di orde di persone ignoranti (in senso latino - che non conoscono)
e che quindi si comportavano spesso come turisti caciaroni in visita in
un paese senza conoscerne o rispettarne caratteristiche, abitudini,
regole, e usanze, prontamente soddisfatta dall'apparire di un e-commerce
spesso esagerato, hanno radicalmente cambiato la Rete;

non in meglio, probabilmente, ma la Rete si è adattata ed è sopravvissuta.

Grazie a una preesistente "economia del dono" ha sviluppato memi ed
entità che si sono moltiplicate, non grazie a campagne pubblicitarie o
pressioni di gruppi di interesse, ma per merito dell'eccellenza tecnica
frutto dell'economia del dono, tanto che persino grandi aziende di
informatica hanno trovato conveniente venire a patti (spesso barando, ma
questo è un altro discorso) con il Software Libero e con i metodi con
cui la Rete costruiva sé stessa.

Nemmeno questa crescita esponenziale, inflazionaria,
globale, epocale ha distrutto la Rete, né ha prodotto, nel male e bene,
una trasformazione.

L'apparizione di entità delle Rete di dimensioni tali da
renderle quasi onnipotenti, come Google, Twitter e Facebook, o di ibridi
Mondo-Rete come Apple ed Amazon, ha segnato un altro punto di svolta, in
questo caso totalmente negativo.

Una frazione maggioritaria della popolazione della Rete, che rappresenta
ormai una frazione consistente
della popolazione mondiale, ha iniziato a riversare sé stessa nella
Rete, ma ha purtroppo scelto la strada sbagliata.

Invece di diffondere in Rete il meglio di sé stessi, cose accuratamente
realizzate e curate, possibilmente intelligenti o geniali, e magari fare
questo con una certa dose di umiltà,
vi ha riversato la propria vita e le proprie relazioni, permettendo ai
pesi massimi della Rete di esercitare silenziosamente il loro potere per
accumulare ricchezze ed istituire un tecnocontrollo pervasivo.

Malgrado questo la parte più sana, costituita spesso dai primi abitanti
della Rete stessa (vogliamo dire i nostri Padri?) è sopravvissuta e per
certi aspetti si è pure rafforzata, riuscendo ad aprire spazi di
dibattito e di confronto che hanno interessato, anche se
superficialmente, molte persone.

Ma si tratta pur sempre una minoranza che discute con una
minoranza appena un poco più grande, mentre la grande festa (festa?)
continua per la maggioranza degli abitanti (non più Cittadini) della Rete.
Di nuovo la Rete si adatta, sopravvive, per certi aspetti cresce ancora
ma per altri inizia a snaturarsi.

Oggi due nuovi fenomeni hanno iniziato a manifestarsi. Il primo è che la
Vecchia Signora ha cominciato ad esigere tributi sempre più grandi dalla
Rete, cominciando a sottrarle, spesso nel quasi totale silenzio, le menti
migliori e gli esempi più fulgidi. Il secondo è che la Rete stessa ha
cominciato ad assottigliarsi e a nascondersi qua e là, sempre più lontano
dalla percezione della maggioranza dei suoi abitanti.

Telefonini, pad, console, televisioni, e tanti altri aggeggi connettono
le persone e si connettono tra di loro, realizzando una connettività
implicita, pervasiva, che viene percepita e quindi diventa lo stato
"naturale" delle cose. Un sogno di anni fa... ma forse qualche cosa di
più simile ad un incubo oggi.

Perché?

Perché la Rete in quanto entità poliedrica, quasi sempre benefica,
specchio di un mondo "reale" anche se cibernetico, e civile anche se
talvolta oscura e violenta, scomparirà dalla vista.

La connettività di persone e cose diventerà una categoria "naturale",
come veder scorrere l'acqua se apro un rubinetto, accendersi una
lampadina se premo l'interruttore, o avere un'applicazione o un servizio
informatico quando se ne ha bisogno.

Purtroppo abbondanza e gratuità non significano
libertà, possibilità di scelta e partecipazione.

"Panem et circenses" hanno contribuito in misura notevole alla caduta di
Roma come faro (con lati buoni e cattivi, ovviamente) di una civiltà
progredita.

La trasformazione di una cittadinanza partecipativa in una plebe sazia e
facilmente controllabile è proprio quello che sta manifestandosi oggi. E
se tutto quello che rende manifesta l'esistenza del mondo dei bit
scomparirà negli oggetti quotidiani, cosa potrà mai rimanere della Rete
e più in generale del mondo dell'informatica come la conosciamo?

Solamente una vastissima maggioranza di plebei sazi di quotidiano e
privi di domande ed aspirazioni, unicamente concentrati sulla promozione
del proprio sé come brand personale.

Rimarranno poi due minoranze gruppi, due "Caste" a modo loro. La prima
minoranza sarà quella dei potenti, per giunta talvolta ammirati dalle
masse, coloro che sanno, decidono cosa fanno gli oggetti, li progettano,
e li danno da realizzare ad una parte della plebe (oggi in oriente, ma
domani chissà) che in condizioni di sfruttamento produce cose che non
comprende e che probabilmente non può permettersi.

La seconda minoranza sarà quella dei ribelli, dell'underground digitale
così ben tratteggiato da Gabriele Salvatores

<http://it.wikipedia.org/wiki/Nirvana_%28film%29> in "Nirvana":


ribelli certo, geniali forse, ma ghettizzati e autoghettizzati.
Pronti a vendere parti del proprio corpo, e soprattutto senza un
progetto individuale e men che mai collettivo per il futuro.

Questa profezia è così "nera" solo per via di banali aiCosi impugnati da
folle di aiDioti che li usano per monitorare ossessivamente il proprio
profailo?

Non per questo, non ancora per questo, ma per la evidente
direzione che questo indica, per la mancanza di reazioni e di rifiuto di
chi, sia dal lato della Rete che da quello della cultura, dovrebbe
metterlo allo scoperto, denunciarlo e combatterlo.

*Marco Calamari <http://www.marcoc.it/>*

 

 

13.02.15 Secret Masked Party call4all

Colgo l’occasione x invitarti al secret party:
=====>   Secret Masked Party / venerdi 13 febbraio 2015   <=====

Secret location …possiamo solo dirvi che sara’ un Club all’interno di uno dei Teatri + belli di Roma.

L’ Irregolarità, la difformità dalla regola generale, l’esigenza di uscire dalla monotonia del clubbing,

dalle solite feste,  il desiderio di offrire un esperienza unica ed etilica a tutti gli invitati.

In una cornice diversa dal solito, anomala e soprattutto… SEGRETA.

Immersi in un scenario immaginario, dove lo spazio fisico e rappresentativo lascera’ posto a un vero e proprio Club Techno.

Vi stupiremo e stupirete con la vostra interattivita’ all’evento, indosserete se lo vorrete, la maschera “Tracotantia”

Prenotate sin da ora il vostro braccialetto.  

==> Il teatro che diventa club <===
mandatemi un sms al 333 61.43.962 o 340 70.48.642

Open Bar tutta la Notte, &&

∆NOM∆LI∆ =>  Techno // Drum & Bass // Dub

Short Bio : ITA
MARK BHUT

È uno dei grandi pionieri della musica techno in Italia, definito anche uno dei padri putativi della prima scena della musica trance embrionale primi anni novanta, e della techno importata direttamente dalla Germania.

La Germania e’ da anni il paese europeo in cui si concentrano la maggior parte di musica elettronica e artisti di tutto il mondo che cercano, provano, trovano musica in terra tedesca.

Attingo da sempre li’, dalle prime influenze negli anni 90 condividendo da varie generazioni consolle con artisti di calibro mondiale.

Per citarne alcuni, dalle prime sonorità techno Sven Väth, in club come L’ Omen di Francoforte, Tresor, insieme ai primi mega party come il Tribal Gathering.

Fino ai giorni nostri l’ evoluzione continua con la musica sempre nell’anima.

Il suo profilo si arricchisce grazie all’ esperienza acquisita suonando accanto a dj del calibro di Dj Dag, Mark Spoon, Dr Motte (fondatore della love parade)
E poi con Van Dik, Cosmic Baby, Prodigy etc etc.

Come una falena , che ama trasformarsi, un nuovo percorso Artistico musicale sta per cominciare.

Concept Artistic : Electrovinyl

taste it …:::  https://soundcloud.com/markbhut/mark-bhut-middle-storm-02 :::…

Metro Olografix compie 20 anni!

 

 

L’Associazione Culturale Telematica Metro Olografix compie 20 anni!

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Nata a Pescara nel 1994 grazie all’impegno di appassionati di informatica e telematica, quest’anno festeggia un traguardo importante con un evento di promozione culturale ­completamente gratuito per il pubblico ­ al cui interno si svolgono una serie di convegni e workshop per raccontare la storia della telematica attraverso quella della nostra associazione, tracciare gli Stati Generali dell’Hacking in Italia e del futuro di Internet.

Chi scrive [cioe’ Nic aka => http://www.nicolabattista.it/metro-olografix-compie-20-anni.html  n.d.r. :D]

ha gravitato attorno a Metro per un certo periodo a partire dal 1995, per poi associarsi e partecipare attivamente ad eventi come I…ludiamoci, TiG ’97, TiG ’98, MOCA 2012 e altro ancora, collaborando in alcuni casi anche all’organizzazione.

MO20 ZERODAY * Back to the Future” è un evento articolato su due giornate, 6 e 7 dicembre 2014, negli spazi del Centro Polivalente “Britti” in via Rio Sparto 78 a Pescara (zona Università).

Previste anche alcune proiezioni e una serie di performance musicali per la serata del 6 dicembre.

Di seguito, il programma della manifestazione, pubblicato anche sull’apposito sito, mo20.olografix.org al quale si rimanda anche per eventuali aggiornamenti e variazioni allo stesso.

—–

IL PROGRAMMA

Sabato 06/12/2014 #> BACK TO THE FUTURE

MATTINA #>______________________________________
10.00 – 13.00 BACK TO THE FUTURE | RIGHTS
10.00 – 10.30 Accoglienza e Saluti
10.30 – 12.30 Partecipazione e diritti in rete

12.30 – 13.00 Premiazione Logo Contest

POMERIGGIO #>___________________________________
15.00 – 16.00 BACK TO THE FUTURE | HISTORY
15.00 – 16.00 Storia della Metro Olografix

16.00 – 19.00 BACK TO THE FUTURE | HACKING
16.00 – 17.00 Antonio “S4tan” Parata – .NET for Hackers
17.00 – 18.00 Francesco “Ascii” Ongaro – Ringobongo LTD Annual Report 2014
18.00 – 19.00 Massimiliano “sgrakkyu” Oldani e Francesco “RageMan” Perna – Sunday, Monday, 0-days …

20.00 21.30 FILM The bling ring di Sofia Coppola, 2013, 90 min.

SERA #>__________________________________________
22.00 – 01.00 BACK TO THE FUTURE | PARTY
22.00 – 01.00 Live Concert: Lilia, Globster, Aural Smog, HoRoBi

Domenica 07/12/2014 #> CODING THE FUTURE
MATTINA #>___________________________
10.00 – 13.00 CODING THE MEMORY
10.00 – 10.30 Accoglienza
10.30 – 12.30 Archeologia digitale

12.30 – 13.00 Glory Time
13.00 – 15.00 FILM Her di Spike Jonze, 2013, 126 min.

POMERIGGIO #>_____________________
15.00 – 17.00 CODING THE MATTER
15.00 – 16.00 programmare la Materia: dai BIT alla Materia, tutto si programma
16.00 – 17.00 Valerio “ftp21″ Mancini – Video killed the radio hack

17.00 – 19.00 CODING THE MONEY
17.00 – 18.00 Raffaele Mauro – Hacking Finance
18.00 – 19.00 Guido “Flandero” Dassori – Bitcoin&blockchain: non solo speculazione

19.00 – 23.00 CODING THE FUTURE
19.00 – 19.30 MOCA Jamboree 2016!
20.00 – 01.00 L’ARROSTICINO * Cena di Autofinanziamento

— Hackspace :: H24 —

 

Sesso pazzo

P33r:

i Manicomi non esistono piu’.

Originally posted on Al di là del Buco:

E. mi scrive una cosa così: “E’ una storia delicata questa. Ma non potrei raccontarla se non sul tuo blog.” Io ne sono felice e la condivido con voi. Godetevela. Un abbraccio a E. e buona lettura!

>>>^^^<<<

– Il sesso fra dementi non lo possiamo consentire – sentenziò il Capo. A definirlo con la sua qualifica tecnica, il Capo è il Coordinatore della struttura residenziale psichiatrica in cui lavoro. I turni di notte me li pagano ventisette euro e cinquanta. Nella mia ingenuità di operatrice alle prime armi, avevo fatto l’errore di chiedere che venisse inserito come punto all’ordine del giorno della riunione mensile d’équipe la questione dei desideri e dei bisogni sessuali delle persone ospiti qui. La risposta fu così secca e disarmante da costringere me e pochi, pochissimi, altri operatori a auto-costituirci in un gruppo clandestino, quasi carbonaro, che abbiamo battezzato “Sesso pazzo”. Sembrerebbe uno scherzo…

View original 668 altre parole

CIC – Cannabis Italian Club, fuori i mercanti dal tempio

nefandezza_mode:

http://droghe.aduc.it/articolo/accordo+ministri+della+difesa+sanita+cannabis_22571.php

Mefisto in action (daje):

Ringrazio gli/le attivisti/e di FreeWeed per averci segnalato l’ultima nefandezza dei soliti noti della solita associazione

che porta in cinque lettere il nome di un attrezzo simile all’accetta.

Associazione alla quale questo genio del Dott Gatti appartiene, dato che la ha rappresentata alla ultima riunione di ENCOD a fine settembre.

http://droghe.aduc.it/articolo/accordo+ministri+della+difesa+sanita+cannabis_22571.php

Particolarmente descrittivo del loro modo di affrontare il tema e’ il disegno alla tredicesima delle 16 pagine della slide,

lo schermo di un pc nel quale appare la parola “BUSINESS” con al fianco il disegno stilizzato di un sacco con sopra il simbolo del dollaro:

protocolloecsc-141011120204-conversion-gate02

Il “Dott. Giorgio Gatti” (ASCIA) insiste nel proporre il modello della tassazione per la licenza ( concessione governativa) di coltivazione,

loro noto pallino fisso, ma va addirittura oltre;

la immagina anche per i CSC, immagina anche che, nel caso ci si arrivasse, bisognerebbe coltivare solo i semi acquistati, assieme alla licenza di coltivarli, dall’Istituto Militare di Firenze, che ovviamente deciderebbe anche quali varietà sarebbero coltivabili.

“5. I Canabis Social Club: finalità sociali” (pagina 11 delle 16 della slide)….” I CSC rappresentano la forma associativa di acquisto dei semi per la coltivazione di gruppo di cannabis”. “L’istituto Militare di Firenze accetta e raccoglie le richieste di acquisto della LICENZA ALLA COLTIVAZIONE PER SEMENTI DI CANNABIS rilasciate con l’acquisto dei semi”….

Che dire? Speriamo nel buon gusto di chi dovrebbe decidere le varietà dei semi acquistabili e coltivabili dai CSC, chissà se saranno semi di varietà anche psicoattive e con quali percentuali di principio attivo..

Poi nella dodicesima pagina aggiunge “la possibilita’ degli utenti di fornire nuove varietà all’istituto militare attraverso la ricerca scientifica dei Social Club registrati”

????

Ma come e con quali genetiche se le uniche coltivabili legalmente sarebbero quelle acquistabili dall’Istituto Militare?

Ottenendo ibridi tra le diverse varietà dall’Istituto concesse in vendita?

Complimenti, riescono ancora a stupirmi con effetti speciali, mai avrei immaginato di citare, io che sono ateo da sempre, un episodio della vita di Gesù narrata dai vangeli canonici:

la cacciata dei mercanti dal Tempio.

Fuori i mercanti dal Tempio, i CSC sono altro, respingiamo gli squali che assaltano la Cannabis, per noi è una pianta da liberare da ogni monopolio per restituirla all’umanità, per loro è solo un business.

cuore di canapa

N@OnisTeam #OsintResearch

naonislogowhite

messaggio subliminale on:

Ciao, siamo il N@OnisTeam :D

abbiamo pensato di costruire un servizio userfriendly di script per effettuare tecniche OSINT, in python, e per questo ci servira’ l’aiutino di un cazzutissimo webdev per lo sviluppo di una GUI semplice, elegante, che focalizzi l’usabilita’ da parte di un utenza at large.

lo sappiamo che siete curiosi, ma il progetto e’ work in progress, quindi  piccoli antipasti, e grappa come se piovesse, li trovate nei nostri canali G+  YouTube e Twitter, anche se a breve la sezione #video verra’ mirrorizzata su Vimeo because Youtube ha disintegrato i cosiddetti con la variopinta e variegata fuffa #copyright ;)

staytuned, hackers at work.

@Stabros @N3tS0ul @b4d_tR1p @P33racy @Mte90Net @Th3Zer0 @JulianXhokaxhiu

naonislogowhite

comunicato stampa dell’Avv. Luca Bauccio, legale di Diane Foley

COMUNICATO STAMPA
Oggi, sabato 25 ottobre, in qualità di difensore della Sig.ra Diane Foley, madre di James Foley, il reporter barbaramente ucciso dall’ISIS, ho inviato una diffida alla Società Editrice de il Giornale intimando di sospendere immediatamente la diffusione della pubblicità del libro a firma di Magdi Allam, Non perdiamo la testa.
magdi-allam-640
Ho anche inoltrato nell’interesse della Sig.ra Foley una richiesta al Comitato di Controllo per la pubblicità perché ordini a il Giornale il ritiro di questa pubblicità.

La famiglia sta valutando ogni altra azione da intraprendere contro il Giornale.

L’aver messo in mostra la fotografia di James Foley pochi attimi prima della sua esecuzione per pubblicizzare la vendita di un libro, peraltro giocando macabramente con l’accostamento tra il titolo e l’immagine, oltre ad essere un indebito sfruttamento per fini commerciali e di propaganda dell’ immagine di James Foley è anche una mancanza di rispetto per la memoria e la dignità di uomo defunto e per la tragedia che la sua famiglia e la comunità delle persone che lo amavano stanno vivendo.

La famiglia Foley vuole sottolineare che non nutre odio e non ha propositi di vendetta ma chiede solo rispetto, chiede solo di poter vivere il proprio dolore senza subire altre umiliazioni, altre offese, altri turbamenti.
James Foley è stato un bravo e appassionato reporter, amava raccontare, documentare, informare.
James Foley amava la vita e credeva nella dignità degli esseri umani, e per questo ha voluto rivelare al mondo il dramma del popolo siriano.
Per questo ha vissuto e per questo è morto.

James Foley non è la comparsa pubblicitaria di un libro del Sig. Magdi Allam.
Il Giornale ritiri immediatamente la pubblicità del suo libro, per il rispetto e la dignità di un defunto e per la considerazione umana che merita il dolore della sua famiglia.
Avv. Luca Bauccio (difensore della Sig.ra Diane Foley).

P.S. Vi chiedo di diffondere questo comunicato ovunque e nei social, perché tutti sappiano, perché tutti possano esprimere vicinanza alla famiglia Foley e alla sue nobili e giuste ragioni.

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Ello Users Experience Further Downtime After DDoS Attack

Featured Image -- 3109

P33r:

fate “ello” con la manina..
hanno “bloccato l’ip” e fine? andiamo bene…

Originally posted on TechCrunch:

The suddenly hip social networking siteEllo experienced its first major outage today, suffering a Distributed Denial of Service attack that brought it down for approximately 45 minutes. The company says that it was able to fix the issue by blocking the IP addresses responsible for the attack.

However, it seems that the site is still going through some instability, as users are still occasionally taking to Twitter to say that it has gone down or that posts refuse to upload. Anecdotally, I occasionally get the above image on attempting to load the site. We’ll update this post if Ello confirms whether these are aftershocks from the attack or simply growing pains from the site’s rapid user acquisition in recent days.

View original

Al di là del Buco

Verso la fine della guerra fredda (e pure calda) tra i sessi

TechCrunch

Startup and Technology News

Dan Kaminsky's Blog

(Or: The Blog Formerly Known As DoxPara Research)

LibreOffice Brasil Blog

A melhor suíte de escritório livre.

R H I Z O M A T I C A

Mobile Communications for All

The Cryptosphere

Short and sweet cyber and crypto news for the whole family!

Barbara Collevecchio

Psicoanalisi & politica

#DigiTsipras

Progetto digitale a supporto della Lista "L'Altra Europa con Tsipras"

Stop TTIP Italia

Fermiamo il trattato di liberalizzazione UE-USA

hidden66

"Pensieri disordinati di un uomo mediamente comune..."

Partito Pirata Italiano Ferrara

Non votate per noi, Votate per voi: Non votate un leader, un gerarca, un presidente, un segretario, un onorevole, un deputato. Votate voi stessi.

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