HACKMEETING 0X0F A L’AQUILA

HACKMEETING 2012
L’Aquila 29-30 Giugno – 1 Luglio 2012

L’ultimo Hackmeeting prima della fine del mondo!
In attesa del lieto evento, ci incontriamo nel cratere dell’Aquila, guardando un pezzo di mondo gia’ oltre la fine. Se la mappa non è il territorio, se la cartografia e certamente un’opinione, l’Aquila non assomiglia piu’ ad una città. Hack the town!! Se non è più possibile riparare i danni, se non è più possibile dare un senso a ciò che è andato distrutto, proviamo a capire se riusciamo a farla funzionare in un altro modo, partendo dalla ricostruzione dei tessuti sociali e relazionali, delle connessioni vitali della città.

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Dal 30 giugno al 1 luglio torna l’hackmeeting: un incontro di culture, che vedono al centro l’etica della riappropriazione dei saperi. Tre giorni animati da seminari, dibattiti, workshop e performance aperti a tutti e gratuite che affronteranno temi quali la costruzione di mappe ”open” della città dell’Aquila, la censura in rete ai tempi del blocco del dns, genova 2001 non è finita, presentazione  dell’iniziativa 10×100, come fare del formaggio vegan filante per la pizza.

Nel calendario ci sono vari seminari, e diversi laboratori permanenti. Durante la tre giorni verrà presentato il progetto Aquileaks/Sant’Agnese, una piattaforma che darà la possibilità di svelare i segreti sulle speculazioni e sulla mancata ricostruzione della città dell’Aquila proteggendo l’identità del segnalante.

Mercoledi’ 27 giugno alle ore 12 e’ prevista una conferenza stampa di presentazione dell’hackmeeting 2011 presso l’Asilo Occupato, in via Duca degli Abruzzi.

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Contatto mail per info e chiarimenti:
hackit2012@autistici.org

Il sito?
http://it.hackmeeting.org

Dove si svolge?
all’Aquila, all’Asilo Occupato, in via duca degli Abruzzi

Quanto dura?
Tre giorni, dal 29 giugno al 1 luglio 2012

L’elenco delle attività della tre giorni?
L’elenco e’ in continuo aggiornamento, per gli abstract confrontate il sito alla voce [Seminari] e [Laboratori]

Quanto costa l’ingresso?
L’ingresso è gratuito, ma è consigliata un’offerta all’ingresso di qualche euro.

Chi lo organizza?
L’hackmeeting è un momento annuale di incontro di una comunità che si riunisce intorno a una mailing list. Non esistono organizzatori e fruitori. Tutti possono iscriversi e partecipare all’organizzazione dell’evento, semplicemente visitando il sito www.hackmeeting.org ed entrando nella comunità.

Sono un giornalista e vorrei fare delle interviste e delle riprese.
Intereviste e riprese vengono fatte soltanto accompagnati da qualcuno dei presenti, basta chiedere al banchino all’ingresso dell’hackmeeting. Prima di ripredendere qualcuno e’ necessario chiederegli il permesso. Qualora si riceva un gentile diniego non e’ gradita l’insistenza.

Come viene finanziato l’evento?
Le spese sono sostenute grazie ai contributi volontari, alla vendita di magliette e altri gadget e in alcuni casi all’introito del bar.

Chi tiene i seminari?
Chi ne ha voglia. Se qualcuno vuole proporre un seminario, non deve farealtro che proporlo in lista. Se la proposta piace, si calendarizza. Se non piace, si danno utili consigli per farla piacere.

Ma cosa si fa, a parte seguire i seminari?
Esiste una “lan-space”, vale a dire un’area dedicata alla rete: ognuno arriva col proprio portatile e si può mettere in rete con gli altri. In genere in questa zona è facile conoscere altri partecipanti, magari per farsi aiutare a installare Linux, per risolvere un dubbio, o anche solo per scambiare quattro chiacchiere. L’hackmeeting è un open-air festival, un meeting, un campeggio, un hacking party, un momento di riflessione, un’occasione di apprendimento collettivo, un atto di ribellione, uno scambio di idee, esperienze, sogni, utopie, ammmore e antani.

Da quando si fa l’hackmeeting?
Il primo hackmeeting si è svolto a Firenze, nel 1998. Da allora si è tenuto ogni anno in diverse città.

Chi è un hacker?
Gli hackers sono persone curiose, che non accettano di non poter mettere le mani sulle cose. Che si tratti di tecnologia o meno gli hackers reclamano la liberta’ di sperimentare.
Smontare tutto, e per poi rifarlo o semplicemente capire come funziona. Gli Hackers risolvono problemi e costruiscono le cose, credono nella libertà e nella condivisione. Non amano i sistemi chiusi. La forma mentis dell’hacker non è ristretta all’ambito del software-hacking: ci sono persone che mantengono un atteggiamento da hacker in ogni campo dell’esistente, spinti dalla stesso istinto creativo.

La storia dell’hackmeeting:
1998-Firenze-CPA-sud Viene organizzato il primo hackmeeting al Cpa di Firenze. hacklab di firenze, Avana BBS, Ecn, freaknet, Decoder, Metro Olografix e la rete Cybernet decidono di fare un meeting perché quattro anni prima c’era stato un primo giro di vite contro gli hacker italiani (http://www.olografix.org/gubi/estate/itacrack.htm). Il problema era che i media iniziavano ad accorgersi che c’era il fenomeno digitale e identificavano il tentativo di capire la logica delle nuove tecnologie come fenomeno “criminali”. La comunità hacker invece voleva sottolineare che il computer era uno strumento di massa, domestico e non solo tecnico-universitario o militare, di controllo o di mercato. L’informazione che su quella rete di pc passava, doveva essere libera. Radio Cybernet strimmava i seminari su web, prima webradio italiana. Da allora, la radio ci sarà praticamente ogni anno.

I tre giorni di Firenze sono quelli in cui e’ nato l’impianto dell’hackmeeting attuale. Il messaggio era: usciamo dal digitale e portiamo nel reale e alla portata di tutti questioni tecniche e opportunita’ di comunicazione diretta; siamo noi a dirtelo senza mediazioni (“don’t hate the media, become the media” da li a qualche anno avrebbe affiancato “information wants to be free”). Quell’anno per esempio esce Kryptonite, un libro che raccoglie how-to su strumenti specifici, legati alla privacy e all’anonimato (anonimous remailer, gpg, packet radio). L’intenzione divulgativa dell’hackmeeting è chiara. All’hackmeeting partecipa tutta la scena più rappresentativa dell’underground italiano. La prima generazione di hacker che si riconosce nel termine non nel senso più comunemente attribuito dai media. Strumenti tecnici: corsi di linux per principianti e workshop sulla accessibilità delle tecnologie e dei siti.

1999-Milano-Deposito Bulk– Viene deciso collettivamente di uscire dalla dimensione dei tre giorni per darsi spazi tutto l’anno, e dare origine agli hacklab dove incontrarsi, avere un laboratorio, condividere il lavoro, divulgare tematiche. Ospite di rilievo è Wau Holland (http://en.wikipedia.org/wiki/Wau_Holland), membro storico del Chaos Computer Club, un hacker libertario cofondatore del CCC tedesco, che senza carta di identità arrivò in Italia in modi rocamboleschi. Connessioni internazionali vengono fatte conoscere alla comunità italiana. Strumenti tecnici: si ricorda il seminario su attaccare i protocolli di comunicazione (ip icmp tcp udp + servizi), per capire/spiegare un po’ meglio come funzionano i protocolli di rete e quindi dove e perche’ sono vulnerabili. Un altro tema che diventerà ricorrente negli hackmeting.

2000-Roma-Forte Prenestino– Sede di Avana BBS, primo hackmeeting organizzato con gli hacklab, diventati ormai realtà concrete. Jaromil si presenta con asciicam, costruendo le relazioni declinate in altri ambiti come la net art, aspetto artistico, giocoso e capace di critica dell’hacking. E’ anche un hackmeeting dedicato ai diritti in rete, alla cooperazione sociale, all’accessibilità in rete. Molti i seminari su etica e web.

2001-Catania-Freaknet media lab-Un posto particolare, visto che era nato prima degli hacklab e già si apriva al pubblico con i bollettini meteo per i pescatori, via internet, e le tastiere in arabo per gli immigrati. E’ l’hackmeeting più forte dal punto di vista del numero di ore passato sul codice. Viene presentato il progetto autistici.org/inventati.org come server autogestito che si affiancava a ecn. Viene presentato anche Bolic1, che diventerà poi Dynebolic (the media hacktivist tool). Il Freaknet propone nelle università scientifiche di catania che si adotti il software libero come software di base e all’hackmeeting viene proposto di esternderlo anche ad altre città. Passeranno per questo meeting anche quelli che poi creano il media center del G8. Vengono proposti strumenti e persone che poi si coaguleranno per dare vita a media come Indymedia. Si inzia a parlare di reddito e lavoro nella net economy. Strumenti tecnici: si tiene un seminario di reverse engineerig, ovvero modificare il comportamento di un programma senza conoscere il codice sorgente.

2002-Bologna-TPO Hackmeeting mondano. la parola mediattivismo è uscita e diffusa, Indymedia è un media consolidato, NGvision rappresenta un archivio video su web consistente, ci sono le telestreet, l’hackmeeeting diventa non più solo da hacker ma da attivismo media, e non a caso compaiono le donne. Viene Richard Stallman. Strumenti tecnici: viene presentato il Retrocomputing ovvero la passione per il recupero dell’hardware.

2003-Torino-BARRIO– Viene fatto il mitico seminario di stiraggio acrobatico e la questione genere/tecnologie viene proposta dal sexy shock di bologna, collettivo di donne, sottolineando che ci sono questioni di genere anche tra hacker e che sarebbe il caso di occuparsene. Alle aule vengono dati nomi storici dell’anarchismo. Strumenti tecnici: Honeypots, sicurezza informatica sul web sono tra gli argomenti trattati. Wireless diffuso.

2004-Genova-BURIDDA– Si apre ulteriormente l’ambito, vengono presentati seminari di robotica, ma anche sulla prostituzione. E sopratutto a partire da Reload di Milano viene lanciato il concetto di reality hacking, hacking della vita quotidiana e della politica, chiedendo agli hacklab di uscire dagli stretti ambiti nerd per entrare in quelli più allargati dell’agire politico. Strumenti tecnici: Bluetooth security uno dei seminari.

2005-Napoli-TerraTerra– Viene presentato Open non è free, il secondo libro che esce dalla comunità di hackmeeting. Visto che nella società iniziano a circolare i concetti di open source e di free software, la comunità sente la necessità di sottolineare la necessità di approcciare in maniera critica queste tematiche che sono comunque ormai assorbite anche dal mercato. Strumenti tecnici: introduzione al Phreaking, ovvero come telefonare gratis, dal fischietto di Captain Crunch al vOIP.

2006-Parma-collettivo Mario Lupo- Gli hacklab non sono più l’elemento principale di organizzazione, ma c’è una percezione più comunitaria, che permette l’occupazione di uno spazio per la durata dell’hackmeeting. L’occupazione avviene in un momento ambiguo e cosparso di sgomberi nel territorio parmense, e prende la forma politica di una TAZ, anche se c’era la speranza di fare molto di più (tenere il posto, che poi invece verrà sgomberato). Nell’ambito dei seminari si apre ulteriormente l’applicazione della filosofia hack in ambiti vari, per esempio, serpicanaro e la licenza open per la produzione materiale, bucare un sistema che non è solo informatico ma reale e di mercato. Viene presentato The darkside of google, altro libro scritto da persone della comunità su aspetti ancora (allora) poco noti di Google. Strumenti tecnici: Web Semantico e Ontologie informatiche Si discute di Copyleft e fightsharing.

2007-Pisa-Rebeldia- Rispetto all’anno precedente si recupera di nuovo sul profilo internazionale, vengono Emmanuel Goldstein, parte della scena americana storica dei phreakers e media hacktivist. Andy Muller Maghun, membro del CCC, esordisce dicendo “il CCC nasce come progetto politico”, segno di come in europa sin dall’82 si considerava il potenziale politico dell’hacking come concetto, Armin Medosh, che fa una ricostruzione storica in chiave marxista dell’evoluzione tecnologica. Appaiono seminari che impongono una presa di coscienza collettiva ecologica: viene fatto il seminario hack the bread, che riporta l’accento su pratiche politiche anche a livello personale. Viene introdotto lo spazio capanne dei suchi, uno spazio diverso dal workshop, di discussione libera e lavoro in comune. Strumenti tecnici: Metodi di compromissione dell’anonimato, come difendersi. Voip Security, necessità di attenzione anche su Voip. IPSec, Meccanismi per proteggersi da attacchi basati sull’analisi statistica del traffico (Web site fingerprinting, etc ).

2008-Palermo-AsK 191– Hackmeeting importante per il luogo, l’incontro con le persone dell’ask ha prodotto un momento di autogestione in comune molto forte. conferma spirito forte comunitario, non molto aperto perchè non c’era risposta da parte del pubblico palermitano. L’impronta ecologica continua, si parla di compost, di rifiuti, di energia solare e onde radio. Sharing not exploiting: Prosumer vs. Corporation, riflessione su social network e web 2.0, ritorni economici delle corporation. Dal punto di vista dell’immaginario compare il workshop sullo steampunk, il dopo cyberpunk. Strumenti tecnici: Web semantico, come approccio al web 3.0

2009-Rho-Fornace– Di nuovo l’hackmeeting va a supportare un’autogestione in difficolta’. Lo scenario e’ Rho, interland milanese devastato dalla speculazione expo, un enorme capannone vuoto occupato da pochi giorni. Si parla di paura, di creazione della paura, di come uscire da questo modello sociale di persone spaventate, che si guardano in cagnesco. L’icona dell’hackit e’ il babau, il cattivo delle favole. Si stabilizza all’interno delle tematiche l’interesse per la questione precariato e modelli di vita conseguenti. Si inaugura la pratica dei warm up, seminari che introducono nelle settimane precedenti sia nella citta’ ospite, che nel resto d’italia. A livello di immaginario si parla di fantascienza, di retrocomputing e restauro, videogiochi per cellulari. Strumenti tecnici: streaming audio/video giss, sniffjoke, reti gsm, reti mesh

2010-Roma-La Torre– Hackmeeting tra gli ulivi nel caldo romano, tutti in tenda, ci si riprende dall’interland milanese dell’anno prima. Si parla di controllo, di quanto ne abbiamo intorno, di quali strumenti utilizza. Le tematiche ecologiste rientrano dalla porta principale con il seminario sulle pale eoliche, la presentazione della rete per l’autocostruzione e il seminario sugli orti urbani. Nel lan space presenti sempre piu’ arduini, e un modello di elicottero radiocomandato. Ospite dell’hackit Margaret killjoy, un buffo personaggio dello Steampunk Magazine, un rivista autoprodotta americana, presentata assieme a Ruggine, una rivista autoprodotta italiana di racconti e disegni. Affollatissimo il seminario di pr0n, misterisca e intrigante estensione di firefox. Strumenti tecnici: ipv6 e reti mesh, opencv, arduino.

2011-Firenze-Csa NeXt_Emerson, nella calura fiorentina, tra il cemento e l’eternit si parla di apocalisse, di nuvole postnucleari e di cloud computing, del recupero delle scorie e dei detriti della crisi post-industriale e overcapitalistica. Dallo sciopero precario ai tecnicismi di Tomb il criptobecchino, ritroviamo la compagnia frikkettona di Richard Stallman, il guru del software libero, che ci racconta del passato, del presente e di un futuro di merda.
C’e’ chi ci racconta dei viaggi in Palestina. chi prova a raccontare la storia (semi)seria e semi(tragica) dell’informatica alternativa degli ultimi quindici anni. Tra arduino, robotica open source, quintali di riso vegano e le incursioni di radio monnezza, anche questo penultimo hackmeeting prima della fine del mondo passa piacevolmente. 

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