Archivio | internet RSS for this section

ribelli certo, geniali forse, ma ghettizzati e autoghettizzati.

era il 28 novembre 2011, quando un articolo di Cassandra, in arte Marco Calamari, diventera’ un punto fermo della mia, personale, resilienza di vita.

e’ arrivato il momento di portare fuori quel tipo di “comunicazione” che per anni e’ rimasta quasi sigillata dentro un pacchetto cd. “elite”, e’ il momento di capire e ritrovare autonomia, personale e sociale.

I colori di Cassandra/ Nero: la scomparsa della Rete

di M. Calamari -

Internet si evolve, seguendo i percorsi di massificazione
e allargamento della sua utenza. Ma il processo è tutt'altro che
democratico: non tutto è andato per il verso giusto, e non è detto tutto
sia ancora recuperabile.
In anni passati chi si è trovato ad essere cittadino della Rete, e perciò, 
come tutti i veri cittadini di una nazione, ad adoperarsi ed a lottare 
perché il buono che c'era non fosse eliminato, il male che non c'era 
non vi fosse introdotto e che in generale i diritti delle persone fossero rispettati,temeva che la Rete
potesse soccombere ad un'invasione di entità governative, alla censura
ed al controllo, insomma, ad un'occupazione "militare". La storia ci
insegna che questo non ha (per fortuna) avuto successo.

L'arrivo di orde di persone ignoranti (in senso latino - che non conoscono)
e che quindi si comportavano spesso come turisti caciaroni in visita in
un paese senza conoscerne o rispettarne caratteristiche, abitudini,
regole, e usanze, prontamente soddisfatta dall'apparire di un e-commerce
spesso esagerato, hanno radicalmente cambiato la Rete;

non in meglio, probabilmente, ma la Rete si è adattata ed è sopravvissuta.

Grazie a una preesistente "economia del dono" ha sviluppato memi ed
entità che si sono moltiplicate, non grazie a campagne pubblicitarie o
pressioni di gruppi di interesse, ma per merito dell'eccellenza tecnica
frutto dell'economia del dono, tanto che persino grandi aziende di
informatica hanno trovato conveniente venire a patti (spesso barando, ma
questo è un altro discorso) con il Software Libero e con i metodi con
cui la Rete costruiva sé stessa.

Nemmeno questa crescita esponenziale, inflazionaria,
globale, epocale ha distrutto la Rete, né ha prodotto, nel male e bene,
una trasformazione.

L'apparizione di entità delle Rete di dimensioni tali da
renderle quasi onnipotenti, come Google, Twitter e Facebook, o di ibridi
Mondo-Rete come Apple ed Amazon, ha segnato un altro punto di svolta, in
questo caso totalmente negativo.

Una frazione maggioritaria della popolazione della Rete, che rappresenta
ormai una frazione consistente
della popolazione mondiale, ha iniziato a riversare sé stessa nella
Rete, ma ha purtroppo scelto la strada sbagliata.

Invece di diffondere in Rete il meglio di sé stessi, cose accuratamente
realizzate e curate, possibilmente intelligenti o geniali, e magari fare
questo con una certa dose di umiltà,
vi ha riversato la propria vita e le proprie relazioni, permettendo ai
pesi massimi della Rete di esercitare silenziosamente il loro potere per
accumulare ricchezze ed istituire un tecnocontrollo pervasivo.

Malgrado questo la parte più sana, costituita spesso dai primi abitanti
della Rete stessa (vogliamo dire i nostri Padri?) è sopravvissuta e per
certi aspetti si è pure rafforzata, riuscendo ad aprire spazi di
dibattito e di confronto che hanno interessato, anche se
superficialmente, molte persone.

Ma si tratta pur sempre una minoranza che discute con una
minoranza appena un poco più grande, mentre la grande festa (festa?)
continua per la maggioranza degli abitanti (non più Cittadini) della Rete.
Di nuovo la Rete si adatta, sopravvive, per certi aspetti cresce ancora
ma per altri inizia a snaturarsi.

Oggi due nuovi fenomeni hanno iniziato a manifestarsi. Il primo è che la
Vecchia Signora ha cominciato ad esigere tributi sempre più grandi dalla
Rete, cominciando a sottrarle, spesso nel quasi totale silenzio, le menti
migliori e gli esempi più fulgidi. Il secondo è che la Rete stessa ha
cominciato ad assottigliarsi e a nascondersi qua e là, sempre più lontano
dalla percezione della maggioranza dei suoi abitanti.

Telefonini, pad, console, televisioni, e tanti altri aggeggi connettono
le persone e si connettono tra di loro, realizzando una connettività
implicita, pervasiva, che viene percepita e quindi diventa lo stato
"naturale" delle cose. Un sogno di anni fa... ma forse qualche cosa di
più simile ad un incubo oggi.

Perché?

Perché la Rete in quanto entità poliedrica, quasi sempre benefica,
specchio di un mondo "reale" anche se cibernetico, e civile anche se
talvolta oscura e violenta, scomparirà dalla vista.

La connettività di persone e cose diventerà una categoria "naturale",
come veder scorrere l'acqua se apro un rubinetto, accendersi una
lampadina se premo l'interruttore, o avere un'applicazione o un servizio
informatico quando se ne ha bisogno.

Purtroppo abbondanza e gratuità non significano
libertà, possibilità di scelta e partecipazione.

"Panem et circenses" hanno contribuito in misura notevole alla caduta di
Roma come faro (con lati buoni e cattivi, ovviamente) di una civiltà
progredita.

La trasformazione di una cittadinanza partecipativa in una plebe sazia e
facilmente controllabile è proprio quello che sta manifestandosi oggi. E
se tutto quello che rende manifesta l'esistenza del mondo dei bit
scomparirà negli oggetti quotidiani, cosa potrà mai rimanere della Rete
e più in generale del mondo dell'informatica come la conosciamo?

Solamente una vastissima maggioranza di plebei sazi di quotidiano e
privi di domande ed aspirazioni, unicamente concentrati sulla promozione
del proprio sé come brand personale.

Rimarranno poi due minoranze gruppi, due "Caste" a modo loro. La prima
minoranza sarà quella dei potenti, per giunta talvolta ammirati dalle
masse, coloro che sanno, decidono cosa fanno gli oggetti, li progettano,
e li danno da realizzare ad una parte della plebe (oggi in oriente, ma
domani chissà) che in condizioni di sfruttamento produce cose che non
comprende e che probabilmente non può permettersi.

La seconda minoranza sarà quella dei ribelli, dell'underground digitale
così ben tratteggiato da Gabriele Salvatores

<http://it.wikipedia.org/wiki/Nirvana_%28film%29> in "Nirvana":


ribelli certo, geniali forse, ma ghettizzati e autoghettizzati.
Pronti a vendere parti del proprio corpo, e soprattutto senza un
progetto individuale e men che mai collettivo per il futuro.

Questa profezia è così "nera" solo per via di banali aiCosi impugnati da
folle di aiDioti che li usano per monitorare ossessivamente il proprio
profailo?

Non per questo, non ancora per questo, ma per la evidente
direzione che questo indica, per la mancanza di reazioni e di rifiuto di
chi, sia dal lato della Rete che da quello della cultura, dovrebbe
metterlo allo scoperto, denunciarlo e combatterlo.

*Marco Calamari <http://www.marcoc.it/>*

 

 

Battle For The Net

If you woke up tomorrow, and your internet looked like this, what would you do? Imagine all your favorite websites taking forever to load, while you get annoying notifications from your ISP suggesting you switch to one of their approved “Fast Lane” sites.Think about what we would lose: all the weird, alternative, interesting, and enlightening stuff that makes the Internet so much cooler than mainstream Cable TV. What if the only news sites you could reliably connect to were the ones that had deals with companies like Comcast and Verizon?On September 10th, just a few days before the FCC’s comment deadline, public interest organizations are issuing an open, international call for websites and internet users to unite for an “Internet Slowdown” to show the world what the web would be like if Team Cable gets their way and trashes net neutrality. Net neutrality is hard to explain, so our hope is that this action will help SHOW the world what’s really at stake if we lose the open Internet.If you’ve got a website, blog or tumblr, get the code to join the #InternetSlowdown here: https://battleforthenet.com/sept10thEveryone else, here’s a quick list of things you can do to help spread the word about the slowdown: http://tumblr.fightforthefuture.org/post/96020972118/be-a-part-of-the-great-internet-slowdown Get creative! Don’t let us tell you what to do. See you on the net September 10th!

viaBattle For The Net.

 

 

 

They are Team Cable

DNS NOT FOUND, FOR DOMAIN WITH “PIRATI” NAME – THANKYOU ITALIAN ISP, THANKYOU GOOGLE

Gia’ da qualche mese, maggio?, non raggiungevo piu’ il mio blog. questo blog.

un misero, piccolo, cazzabubbolo, messo sul wordpress gratuito, a cui avevo semplicemente puntato un nome a dominio di mia personalissima scelta.

ma dato che sono pazza 😀 e faccio millemila robe alla volta, ho lasciato correre fino ad agosto, mese in cui ho il rinnovo del nome a dominio, registrato sul mio manager Ovh.it, e conseguente mappatura (a pagamento) verso i DNS di wordpress.com, troppo ben conosciuti come:

NS1.WORDPRESS.COM

NS2.WORDPRESS.COM

NS3.WORDPRESS.COM

che ovviamente erano stati agganciati per l’hosting nel Manager di OVH al nome a dominio.

Schermata

contatto il supporto Ovh e mi rispondono che : qui tutto ok, cameback to sleep.

contatto il supporto wordpress e l’ingegnere macmanx, gentilissimo, mi segue nei vari test, mi suggerisce OVVIAMENTE come prima cosa, di fare un clean cache dai miei browser, un clean DNS, e di aspettare le fatidiche 72 ore per il propagarsi dei DNS.

Schermata-2

ma il problema dopo 10 giorni non era risolto.

allora considero il fatto che la magica parolina contenuta nel nome a dominio:

PIRATI

sia stata interdetta dai pubblici uffici, senza manco passare da un tribbbbbunale.

via, scio’, sparata e filtrata, e che non se ne parli piu’.

non volevo crederci, e invece CREDICI! queste grandissime MERDE che si fregiano di REGOLAMENTARE la #infernet facendoci girare NON in rete, ma nella LORO rete, quel filter bubble magico gia’ ampiamente anticipato e raccontato da Eli Pariser:

http://www.ted.com/speakers/eli_pariser

era stato bootstrappato regolarmente dagli ISP nostrani, ovviamente sempre a PECORA perche’ il “business” viene prima, figuriamoci.

mi pare evidente che a nulla sono valse le proteste e gli eventi, i meeting, il forencsis, gli hackmeeting, i media di stato che spillano “news” ma poi se ne fottono, seguendo la scia dell’appecoronamento globale.

la triste situazione e’ questa, questo blog viene raggiunto tranquillamente da rete Tor (che ddddio ce la conservi sempre), oppure modificando i DNS cortesemente offerti dal tuo maledetto ISP DI STATO (chiunque esso sia) alle modiche cifre che tutti conosciamo.

cioe’, paghiamo uno straccio di connessione DI MERDA, e oltretutto ci filtrano a loro discrezione, senza nemmeno uno straccio di avviso.

Avviso? lo fanno proprio di nascosto, come bambocci viziati, dal culo straparato, in quest’era digitale di cui tutti, nessuno escluso, cerca di accaparrarsi il suo pezzetto di “tornaconto”, perlopiu’ in soldoni.

e’ facile pero’ aggirare questo filtro, e’ sufficiente modificare i DNS di connessione alla internet.

io ho usato i DNS free di openDNS:

http://www.opendns.com/home-internet-security/opendns-ip-addresses/

che in linux dal network-manager mi e’ stato sufficiente aggiungere via GUI, ma che in via definitiva (it works!) andro’ a piazzare FISSI nel router.

fanculizzo cosi’ ste merdacce di Tiscali.it, e tutto l’ambaradam appresso, quella ottima cordata di censori e approfittatori, senza scrupolo alcuno, di quella che resta la regola 0 della convivenza civile:

la liberta’ personale in rete, cosi’ come in real life, e’ SACRA.

poi magari gli piace essere presi per il culo, server tombato, criptato, connesso ad una rete ad hoc, STRApieno dei SERVIZI che decidiamo di usare.

liberissimi eh. sono millenni ormai che una categoria nota di umani si vende per pochi denari …

BitchX, fottetevi. vinciamo noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

da Feudalesimo e Liberta’ : Microsoft XP

link alla FB page  => https://www.facebook.com/feudalesimoeliberta/photos/a.181343475341264.51796.181334612008817/386153448193598/

periculo

Se anco le vostre paersone sono avezze allo utilizzo de elettronici abachi adoperanti lo mephistphelico “morbidosamerce” delli opifici della vallata dello silicio que va sub lo nomine de “MICROMORBIDO FENESTRA 10P”, saprete que lo diaboliquo GUGLIELMO CANCELLI ne habet decretato la mors alla guisa de un antiquo gubernante romano collo scunfitto gladiatore.

Milia et milia paersone non fan que crucciaisi per esta novitade, spaventati dallo rimaner sine difesa alcuna…alla mercé de corsari, pirati et untori dello internetto.

Essi probabilmente dimenticano que nonostante danarosi et pesanterrimi anti-virus lo proprio computatore habet periodicamente contratto morbi et flagelli de ogne sorta e specie.

Questa est difatti la sorte spettante a omnia color li quali si affidan alla muderna tecnologia onde protegger li propri dati et documenta.

Cum Feudalesimo e Libertá non possiam que esortar vobis alla magna assoluta daestructionem de codesti cuntemporanei marquingegni, sed sappiam bene que multi sodali non sunt ancora pronti ad abbandonar musoliber, lo cinguettio, “parola” et la focosa volpide.

Nonostante la ferma cundanna verso l’adoperatio de esti sistemi, la di nostra magnanimitade ci costringe ad aiutar anco codesti figuri cumsiliandoli di proteggersi da malattie et scorribande piratesque coll’adoperatio de una pesante cotta de maglia.

Ninguno strumento risulta difatti milior per fermar untori et corsari de un buon et vetusto ferreo vestimento.

///

best comments 😀 :

Antonello Iaccarino:

Sacripante! Habeo appena terminato de damnarmi l’anima cum multeplici blasfemie et imprecationi ne lo cumstatare come lo pargulo mio sommamente imputtanato ha lo computatore, tramutandolo in uno autentico verminaio! A ogne movimento de lo puntator de lo topo s’apron diaboliche fenestre cum publicitate de ogne genere et ogne sorta, da la morbidamerce pe’ rimover microorganismi la quale truffaldinamente altri ve n’aggiunge, a le peccaminose imagini di femine ignude le qual per mezzo de lo internetto offron meretricio!
A nulla vale lo anti-verminaio da lo nome celtico “De Afee” ch’aggio installato, contro le folli smanettamenta de lo filio lo qual scarica quintalate de immondezze in su lo pover mio computatore! Unica solutione è lo inviar lo filio a laborar ne’ campi acciocchè fortifichi le membra et lo spirito abiurando la fede empia ne le micromorbide heresie!

Antonio Escravo Bonifacio:

Sodali! Imperatore! Abbandonate le Fenestre che s’affaccian su distese di perdizione! Possa lo vostro calcolatore esser benedetto dallo sistema dello Pinguino multiforme!

Possa esso illuminare lo percorso vostro per le arzigogolate et spesso perigliose vie della Ragnatela!

kurumin

 

smartphone NO, ai cortei. oppure …

Crypt’я’Die :: AvAnA
https://we.riseup.net/avana/opuscolo

Piccolo manuale di autodifesa digitale :: Cyber Resistance
http://cantiere.org/images/ADD_web.gif

 

A Christmas Message From Edward Snowden

… Because this message appears to be blocked in some place here’s another upload… Many thanks to Edward Snowden for his courage and hard work to let the world know about our predicament.

and make/get copy

of the copy

of the copy

of the copy ….

A Christmas Message From Edward Snowden from Gendo on Vimeo.

https://vimeo.com/82666985

 

for[rin]co[jo]ni[ty]

a leggere  streaming Twitter e nel fecciabuco un brivido e’ corso lungo la mia DORSALE.

e dato che non ho troppa voglia di sharare #FASCI, ho scelto giusto un paio di immagini, e un tuit, che ha trovato posto nei miei #BestTwit. 

una risata vi seppellira’. per dire…

#BestTwit:

@gio_dibartolo Quando l’uomo col forcone incontra l’uomo col Kalashnikov, l’uomo col forcone torna a guardare Maria de Filippi.

 

di caschi, fakes, sbirrume && sindacati:

commento d’autore:

GIA’. Mettiamoci i comitati NO MUOS: quante MAZZATE hanno preso per molto meno? Dovrebbero INCAZZARSI A BESTIA e andare a prendere i forconi a CALCI NEL CULO, dato che la polizia non sta quasi facendo un cazzo. Fossero stati COMUNISTI, cosa avremmo visto? teste rotte, gente sanguinante. Invece niente.

di #berluscone e #grillo, un paio godibili 🙂

 

e per finire un messaggio chiaro dalla  mitica Ubik di Savona (grandi ragazzi!):

https://twitter.com/CleliaMussari/status/410784447475482625/photo/1

Collegamento permanente dell'immagine integrata

 

non comprate, scaricate! download!

da massicadenti, ottima analisi:

40 anni fa usavi le pellicole in SUPEROTTO:
era un formato efficace ma molto costoso, che perdeva i colori, e che si rigava la pellicola e spesso finiva anche per rompersi dentro al tuo proiettore, con grande tristezza per chi lo stava vedendo.
Quindi, 30 anni fa, ti abbiamo fatto prendere il BETAMAX:
questo sistema era all’avanguardia, ma, grazie all’industria del porno, poi sei stato costretto a prendere anche il VHS:

questo sistema aveva una qualità inferiore, ma era il più diffuso, motivo per cui abbiamo fatto le cassette in VHS.
Poi, 15 anni fa, ti abbiamo detto che anche il VHS era un sistema che non andava più bene, e ti abbiamo costretto a ricomprare per la quarta volta il tuo film preferito in formato DVD:
era un formato digitale, si vedeva meglio, e soprattutto “non si rovinava dopo essere stato visto molte volte”… naturalmente non era vero, ma te l’abbiamo fatto credere!
Poi, 5 anni fa, ti abbiamo fatto comprare gli HD-DVD:
i DVD in alta definizione, perché siamo furbi e ti abbiamo fatto prendere un lettore che non ti serviva a un cazzo!

 

Ma ora, ti diciamo di prendere il BLU RAY:

che è un formato ancora in alta definizione, che si vede ancora come l’HD-DVD, ma è supportato dalle major di Hollywood, e quindi, il tuo film preferito dovrai ricomprarlo per la sesta volta, dopo averlo comprato la prima volta in SUPEROTTO, dopo averlo comprato la seconda volta in BETAMAX, dopo averlo comprato la terza volta in VHS, dopo averlo comprato la quarta volta in DVD, dopo averlo comprato la quinta volta in HD-DVD, e infine, per LA SESTA VOLTA, dovrai ricomprarlo nel formato BLU-RAY!
Un formato digitale, in alta definizione, che naturalmente ti facciamo pagare più caro degli altri, perché “si vede meglio”:
e questo formato digitale tu lo devi pagare, anche se noi avevamo già transcodificato il film in formato digitale, perché non siamo mica fessi:
noi delle major abbiamo già il formato a 3K che si vede come il cinema, ma naturalmente per ora ti diamo il BLU-RAY perché si vede a 1080 progressivi.
Che è circa un terzo della qualità del cinema! Ma naturalmente tu devi pagarcelo perché noi abbiamo speso ingenti somme nel fare il film, nel fare la transcodifica del DVD, dell’HD-DVD, del BLU-RAY, e quindi tu ci devi pagare ancora più caro il BLU-RAY rispetto al DVD, anche se il BLU-RAY è stato fatto con la stessa acquisizione in 3K della pellicola che è stata fatta quando abbiamo prodotto il DVD! Non è stata fatta nessuna rimasterizzazione del film rispetto al DVD!

QUINDI, se avete comprato il cofanetto di Guerre Stellari in VHS quando è stato venduto la prima volta, e poi l’avete dovuto ricomprare in VHS quando è stato venduto in edizione rimasterizzata, e poi l’avete dovuto ricomprare in VHS quando è stato venduto in edizione speciale con le scene inedite, e poi l’avete dovuto ricomprare in DVD che hanno fatto il cofanetto con 4 DVD, ma poi l’avete dovuto ricomprare in DVD che hanno fatto il cofanetto con tutti e sei i film e con altri extra aggiuntivi, e poi l’avete ricomprato in HD-DVD perché non sapevate che era il formato che sarebbe stato buttato giù dalle major di Hollywood, e infine l’avete ricomprato in BLU-RAY.

OGNI VOLTA, avete ripagato i diritti d’autore NONOSTANTE LI AVESTE GIA’ PAGATI LA PRIMA VOLTA quando avevate comprato il cofanetto in VHS dell’edizione normale non rimasterizzata, e l’avevate comprato a metà degli anni ’80, poco dopo l’uscita del film”Il ritorno dello Jedi”. Ma naturalmente tutto questo non c’entra nulla perché voi dovete pagare i diritti d’autore OGNI VOLTA che ricomprate lo stesso film, anche se cambia il formato.

LA LOGICA VORREBBE che non dovreste ripagare ogni volta i diritti d’autore:

tuttavia le major non consentono il passaggio dalla vecchia edizione alla nuova pagando soltanto il costo della stampa della nuova edizione.

PER ESEMPIO:

se voi avete la VHS del cofanetto di ritorno al futuro, non dovreste ricomprare il DVD o il BLU-RAY *PAGANDOLO COME CHI NON HA MAI AVUTO LA VHS*, dovreste pagare molto meno perché il diritto d’autore ce l’avete già, avete il diritto di guardare il film per visione privata e non è limitato al supporto, né alla sua obsolescenza.
E’ un diritto che è INFINITO, è PERMANENTE e l’avete perché avete pagato i diritti d’autore quando avete comprato la VHS del film.

ORA, però, dovete ripagare QUEGLI STESSI DIRITTI D’AUTORE CHE AVETE GIA’, dovete ripagarli una seconda volta solo perché è cambiato il formato.

La stessa cosa farete quando avrete comprato il BLU-RAY e la stessa cosa continuerete a fare VITA NATURAL DURANTE, per TUTTI i film che avete, perché cambiano i formati in continuazione, diventano obsoleti, e comunque le major di Hollywood ci marciano sopra, così come ci marcia la SIAE.

Allora QUAL E’ la soluzione a tutto questo?

SEMPLICE: NON COMPRARE.

Ripeto: NON – COMPRARE.

Rimanete con i formati vecchi se volete gli originali, per il resto scaricate

(NON E’ UN REATO, ripeto NON E’ UN REATO)

tutto quello che avete già comprato sui formati vecchi che si sono consumati o che comunque sono diventati obsoleti, scaricateli e andate bene così.

Perché il diritto di visione lo avete già pagato quando avete preso la VHS (o il Betamax, o il super8) e questo è indipendente dal supporto o dalla sua obsolescenza.

Il diritto riguarda l’opera in sé, non il supporto su cui è registrata.

Lo stesso vale per i dischi in vinile:

il disco in vinile non è eterno come non lo è il CD, come non lo è il SuperAudioCD, il DVD Audio e gli altri formati FECCIA che hanno fatto che non hanno avuto nessun successo ma voi magari li avete comprati lo stesso perché siete fessi, e allora scaricate in mp3:

l’MP3 è ETERNO e si ascolterà SEMPRE UGUALE OGNI VOLTA senza perdita di qualità, a differenza del CD che si graffia, del DVD che si graffia, del vinile che si consuma e che salta, l’MP3 è INFINITO:

potete passarlo da un dispositivo a un altro, da un computer a un altro, perché non ci sono problemi di DRM e si ascolterà SEMPRE UGUALE.

E lo stesso vale per i film: quindi non comprate, scaricate tutto quello che già avete in altri formati per quanto obsoleti o rovinati; se proprio volete comprare, comprate solo la novità, solo se proprio volete e non ne potete fare a meno:

ma in tempi di crisi, sapete cosa dovete fare.

nosiae_int_thumb

articolo sul Manifesto di Arturo Di Corinto per #NOV5TH

English: Demonstrator with a Guy Fawkes mask i...

Anonymous, giù la maschera Oggi la marcia degli hacktivisti

*Million Mask March: Anonymous scende in piazza*

*Gli hacktivisti: Tolleranza zero verso i governi corrotti*

Arturo Di Corinto

*per il Manifesto*

2012-06-30 12.31.07

Uniti contro la società del controllo globale. Gli Anonymous chiamano alla sollevazione, e martedì 5 novembre, in onore di Guy Fawkes, daranno fuoco alle polveri della protesta precipitandosi nelle piazze di oltre 400 città, dal Texas a Città del Capo.

È la Million Mask March, che vuole portare ovunque la sua “Dichiarazione di libertà”, contro l’oppressione di tutti i governi. Vestiti con la maschera di Guy Fawkes, il rivoluzionario del XVII secolo che voleva far saltare con 36 barili di polvere pirica il Parlamento britannico, si ritroveranno a migliaia a invocare trasparenza e giustizia in una marcia pacifica il cui epicentro sarà il Monumento a George Washington, nell’omonima capitale federale americana.

L’evento, seppure richiami alla memoria altre marce come questa, non ha precedenti:

per la prima volta il movimento globale che veste i panni del rivoluzionario inglese usa come megafono Facebook ed è la prima volta che si organizza a livello mondiale per rivendicare istanze politiche e sociali. Era successo su una scala minore solo in occasione delle proteste contro l’Acta, l’accordo anti-contraffazione.

Nel passato gli anonymous avevano operato sempre attraverso specifiche campagne, contro Scientology, contro i padroni del copyright – la Riaa e la Mpaa-, per vendicare il blocco dei conti di Wikileaks, per ridicolizzare la H.B. Gary, contractor della difesa americana, o la Vitrociset, che si occupava di gestire i dati delle polizie italiane.

Stavolta no, la chiamata è globale, di fronte allo scandalo del Datagate denunciato da Edward Snowden, mentre la crisi morde, la disoccupazione avanza e le guerre continuano.

È presto per dire che il movimento globale contro la corruzione e la guerra, contro le banche d’affari e il mercatismo si stia globalizzando sotto la bandiera di Anonymous, ma è un fatto che a chiamare tutti a raccolta dal sito della marcia siano occupiers, whistleblowers e hacktivisti.

E sigle come Wikileaks, il Partito pirata e Occupy Wall Street.

Nel passato le incursioni degli Anonymous avevano usato strumenti tipicamente hacktivisti, cioè da attivisti che usano le tecniche dell’hacking per vendicare un torto o denunciare uno scandalo.

Prima di eseguire e rivendicare le azioni gli anonymi si sono sempre coordinati in chat room segrete per definire obiettivi ed entità degli attacchi che potevano sfociare in un DdoS (distributed denial of service), l’interrruzione temporanea di un servizio Internet sovraccaricandolo di richieste, concludersi con il defacciamento del sito di Miss Padania, o con la pubblicazione sul web di nome e cognome di pedofili o neonazisti.

Così, dopo gli scherzi goliardici su 4chan, dopo gli interventi di “vigilantismo” che erano andati a pescare cyberbulli e pedopornografi nel deep web, la socializzazione delle tattiche e delle tecniche degli Anonymous aveva innescato la dinamica dell’emulazione ingrossandone le fila e moltiplicando gli interventi: azioni sempre più difficili ed eclatanti, ai danni del Vaticano, del parlamento ungherese, di Equitalia.

Fallito il tentativo dell’intelligence nostrana di presentare quattro anonymi arrestati come pirati informatici dediti al ricatto, anche le crew italiane sono diventate più forti e politicamente consapevoli, un fatto che nelle molte interpretazioni libresche e giornalistiche è stato colto solo dal libro Anonymous.

Noi siamo legione, della giornalista italiana Antonella Beccaria (Aliberti 2012).

Adesso l’obiettivo è uscire allo scoperto e portare quanta più gente possibile in piazza e di farlo attraverso Facebook, uno degli strumenti meno amati dagli hacker, proprio per il suo carattere di aggregatore a privacy zero di dati personali, paradigma di quella sorveglianza globale cui ogni giorno ci consegnamo volontariamente e spesso consapevolmente.

Non sapppiamo se sia l’inizio di un movimento destinato a durare, capace di collegare soggettività e moltitudini, ma il messaggio di Anonymous sembra chiaro:

non esiste soluzione singolare ai problemi collettivi e il 99% del pianeta, motivato e con gli strumenti giusti, cioè Internet, è oggi nella condizione di sviluppare una nuova cultura e una nuova società, fondata sulla solidarietà, la pace e la trasparenza.

E proprio per questo la difesa della rete e della libertà di comunicazione è al centro del messaggio della marcia che vuole dire basta alla repressione digitale, alle armate del copyright e agli spioni governativi.La Million Mask March segue la logica zapatista: coprirsi il volto per non farsi vedere, mostrarsi per nascondersi, unirsi per cambiare. Ne vedremo delle belle.

 

bofhinside

Esperimenti vari

Eclecticism Now!

Quando tematiche non correlate fra loro potrebbero....

Prismi - Pensieri filosofici

Il sito di chi vuole pensare

Yanis Varoufakis

THOUGHTS FOR THE POST-2008 WORLD

Al di là del Buco

Verso la fine della guerra fredda (e pure calda) tra i sessi

TechCrunch

Startup and Technology News

R H I Z O M A T I C A

Mobile Communications for All

The Cryptosphere

Short and sweet cyber and crypto news for the whole family!

Barbara Collevecchio

Psicoanalisi & politica

#DigiTsipras

Progetto digitale a supporto della Lista "L'Altra Europa con Tsipras"

Stop TTIP Italia

Fermiamo il trattato di liberalizzazione UE-USA

hidden66

"Pensieri disordinati di un uomo mediamente comune..."

Partito Pirata Italiano Ferrara

Non votate per noi, Votate per voi: Non votate un leader, un gerarca, un presidente, un segretario, un onorevole, un deputato. Votate voi stessi.

Count inform action

DON'T HATE THE MEDIA. BECOME YOUR MEDIA

WordPress.com VIP: Enterprise content management platform

Our fully managed cloud platform, expert guidance and support, and diverse partner ecosystem free you to focus on your business objectives.

TIME

Current & Breaking News | National & World Updates

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: