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un Samir, come tanti. troppi.

Samir …

https://en.wikipedia.org/wiki/Samir

nomi che arrivano dal cd. Oriente, per noi che ci chiamiamo Pietro, Paolo, e Giovanni, cosi’ cari al Pontifex, in posti lontani dal nostro tram quotidiano, come Kobane, Syria, etc. mettono nomi differenti.

ma sempre razza di typo Humans, si parla, su questo Pianeta.

questa lettera e’ stata trovata in tasca ad un Samir, di 20 anni. arrivato morto dal suo viaggio della speranza in Europa.

la speranza che lo ha animato e gli ha dato il coraggio per imbarcarsi in un punto interrogativo che si pone alla meta’ esatta tra la vita e la morte.

questo post arriva da un appello in Facebook, e diosololosa quanto ODIO PROFONDAMENTE questo sharare dei CAZZI NOSTRI, corredati di nomi e cognomi,

dentro quel contenitore misto tra gggienti random,  Postale e Intelligence.

ma Samir merita di non vedere dissolto nel nulla pneumatico di un fecciabuco, la sua speranza, il suo grido di dolore, e il suo amore.

eccovela:

Mio adorato amore, per favore non morire, io ce l’ho quasi fatta. Dopo mesi e giorni di viaggio sono arrivato in Libia. Domani mi imbarco per l’Italia. Che Allah mi protegga. Quello che ho fatto, l’ho fatto per sopravvivere. Se mi salverò, ti prometto che farò tutto quello che mi è possibile per trovare un lavoro e farti venire in Europa da me. Se leggerai questa lettera, io sarò salvo e noi avremo un futuro. Ti amo, tuo per sempre Samir”.


Samir, Egiziano 20 anni, arrivato cadavere a Pozzallo. Aveva questa lettera in una busta di plastica sigillata, che è stata tradotta dalle autorità italiane.
Purtroppo, lui non ce l’ha fatta e non ha potuto spedire questa lettera.

questo message in a bottle puo’ arrivare al suo amore. all’amore di tanti che come lui non ce l’hanno fatta, e hanno persone care che aspettano, invano, un cenno.

la freccia e’ scoccata.  vola libera tra le macerie di questa Infernet-Idiocracy, in cui ci hanno RECLUSO.

[credits to Vax, family formal center Ciesseoa SansPapier]

da un posto sicuro piu’ referenziale di questo, stesso post, del 19 settembre 2014:

http://www.huffingtonpost.it/2014/09/19/lettere-damore-migranti-morti_n_5847876.html

 

 

 

 

 

 

cookies law: Per sapere se aprire quella porta, devo aprire quella porta

uno scritto simpatico, da Giorgio Giunchi:

1.

Se un pubblico funzionario mi ferma sull’ uscio di casa mentre mi
avventuro, guarda un po’ te’, per strada, e mi chiede dove sto andando,
gli chiedo perche’ me lo chiede.

2.

Se mi risponde che me lo chiede per via di una legge d’ Italia [la culla
del diritto] organica a direttive d’ Europa, “la regione del mondo
dove e’ più elevata la tutela costituzionale dei dati personali”
come recita con misurata modestia il preambolo di

http://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/upload_file/upload_files/000/000/187/dichiarazione_dei_diritti_internet_pubblicata.pdf

gli rispondo

3.

Gli rispondo che vado al piu’ vicino ufficio emigrazione per trasferirmi
in lande selvagge e incivili, dive i miei diritti siano assolutamente
non tutelati.

4.

Esiste da qualche tempo una roba che si chiama internet.

Un protocollo internet si chiama HyperText Transfer Protocol

Le cui specifiche sono elaborate e mantenute dalla Internet Engineering
Task Force

tramite specifici documenti, a partire da
“Hypertext Transfer Protocol — HTTP/1.0”

https://tools.ietf.org/html/rfc1945

Ma sempre nella Culla del Diritto del Continente dei Diritti ecc.

“ci si sono messi in mezzo”.

Esecutivamente da un memorabile giorno d’ inizio giugno 2015, d.C. ,
sempre per tutelare me, quando esco di casa per andare
telematicamente dove non si sa,

per metter piede in internet,

devo “staccare il biglietto”

esprimere “consenso” “informato” si/no

e “prima” leggere le limpidissime pagine

http://www.senato.it/4570
http://www.camera.it/leg17/69?testostrumenti=12
http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/1311248#articolo13

con annessi tutti i plurilingui non meno limpidi puntatori,

infine fare il magico clik, primo di una sequenza del labirinto di Borges,
ovviamente

5.

Per sapere se aprire quella porta, devo aprire quella porta

in commosso aggiornamento di Epimenide che disse che tutti i greci mentono,
se diceva la verita’ mentiva, se mentiva diceva la verita’.

6.

Non sono uno degli apocalittici, tanto per capirci, sono peggio che
integrato, sono un reazionario.

Siamo tutti colpevoli, siamo tutti complici, e come diceva Bruno de Finetti
ch’ era un genio, siamo tutti imbecilli, ma non facciamone un culto.

7.

E meno male che c’e’ qualcuno ancora qualcuno che demistifica,
provoca, si espone personalmente mettendoci la faccia, il nome e
cognome, provate ad aprire

http://blog.quintarelli.it/

grazie quinta

8.

Ad oni buon conto, essendo io reazionario, tutte le pagine

cctld.it
public.it
rfc3271.org
quadernionline.it

le faccio a manetta, con notepad, in un html di quando i cookie
nemmeno esistevano

Per cui se qualche pubblica amministrazione intima a me di inserire nelle
mie pagine linee di codice banner disclaimer a tutela dei diritti
delle persone, gli rispondo.

9.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

http://cctld.it/DISCLAIMER/doc/DeFinetti_Manifesto_1965.pdf

giorgio

::::::::::::::::

/ we love Bruschetta, not cookies

 

Cannabis, autoproduzione e cura. inline: VICE su SkyTG24: cime di Stato

Il titolo e’ gia’ un programma.

Italia: “cime” di Stato a cui in fondo di persone e pazienti frega zero,  in corsa per occupare il posticino appena semiliberato  “ancelle del sacro fuoco protezione scema uso di $cime$ di Cannabis”. 

il motivo e’ sempre lo stesso. il solito, vecchio, inutile, dannoso, ma navigato monopolio di [cime] di Stato.

Una fissazione ridicola, da malati mentali immaginari, fomenta queste “cime”:

l’appropriarsi di autodeterminazione, liberta’, diritto alla cura, E uso ludico di questa meravigliosa Pianta.

cuore di canapa

Nella puntata VICE, su SkyTG24, ha voluto (tentato?) indagare sul tema della legalizzazione dell’uso della cannabis
per scopi terapeutici. additando l’uso (e ABUSO) da parte del cd. “Stato” Italiano, MA di fatto non assumendo una posizione PRECISA, di cui il servizio-denuncia risulta monco, cosi’ descrivono:

Sempre più paesi stanno rivedendo le politiche sul consumo e la vendita. In Italia intanto il mercato nero della cannabis, sotto forma di hashish  o marijuana, vale 3 miliardi di euro, e sembra lontana la possibilità di legalizzarla.
Chiara Galeazzi e’ stata inviata in Marocco, da cui proviene la maggior parte dell’hashish consumato in Italia, e negli stabilimenti italiani dove verrà coltivata la marijuana a scopo terapeutico.

Ne risulta quindi che ad oggi chi si autoproduce la Cannabis venga pedissequamente additato, e non se ne esce.

quando in realta’ rappresenta un avanguardia.

lo commenta Mefisto, [www.assonabis.com/it/alessandro-mefisto-buccolieri/], e ci sta poco da aggiungere:

[chi autoproduce, sia per uso terapeutico che ludico, supplisce alla colpevole latitanza di uno Stato che si definisce “di diritto”, mentre fugge dai propri doveri, criminalizzando e obbligando alla clandestinita’ quei suoi cittadini che dovrebbe invece assistere, sostenere, e proteggere perche’ versano in stato di malattia.

Persino l’O.M.S. afferma che è un diritto di ogni essere umano in condizione di malattia fare tutto il possibile per alleviare le proprie sofferenze, dice ogni cosa possibile e non ogni cosa legale.

Sono convinto che coltivarsi le proprie piante sia un diritto universale dell’umanità, e chi e’ malato,  solo se volesse, a differenza della cittadinanza non sofferente, avrebbe un diritto un più, in un vero stato di diritto.

Dovrebbe essere dovere dello Stato che così si definisce, il farsi garante del vostro diritto, garantendo le vostra necessità e fornendovi la verde terapia, anche se non poteste o voleste coltivarla.

La testimonianza di Claudia [intervistata nel video di VICE] invece prova che, perfino per chi ciò è ufficialmente riconosciuto e prescritto, questo diritto rimane una chimera da conquistare, inseguendola faticosamente tra infinite peripezie a discapito della continuità terapeutica.

Se un diritto riconosciuto sulla carta rimane inapplicato per le colpe di uno stato inadempiente dei propri doveri, appare ovvia e indiscutibile l’equazione “di necessità virtù” e le possibilità sono solo due:

rinunciare alla terapia o autocoltivarsela perche costretti, per necessità e non per il piacere.

A chi acquista il Bedrocan e a chi si autocoltiva il fabbisogno alla cura:

sono due aspetti inscindibili dello stesso fenomeno di causa e effetto,  paralleli e consequenziali, giocano nella stessa squadra e in termini calcistici, l’affondo di uno tiene in gioco l’altro, evitandogli il fuorigioco.

I nemici sono altrove, il loro fine è il profitto e lo strumento è il monopolio.

Hanno fondato un finto CSC, non coltivano nulla ma hanno registrato una SRL in attesa di poter distribuire, in regime di monopolio, Cannabis Terapeutica alle cliniche, ospedali e pazienti, come chiaramente descritto nel loro statuto.]

CSC, che al contrario sono la dimostrazione di come cooperazione e autoaiuto siano aspetti fondamentali e imprenscindibili dell’essere umano. la storia della nascita dei CSC parla chiaro, ad oggi riconosciuti in paesi evidentemente piu’ all’avanguardia, mentale, della nostra dismessa Italia.

per approfondire, da ENCOD e FreeWeed: http://freeweed.it/encod-cannabis-social-club-europei/

e anche un articolo proprio di VICE, del 2 febbraio: http://www.vice.com/it/read/cannabis-social-club-italia-986

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ribelli certo, geniali forse, ma ghettizzati e autoghettizzati.

era il 28 novembre 2011, quando un articolo di Cassandra, in arte Marco Calamari, diventera’ un punto fermo della mia, personale, resilienza di vita.

e’ arrivato il momento di portare fuori quel tipo di “comunicazione” che per anni e’ rimasta quasi sigillata dentro un pacchetto cd. “elite”, e’ il momento di capire e ritrovare autonomia, personale e sociale.

I colori di Cassandra/ Nero: la scomparsa della Rete

di M. Calamari -

Internet si evolve, seguendo i percorsi di massificazione
e allargamento della sua utenza. Ma il processo è tutt'altro che
democratico: non tutto è andato per il verso giusto, e non è detto tutto
sia ancora recuperabile.
In anni passati chi si è trovato ad essere cittadino della Rete, e perciò, 
come tutti i veri cittadini di una nazione, ad adoperarsi ed a lottare 
perché il buono che c'era non fosse eliminato, il male che non c'era 
non vi fosse introdotto e che in generale i diritti delle persone fossero rispettati,temeva che la Rete
potesse soccombere ad un'invasione di entità governative, alla censura
ed al controllo, insomma, ad un'occupazione "militare". La storia ci
insegna che questo non ha (per fortuna) avuto successo.

L'arrivo di orde di persone ignoranti (in senso latino - che non conoscono)
e che quindi si comportavano spesso come turisti caciaroni in visita in
un paese senza conoscerne o rispettarne caratteristiche, abitudini,
regole, e usanze, prontamente soddisfatta dall'apparire di un e-commerce
spesso esagerato, hanno radicalmente cambiato la Rete;

non in meglio, probabilmente, ma la Rete si è adattata ed è sopravvissuta.

Grazie a una preesistente "economia del dono" ha sviluppato memi ed
entità che si sono moltiplicate, non grazie a campagne pubblicitarie o
pressioni di gruppi di interesse, ma per merito dell'eccellenza tecnica
frutto dell'economia del dono, tanto che persino grandi aziende di
informatica hanno trovato conveniente venire a patti (spesso barando, ma
questo è un altro discorso) con il Software Libero e con i metodi con
cui la Rete costruiva sé stessa.

Nemmeno questa crescita esponenziale, inflazionaria,
globale, epocale ha distrutto la Rete, né ha prodotto, nel male e bene,
una trasformazione.

L'apparizione di entità delle Rete di dimensioni tali da
renderle quasi onnipotenti, come Google, Twitter e Facebook, o di ibridi
Mondo-Rete come Apple ed Amazon, ha segnato un altro punto di svolta, in
questo caso totalmente negativo.

Una frazione maggioritaria della popolazione della Rete, che rappresenta
ormai una frazione consistente
della popolazione mondiale, ha iniziato a riversare sé stessa nella
Rete, ma ha purtroppo scelto la strada sbagliata.

Invece di diffondere in Rete il meglio di sé stessi, cose accuratamente
realizzate e curate, possibilmente intelligenti o geniali, e magari fare
questo con una certa dose di umiltà,
vi ha riversato la propria vita e le proprie relazioni, permettendo ai
pesi massimi della Rete di esercitare silenziosamente il loro potere per
accumulare ricchezze ed istituire un tecnocontrollo pervasivo.

Malgrado questo la parte più sana, costituita spesso dai primi abitanti
della Rete stessa (vogliamo dire i nostri Padri?) è sopravvissuta e per
certi aspetti si è pure rafforzata, riuscendo ad aprire spazi di
dibattito e di confronto che hanno interessato, anche se
superficialmente, molte persone.

Ma si tratta pur sempre una minoranza che discute con una
minoranza appena un poco più grande, mentre la grande festa (festa?)
continua per la maggioranza degli abitanti (non più Cittadini) della Rete.
Di nuovo la Rete si adatta, sopravvive, per certi aspetti cresce ancora
ma per altri inizia a snaturarsi.

Oggi due nuovi fenomeni hanno iniziato a manifestarsi. Il primo è che la
Vecchia Signora ha cominciato ad esigere tributi sempre più grandi dalla
Rete, cominciando a sottrarle, spesso nel quasi totale silenzio, le menti
migliori e gli esempi più fulgidi. Il secondo è che la Rete stessa ha
cominciato ad assottigliarsi e a nascondersi qua e là, sempre più lontano
dalla percezione della maggioranza dei suoi abitanti.

Telefonini, pad, console, televisioni, e tanti altri aggeggi connettono
le persone e si connettono tra di loro, realizzando una connettività
implicita, pervasiva, che viene percepita e quindi diventa lo stato
"naturale" delle cose. Un sogno di anni fa... ma forse qualche cosa di
più simile ad un incubo oggi.

Perché?

Perché la Rete in quanto entità poliedrica, quasi sempre benefica,
specchio di un mondo "reale" anche se cibernetico, e civile anche se
talvolta oscura e violenta, scomparirà dalla vista.

La connettività di persone e cose diventerà una categoria "naturale",
come veder scorrere l'acqua se apro un rubinetto, accendersi una
lampadina se premo l'interruttore, o avere un'applicazione o un servizio
informatico quando se ne ha bisogno.

Purtroppo abbondanza e gratuità non significano
libertà, possibilità di scelta e partecipazione.

"Panem et circenses" hanno contribuito in misura notevole alla caduta di
Roma come faro (con lati buoni e cattivi, ovviamente) di una civiltà
progredita.

La trasformazione di una cittadinanza partecipativa in una plebe sazia e
facilmente controllabile è proprio quello che sta manifestandosi oggi. E
se tutto quello che rende manifesta l'esistenza del mondo dei bit
scomparirà negli oggetti quotidiani, cosa potrà mai rimanere della Rete
e più in generale del mondo dell'informatica come la conosciamo?

Solamente una vastissima maggioranza di plebei sazi di quotidiano e
privi di domande ed aspirazioni, unicamente concentrati sulla promozione
del proprio sé come brand personale.

Rimarranno poi due minoranze gruppi, due "Caste" a modo loro. La prima
minoranza sarà quella dei potenti, per giunta talvolta ammirati dalle
masse, coloro che sanno, decidono cosa fanno gli oggetti, li progettano,
e li danno da realizzare ad una parte della plebe (oggi in oriente, ma
domani chissà) che in condizioni di sfruttamento produce cose che non
comprende e che probabilmente non può permettersi.

La seconda minoranza sarà quella dei ribelli, dell'underground digitale
così ben tratteggiato da Gabriele Salvatores

<http://it.wikipedia.org/wiki/Nirvana_%28film%29> in "Nirvana":


ribelli certo, geniali forse, ma ghettizzati e autoghettizzati.
Pronti a vendere parti del proprio corpo, e soprattutto senza un
progetto individuale e men che mai collettivo per il futuro.

Questa profezia è così "nera" solo per via di banali aiCosi impugnati da
folle di aiDioti che li usano per monitorare ossessivamente il proprio
profailo?

Non per questo, non ancora per questo, ma per la evidente
direzione che questo indica, per la mancanza di reazioni e di rifiuto di
chi, sia dal lato della Rete che da quello della cultura, dovrebbe
metterlo allo scoperto, denunciarlo e combatterlo.

*Marco Calamari <http://www.marcoc.it/>*

 

 

13.02.15 Secret Masked Party call4all

Colgo l’occasione x invitarti al secret party:
=====>   Secret Masked Party / venerdi 13 febbraio 2015   <=====

Secret location …possiamo solo dirvi che sara’ un Club all’interno di uno dei Teatri + belli di Roma.

L’ Irregolarità, la difformità dalla regola generale, l’esigenza di uscire dalla monotonia del clubbing,

dalle solite feste,  il desiderio di offrire un esperienza unica ed etilica a tutti gli invitati.

In una cornice diversa dal solito, anomala e soprattutto… SEGRETA.

Immersi in un scenario immaginario, dove lo spazio fisico e rappresentativo lascera’ posto a un vero e proprio Club Techno.

Vi stupiremo e stupirete con la vostra interattivita’ all’evento, indosserete se lo vorrete, la maschera “Tracotantia”

Prenotate sin da ora il vostro braccialetto.  

==> Il teatro che diventa club <===
mandatemi un sms al 333 61.43.962 o 340 70.48.642

Open Bar tutta la Notte, &&

∆NOM∆LI∆ =>  Techno // Drum & Bass // Dub

Short Bio : ITA
MARK BHUT

È uno dei grandi pionieri della musica techno in Italia, definito anche uno dei padri putativi della prima scena della musica trance embrionale primi anni novanta, e della techno importata direttamente dalla Germania.

La Germania e’ da anni il paese europeo in cui si concentrano la maggior parte di musica elettronica e artisti di tutto il mondo che cercano, provano, trovano musica in terra tedesca.

Attingo da sempre li’, dalle prime influenze negli anni 90 condividendo da varie generazioni consolle con artisti di calibro mondiale.

Per citarne alcuni, dalle prime sonorità techno Sven Väth, in club come L’ Omen di Francoforte, Tresor, insieme ai primi mega party come il Tribal Gathering.

Fino ai giorni nostri l’ evoluzione continua con la musica sempre nell’anima.

Il suo profilo si arricchisce grazie all’ esperienza acquisita suonando accanto a dj del calibro di Dj Dag, Mark Spoon, Dr Motte (fondatore della love parade)
E poi con Van Dik, Cosmic Baby, Prodigy etc etc.

Come una falena , che ama trasformarsi, un nuovo percorso Artistico musicale sta per cominciare.

Concept Artistic : Electrovinyl

taste it …:::  https://soundcloud.com/markbhut/mark-bhut-middle-storm-02 :::…

CIC – Cannabis Italian Club, fuori i mercanti dal tempio

nefandezza_mode:

http://droghe.aduc.it/articolo/accordo+ministri+della+difesa+sanita+cannabis_22571.php

Mefisto in action (daje):

Ringrazio gli/le attivisti/e di FreeWeed per averci segnalato l’ultima nefandezza dei soliti noti della solita associazione

che porta in cinque lettere il nome di un attrezzo simile all’accetta.

Associazione alla quale questo genio del Dott Gatti appartiene, dato che la ha rappresentata alla ultima riunione di ENCOD a fine settembre.

http://droghe.aduc.it/articolo/accordo+ministri+della+difesa+sanita+cannabis_22571.php

Particolarmente descrittivo del loro modo di affrontare il tema e’ il disegno alla tredicesima delle 16 pagine della slide,

lo schermo di un pc nel quale appare la parola “BUSINESS” con al fianco il disegno stilizzato di un sacco con sopra il simbolo del dollaro:

protocolloecsc-141011120204-conversion-gate02

Il “Dott. Giorgio Gatti” (ASCIA) insiste nel proporre il modello della tassazione per la licenza ( concessione governativa) di coltivazione,

loro noto pallino fisso, ma va addirittura oltre;

la immagina anche per i CSC, immagina anche che, nel caso ci si arrivasse, bisognerebbe coltivare solo i semi acquistati, assieme alla licenza di coltivarli, dall’Istituto Militare di Firenze, che ovviamente deciderebbe anche quali varietà sarebbero coltivabili.

“5. I Canabis Social Club: finalità sociali” (pagina 11 delle 16 della slide)….” I CSC rappresentano la forma associativa di acquisto dei semi per la coltivazione di gruppo di cannabis”. “L’istituto Militare di Firenze accetta e raccoglie le richieste di acquisto della LICENZA ALLA COLTIVAZIONE PER SEMENTI DI CANNABIS rilasciate con l’acquisto dei semi”….

Che dire? Speriamo nel buon gusto di chi dovrebbe decidere le varietà dei semi acquistabili e coltivabili dai CSC, chissà se saranno semi di varietà anche psicoattive e con quali percentuali di principio attivo..

Poi nella dodicesima pagina aggiunge “la possibilita’ degli utenti di fornire nuove varietà all’istituto militare attraverso la ricerca scientifica dei Social Club registrati”

????

Ma come e con quali genetiche se le uniche coltivabili legalmente sarebbero quelle acquistabili dall’Istituto Militare?

Ottenendo ibridi tra le diverse varietà dall’Istituto concesse in vendita?

Complimenti, riescono ancora a stupirmi con effetti speciali, mai avrei immaginato di citare, io che sono ateo da sempre, un episodio della vita di Gesù narrata dai vangeli canonici:

la cacciata dei mercanti dal Tempio.

Fuori i mercanti dal Tempio, i CSC sono altro, respingiamo gli squali che assaltano la Cannabis, per noi è una pianta da liberare da ogni monopolio per restituirla all’umanità, per loro è solo un business.

cuore di canapa

Battle For The Net

If you woke up tomorrow, and your internet looked like this, what would you do? Imagine all your favorite websites taking forever to load, while you get annoying notifications from your ISP suggesting you switch to one of their approved “Fast Lane” sites.Think about what we would lose: all the weird, alternative, interesting, and enlightening stuff that makes the Internet so much cooler than mainstream Cable TV. What if the only news sites you could reliably connect to were the ones that had deals with companies like Comcast and Verizon?On September 10th, just a few days before the FCC’s comment deadline, public interest organizations are issuing an open, international call for websites and internet users to unite for an “Internet Slowdown” to show the world what the web would be like if Team Cable gets their way and trashes net neutrality. Net neutrality is hard to explain, so our hope is that this action will help SHOW the world what’s really at stake if we lose the open Internet.If you’ve got a website, blog or tumblr, get the code to join the #InternetSlowdown here: https://battleforthenet.com/sept10thEveryone else, here’s a quick list of things you can do to help spread the word about the slowdown: http://tumblr.fightforthefuture.org/post/96020972118/be-a-part-of-the-great-internet-slowdown Get creative! Don’t let us tell you what to do. See you on the net September 10th!

viaBattle For The Net.

 

 

 

They are Team Cable

di DROGAH, Carlo Giovanardi [sic.!] e PresaDiretta su RAI3

dal Facebook:

Schermata-2

 

 

Carlo Giovanardi attacca la trasmissione di Rai3 “Presa Diretta” e la puntata sulla cannabis nella quale ci sono state “vergognose faziosità”.

“La trasmissione PresaDiretta di Riccardo Iacona sulla cannabis è stata una vergognosa operazione di faziosità, disinformazione, menzogne e tesi unilaterali a spese dei contribuenti. E’ intollerabile che la Tv di Stato si presti a queste operazioni sulla pelle delle vittime dirette e indirette delle tossicodipendenze su cui si sta operando una sfacciata operazione promozionale delle multinazionali che intendono moltiplicare i loro profitti sulla commercializzazione della cannabis, scaricando i costi socio sanitari sulla collettività”, ha affermato Giovanardi, sottolineando, in una nota, di aver “fatto verbalizzare al funzionario di turno” questa “protesta da girare al curatore della trasmissione” andata in onda ieri sera su Rai3, nonché al presidente e al direttore della Rai.

Riccardo Iacona risponde alle accuse di Carlo Giovanardi:

Non si capisce con chi ce l’abbia il senatore Carlo Giovanardi.

Forse con i cittadini del Colorado che hanno scelto con un referendum di legalizzare l’uso della cannabis a scopo ricreativo?

Con quelli dello Stato di Washington che hanno scelto la stessa strada ?

Ce l’ha con i 22 Stati che negli USA hanno legalizzato la coltivazione e l’uso della cannabis a scopo medico?

O se la vuole prendere con il Presidente Mujica che in Uruguay ha deciso che sia direttamente lo Stato a coltivare e a vendere la cannabis ai consumatori ?

A questo punto perche’ non prendersela anche con Kofi Annan, ex segretario generale delle Nazioni Unite e con Javier Solana, ex ministro degli esteri dell’Unione Europea che hanno firmato un documento in cui chiedono all’ONU che le politiche sulla droga siano improntate

alla “depenalizzazione del consumo personale ,

alla riduzione del danno

e alla regolazione legale della produzione e del consumo delle sostanze psicoattive”

e con tutti quelli che nel mondo pensano che le politiche proibizioniste abbiano sonoramente fallito.

Noi a PRESADIRETTA abbiamo fatto semplicemente il nostro lavoro, rendendo conto di quello che sta succedendo intorno a noi.

Ma abbiamo fatto anche di piu’:

abbiamo raccontato come sia aumentato l’uso delle droghe tra i ragazzi nel nostro Paese e il fatto che abbiamo il triste primato europeo del poliabuso,

come i nostri ragazzi, cioe’, si droghino con il maggior numero di sostanze contemporaneamente e con enormi danni per la loro salute, fisica e psichica.

Questo si’ e’ un vero fallimento delle politiche sulle droghe nel nostro Paese.

Ed e’ stato il senatore Carlo Giovanardi, ad informare queste politiche, con la sua Legge.

Se con quella Legge intendeva “liberare il mondo dalla droga” e allontanare i ragazzi dall’uso delle sostanze, gli ultimi dati usciti oggi nella relazione annuale al Parlamento sulle droghe del 2014, che parlano di aumento dell’uso di sostanze da parte dei giovani e giovanissimi , certificano il fallimento concreto delle politiche italiane di contrasto al consumo di sostanze stupefacenti .

Se veramente abbiamo tutti a cuore la riduzione del consumo di droga da parte dei ragazzi e la promozione di stili di vita salutari , conviene decisamente cambiare strada .

Ma questo e’ materia di dibattito, a noi giornalisti il compito di raccontare la verita’ e tutta la verita’, altro che “faziosita’”, “disinformazione” e “menzogne”.

Infine, le centinaia di donne e di uomni che sono finiti in carcere in applicazione della Legge “Fini – Giovanardi” e che adesso stanno uscendo perche’ ai sensi delle nuove norme quella pena e’ considerata illegittima, come con competenza ci ha raccontato il giudice Francesco Maisto, presidente del Tribunale Di Sorveglianza di Bologna, forse meritano , quelle si, un gesto di scuse.

miao

 

 

 

DNS NOT FOUND, FOR DOMAIN WITH “PIRATI” NAME – THANKYOU ITALIAN ISP, THANKYOU GOOGLE

Gia’ da qualche mese, maggio?, non raggiungevo piu’ il mio blog. questo blog.

un misero, piccolo, cazzabubbolo, messo sul wordpress gratuito, a cui avevo semplicemente puntato un nome a dominio di mia personalissima scelta.

ma dato che sono pazza 😀 e faccio millemila robe alla volta, ho lasciato correre fino ad agosto, mese in cui ho il rinnovo del nome a dominio, registrato sul mio manager Ovh.it, e conseguente mappatura (a pagamento) verso i DNS di wordpress.com, troppo ben conosciuti come:

NS1.WORDPRESS.COM

NS2.WORDPRESS.COM

NS3.WORDPRESS.COM

che ovviamente erano stati agganciati per l’hosting nel Manager di OVH al nome a dominio.

Schermata

contatto il supporto Ovh e mi rispondono che : qui tutto ok, cameback to sleep.

contatto il supporto wordpress e l’ingegnere macmanx, gentilissimo, mi segue nei vari test, mi suggerisce OVVIAMENTE come prima cosa, di fare un clean cache dai miei browser, un clean DNS, e di aspettare le fatidiche 72 ore per il propagarsi dei DNS.

Schermata-2

ma il problema dopo 10 giorni non era risolto.

allora considero il fatto che la magica parolina contenuta nel nome a dominio:

PIRATI

sia stata interdetta dai pubblici uffici, senza manco passare da un tribbbbbunale.

via, scio’, sparata e filtrata, e che non se ne parli piu’.

non volevo crederci, e invece CREDICI! queste grandissime MERDE che si fregiano di REGOLAMENTARE la #infernet facendoci girare NON in rete, ma nella LORO rete, quel filter bubble magico gia’ ampiamente anticipato e raccontato da Eli Pariser:

http://www.ted.com/speakers/eli_pariser

era stato bootstrappato regolarmente dagli ISP nostrani, ovviamente sempre a PECORA perche’ il “business” viene prima, figuriamoci.

mi pare evidente che a nulla sono valse le proteste e gli eventi, i meeting, il forencsis, gli hackmeeting, i media di stato che spillano “news” ma poi se ne fottono, seguendo la scia dell’appecoronamento globale.

la triste situazione e’ questa, questo blog viene raggiunto tranquillamente da rete Tor (che ddddio ce la conservi sempre), oppure modificando i DNS cortesemente offerti dal tuo maledetto ISP DI STATO (chiunque esso sia) alle modiche cifre che tutti conosciamo.

cioe’, paghiamo uno straccio di connessione DI MERDA, e oltretutto ci filtrano a loro discrezione, senza nemmeno uno straccio di avviso.

Avviso? lo fanno proprio di nascosto, come bambocci viziati, dal culo straparato, in quest’era digitale di cui tutti, nessuno escluso, cerca di accaparrarsi il suo pezzetto di “tornaconto”, perlopiu’ in soldoni.

e’ facile pero’ aggirare questo filtro, e’ sufficiente modificare i DNS di connessione alla internet.

io ho usato i DNS free di openDNS:

http://www.opendns.com/home-internet-security/opendns-ip-addresses/

che in linux dal network-manager mi e’ stato sufficiente aggiungere via GUI, ma che in via definitiva (it works!) andro’ a piazzare FISSI nel router.

fanculizzo cosi’ ste merdacce di Tiscali.it, e tutto l’ambaradam appresso, quella ottima cordata di censori e approfittatori, senza scrupolo alcuno, di quella che resta la regola 0 della convivenza civile:

la liberta’ personale in rete, cosi’ come in real life, e’ SACRA.

poi magari gli piace essere presi per il culo, server tombato, criptato, connesso ad una rete ad hoc, STRApieno dei SERVIZI che decidiamo di usare.

liberissimi eh. sono millenni ormai che una categoria nota di umani si vende per pochi denari …

BitchX, fottetevi. vinciamo noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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