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Cannabis, autoproduzione e cura. inline: VICE su SkyTG24: cime di Stato

Il titolo e’ gia’ un programma.

Italia: “cime” di Stato a cui in fondo di persone e pazienti frega zero,  in corsa per occupare il posticino appena semiliberato  “ancelle del sacro fuoco protezione scema uso di $cime$ di Cannabis”. 

il motivo e’ sempre lo stesso. il solito, vecchio, inutile, dannoso, ma navigato monopolio di [cime] di Stato.

Una fissazione ridicola, da malati mentali immaginari, fomenta queste “cime”:

l’appropriarsi di autodeterminazione, liberta’, diritto alla cura, E uso ludico di questa meravigliosa Pianta.

cuore di canapa

Nella puntata VICE, su SkyTG24, ha voluto (tentato?) indagare sul tema della legalizzazione dell’uso della cannabis
per scopi terapeutici. additando l’uso (e ABUSO) da parte del cd. “Stato” Italiano, MA di fatto non assumendo una posizione PRECISA, di cui il servizio-denuncia risulta monco, cosi’ descrivono:

Sempre più paesi stanno rivedendo le politiche sul consumo e la vendita. In Italia intanto il mercato nero della cannabis, sotto forma di hashish  o marijuana, vale 3 miliardi di euro, e sembra lontana la possibilità di legalizzarla.
Chiara Galeazzi e’ stata inviata in Marocco, da cui proviene la maggior parte dell’hashish consumato in Italia, e negli stabilimenti italiani dove verrà coltivata la marijuana a scopo terapeutico.

Ne risulta quindi che ad oggi chi si autoproduce la Cannabis venga pedissequamente additato, e non se ne esce.

quando in realta’ rappresenta un avanguardia.

lo commenta Mefisto, [www.assonabis.com/it/alessandro-mefisto-buccolieri/], e ci sta poco da aggiungere:

[chi autoproduce, sia per uso terapeutico che ludico, supplisce alla colpevole latitanza di uno Stato che si definisce “di diritto”, mentre fugge dai propri doveri, criminalizzando e obbligando alla clandestinita’ quei suoi cittadini che dovrebbe invece assistere, sostenere, e proteggere perche’ versano in stato di malattia.

Persino l’O.M.S. afferma che è un diritto di ogni essere umano in condizione di malattia fare tutto il possibile per alleviare le proprie sofferenze, dice ogni cosa possibile e non ogni cosa legale.

Sono convinto che coltivarsi le proprie piante sia un diritto universale dell’umanità, e chi e’ malato,  solo se volesse, a differenza della cittadinanza non sofferente, avrebbe un diritto un più, in un vero stato di diritto.

Dovrebbe essere dovere dello Stato che così si definisce, il farsi garante del vostro diritto, garantendo le vostra necessità e fornendovi la verde terapia, anche se non poteste o voleste coltivarla.

La testimonianza di Claudia [intervistata nel video di VICE] invece prova che, perfino per chi ciò è ufficialmente riconosciuto e prescritto, questo diritto rimane una chimera da conquistare, inseguendola faticosamente tra infinite peripezie a discapito della continuità terapeutica.

Se un diritto riconosciuto sulla carta rimane inapplicato per le colpe di uno stato inadempiente dei propri doveri, appare ovvia e indiscutibile l’equazione “di necessità virtù” e le possibilità sono solo due:

rinunciare alla terapia o autocoltivarsela perche costretti, per necessità e non per il piacere.

A chi acquista il Bedrocan e a chi si autocoltiva il fabbisogno alla cura:

sono due aspetti inscindibili dello stesso fenomeno di causa e effetto,  paralleli e consequenziali, giocano nella stessa squadra e in termini calcistici, l’affondo di uno tiene in gioco l’altro, evitandogli il fuorigioco.

I nemici sono altrove, il loro fine è il profitto e lo strumento è il monopolio.

Hanno fondato un finto CSC, non coltivano nulla ma hanno registrato una SRL in attesa di poter distribuire, in regime di monopolio, Cannabis Terapeutica alle cliniche, ospedali e pazienti, come chiaramente descritto nel loro statuto.]

CSC, che al contrario sono la dimostrazione di come cooperazione e autoaiuto siano aspetti fondamentali e imprenscindibili dell’essere umano. la storia della nascita dei CSC parla chiaro, ad oggi riconosciuti in paesi evidentemente piu’ all’avanguardia, mentale, della nostra dismessa Italia.

per approfondire, da ENCOD e FreeWeed: http://freeweed.it/encod-cannabis-social-club-europei/

e anche un articolo proprio di VICE, del 2 febbraio: http://www.vice.com/it/read/cannabis-social-club-italia-986

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CIC – Cannabis Italian Club, fuori i mercanti dal tempio

nefandezza_mode:

http://droghe.aduc.it/articolo/accordo+ministri+della+difesa+sanita+cannabis_22571.php

Mefisto in action (daje):

Ringrazio gli/le attivisti/e di FreeWeed per averci segnalato l’ultima nefandezza dei soliti noti della solita associazione

che porta in cinque lettere il nome di un attrezzo simile all’accetta.

Associazione alla quale questo genio del Dott Gatti appartiene, dato che la ha rappresentata alla ultima riunione di ENCOD a fine settembre.

http://droghe.aduc.it/articolo/accordo+ministri+della+difesa+sanita+cannabis_22571.php

Particolarmente descrittivo del loro modo di affrontare il tema e’ il disegno alla tredicesima delle 16 pagine della slide,

lo schermo di un pc nel quale appare la parola “BUSINESS” con al fianco il disegno stilizzato di un sacco con sopra il simbolo del dollaro:

protocolloecsc-141011120204-conversion-gate02

Il “Dott. Giorgio Gatti” (ASCIA) insiste nel proporre il modello della tassazione per la licenza ( concessione governativa) di coltivazione,

loro noto pallino fisso, ma va addirittura oltre;

la immagina anche per i CSC, immagina anche che, nel caso ci si arrivasse, bisognerebbe coltivare solo i semi acquistati, assieme alla licenza di coltivarli, dall’Istituto Militare di Firenze, che ovviamente deciderebbe anche quali varietà sarebbero coltivabili.

“5. I Canabis Social Club: finalità sociali” (pagina 11 delle 16 della slide)….” I CSC rappresentano la forma associativa di acquisto dei semi per la coltivazione di gruppo di cannabis”. “L’istituto Militare di Firenze accetta e raccoglie le richieste di acquisto della LICENZA ALLA COLTIVAZIONE PER SEMENTI DI CANNABIS rilasciate con l’acquisto dei semi”….

Che dire? Speriamo nel buon gusto di chi dovrebbe decidere le varietà dei semi acquistabili e coltivabili dai CSC, chissà se saranno semi di varietà anche psicoattive e con quali percentuali di principio attivo..

Poi nella dodicesima pagina aggiunge “la possibilita’ degli utenti di fornire nuove varietà all’istituto militare attraverso la ricerca scientifica dei Social Club registrati”

????

Ma come e con quali genetiche se le uniche coltivabili legalmente sarebbero quelle acquistabili dall’Istituto Militare?

Ottenendo ibridi tra le diverse varietà dall’Istituto concesse in vendita?

Complimenti, riescono ancora a stupirmi con effetti speciali, mai avrei immaginato di citare, io che sono ateo da sempre, un episodio della vita di Gesù narrata dai vangeli canonici:

la cacciata dei mercanti dal Tempio.

Fuori i mercanti dal Tempio, i CSC sono altro, respingiamo gli squali che assaltano la Cannabis, per noi è una pianta da liberare da ogni monopolio per restituirla all’umanità, per loro è solo un business.

cuore di canapa

di DROGAH, Carlo Giovanardi [sic.!] e PresaDiretta su RAI3

dal Facebook:

Schermata-2

 

 

Carlo Giovanardi attacca la trasmissione di Rai3 “Presa Diretta” e la puntata sulla cannabis nella quale ci sono state “vergognose faziosità”.

“La trasmissione PresaDiretta di Riccardo Iacona sulla cannabis è stata una vergognosa operazione di faziosità, disinformazione, menzogne e tesi unilaterali a spese dei contribuenti. E’ intollerabile che la Tv di Stato si presti a queste operazioni sulla pelle delle vittime dirette e indirette delle tossicodipendenze su cui si sta operando una sfacciata operazione promozionale delle multinazionali che intendono moltiplicare i loro profitti sulla commercializzazione della cannabis, scaricando i costi socio sanitari sulla collettività”, ha affermato Giovanardi, sottolineando, in una nota, di aver “fatto verbalizzare al funzionario di turno” questa “protesta da girare al curatore della trasmissione” andata in onda ieri sera su Rai3, nonché al presidente e al direttore della Rai.

Riccardo Iacona risponde alle accuse di Carlo Giovanardi:

Non si capisce con chi ce l’abbia il senatore Carlo Giovanardi.

Forse con i cittadini del Colorado che hanno scelto con un referendum di legalizzare l’uso della cannabis a scopo ricreativo?

Con quelli dello Stato di Washington che hanno scelto la stessa strada ?

Ce l’ha con i 22 Stati che negli USA hanno legalizzato la coltivazione e l’uso della cannabis a scopo medico?

O se la vuole prendere con il Presidente Mujica che in Uruguay ha deciso che sia direttamente lo Stato a coltivare e a vendere la cannabis ai consumatori ?

A questo punto perche’ non prendersela anche con Kofi Annan, ex segretario generale delle Nazioni Unite e con Javier Solana, ex ministro degli esteri dell’Unione Europea che hanno firmato un documento in cui chiedono all’ONU che le politiche sulla droga siano improntate

alla “depenalizzazione del consumo personale ,

alla riduzione del danno

e alla regolazione legale della produzione e del consumo delle sostanze psicoattive”

e con tutti quelli che nel mondo pensano che le politiche proibizioniste abbiano sonoramente fallito.

Noi a PRESADIRETTA abbiamo fatto semplicemente il nostro lavoro, rendendo conto di quello che sta succedendo intorno a noi.

Ma abbiamo fatto anche di piu’:

abbiamo raccontato come sia aumentato l’uso delle droghe tra i ragazzi nel nostro Paese e il fatto che abbiamo il triste primato europeo del poliabuso,

come i nostri ragazzi, cioe’, si droghino con il maggior numero di sostanze contemporaneamente e con enormi danni per la loro salute, fisica e psichica.

Questo si’ e’ un vero fallimento delle politiche sulle droghe nel nostro Paese.

Ed e’ stato il senatore Carlo Giovanardi, ad informare queste politiche, con la sua Legge.

Se con quella Legge intendeva “liberare il mondo dalla droga” e allontanare i ragazzi dall’uso delle sostanze, gli ultimi dati usciti oggi nella relazione annuale al Parlamento sulle droghe del 2014, che parlano di aumento dell’uso di sostanze da parte dei giovani e giovanissimi , certificano il fallimento concreto delle politiche italiane di contrasto al consumo di sostanze stupefacenti .

Se veramente abbiamo tutti a cuore la riduzione del consumo di droga da parte dei ragazzi e la promozione di stili di vita salutari , conviene decisamente cambiare strada .

Ma questo e’ materia di dibattito, a noi giornalisti il compito di raccontare la verita’ e tutta la verita’, altro che “faziosita’”, “disinformazione” e “menzogne”.

Infine, le centinaia di donne e di uomni che sono finiti in carcere in applicazione della Legge “Fini – Giovanardi” e che adesso stanno uscendo perche’ ai sensi delle nuove norme quella pena e’ considerata illegittima, come con competenza ci ha raccontato il giudice Francesco Maisto, presidente del Tribunale Di Sorveglianza di Bologna, forse meritano , quelle si, un gesto di scuse.

miao

 

 

 

Federico Aldrovandi: what about the truth – perche’ nulla vada perso – omicidi di Stato

di Federico Aldrovandi sono stati scritti  fiumi di parole, ma MAI come queste, la MEMORIA di chi e’ STATO, non puo’ andare perduta nei meandri del facebook.

// Post by Federico Aldrovandi.

Omicidi di Stato che coinvolgono tutti noi.

Condividiamo con voi le parole scritte da uno dei più cari amici di Federico, lette ieri in conclusione di una giornata molto importante.

“Una volta un giornalista mi domandò cosa avessi imparato dalla storia di Aldro. La domanda mi colse impreparato, non ricordo cosa risposi sul momento.

Forse che avrei dovuto ricordarmi di non finire mai morto ammazzato nelle mani della polizia, altrimenti avrei corso il rischio che Giovanardi mi desse dell’eroinomane su una TV nazionale, o qualcosa del genere.
In realtà, in seguito, pensai a lungo a quella domanda.

Che cosa avevo imparato dalla morte del mio amico? Credo di aver imparato che la gente ha paura delle cose sbagliate.
Dopo quell’infame pestaggio che costò la vita al mio amico, gli stessi poliziotti diffusero la notizia che Aldro fosse un bestione di due metri per novanta chili, tossicodipendente, dal collo taurino e con la schiuma che gli usciva dalla bocca per la rabbia.
Poco importa che tutto questo fosse falso, perché basta creare questo personaggio mostruoso, oscuro, inumano, per fare leva sulle paure più ancestrali e irrazionali delle persone e ottenere il loro consenso senza che facciano troppe domande.

Tanto che ancora oggi, in qualche bar della città, è possibile trovare qualche bifolco disposto a dichiarare che Aldro dopotutto se l’è cercata perché era drogato, brutto, grosso e cattivo.

Tutti abbiamo paura dell’uomo nero, dello sbandato, tossico, che ci aggredirà e deruberà in un vicolo freddo e buio quando meno ce lo aspettiamo.
Nessuno invece fa mai incubi ambientati in uffici in cui alte cariche dello Stato, sedute su comode poltrone, discutono quale sia la strategia migliore per insabbiare l’ennesimo brutale atto di repressione realizzato dalle cosiddette forze dell’ordine.

Nessuno fa mai incubi riguardanti depistaggi, omissioni di atti d’ufficio e favoreggiamento, riammissione in servizio di poliziotti che hanno disonorato la divisa con un omicidio.

Eppure è proprio questo genere di crimini ad avere un impatto devastante sulla nostra società democratica, ma non ci colpiscono emotivamente quanto lo spauracchio di un ipotetico brutto tipo che potremmo incontrare una sera.

Beh, forse faremmo meglio a scegliere con più cura i protagonisti dei nostri incubi. Perché mentre è piuttosto improbabile che qualcuno di noi venga mai aggredito da un fantomatico tossico in un vicolo buio, sarà molto più facile ritrovarsi in uno Stato autoritario e repressivo che ogni giorno concede sempre meno diritti ai suoi cittadini, troppo distratti dalle loro paranoie per rendersene conto.
Sta accadendo proprio ora.”

Paolo B.

GiovanHARD by spinozaColorZ + 2spicci antipro’

GiovanHARD

[lughino]

==> https://www.facebook.com/spinozacolorz

e il video da Porta a Porta, da cui si evince che il “proibizionismo” di cui si fregia dal 2006 con il compare Fini,  e’ solo chiacchere&distintivo, al soldo di multinazionali, mafie, e corruzione parastatale organizzata.

oppure va querelando la figlia quando fuma Cannabis col fidanzato? 😀 son giovanardate dai..

25 gennaio 2014

Giovanardi: “Mia figlia disse di essersi fidanzata con un ragazzo di colore, rasta, forse gay”

Carlo Giovanardi a Porta a Porta: “Mia figlia qualche anno fa è venuta da me e mi ha detto

‘Ehi ciao babbo, sai sono stata in Sudafrica e mi sono fidanzata con un Rasta, di colore, forse gay. Di certo sposato con un altro uomo, ma per interesse”

Cara Figlia-di -Giovanardi, ti aspettiamo l’8 febbraio a Roma, alla marcia per liberare la Cannabis dalla galera psicoattiva di tuo “babbo”.

porta il fidanzato, e porta pure il bong!

Vi aspettiamo, LOVVELOVVELOVVE

8 febbraio: call4action droghe. mai piu’ fini-giovanardi

per il prossimo 8 febbraio una grande call4action dal basso ha organizzato il corteo nazionale che dara’ voce comune e visibile all’abbattimento senza-se-e-senza-ma di quel grande falso d’autore che si chiama FINI-GIOVANARDI.

ILLEGALE E’ LA LEGGE, IL SUO COSTO REALE

sito di cooordinamento: http://www.leggeillegale.org/

II 15 dicembre a Roma, la Rete “Fine del Mondo Proibizionista” ha indetto una assemblea nazionale, in vista del pronunciamento della Corte Costituzionale sulla Fini/Giovanardi, previsto il prossimo 11 febbraio, alla quale hanno aderito, animando attivamente l’incontro e il dibattito, un vasto ed eterogeneo numero di realtà, soggetti, gruppi, che spaziano dai CSOA agli operatori di riduzione del danno, ad associazioni, onlus e parti di organizzazioni istituzionali.
Otto anni di Fini/Giovanardi hanno prodotto decine di migliaia di arresti, millenni di galera per la somma delle condanne, sovraffollamento delle carceri, costi esorbitanti per la macchina repressiva e giudiziaria, crescita dei profitti delle narcomafie; tante, troppe le persecuzioni e le vittime, troppe le morti che reclamano verità.

Le due leggi sulle droghe e sull’immigrazione hanno provocato una serie di procedimenti che hanno fatto diventare la condizione carceraria Italiana un’emergenza, un caso nazionale, che ci pone fuori dagli standard europei..

Nessun altro paese europeo ha così tanti detenuti per reati connessi alle sostanze illegali: la pesante criminalizzazione dei consumatori stride di fatto con l’impunità riservata dal nostro sistema giudiziario ad autori di reati di ben altra natura, i cui effetti nuocciono alla salute della società intera, come se le categorie da individuare e perseguire fossero pre-costruite a suon di stigma. L’Europa, sulla situazione nei nostri istituti di pena ha già richiamato l’Italia, che si appresta a presiedere il Consiglio della Comunità Europea con delle pessime credenziali, rea di non rispettare alcuni fondamentali diritti umani; tra poco scatteranno salatissime e meritate multe!
Tutto questo avviene da anni con la copertura compiacente, mistificante e costosa del Dipartimento Politiche Antidroga (DPA), organo della Presidenza del Consiglio anzichè dei dicasteri più direttamente competenti in materia (in particolare Salute, Giustizia, Politiche sociali). Il DPA sostiene, contro ogni evidenza, che i consumatori di sostanze non sono puniti ma curati; ostacola, anche nelle sedi internazionali, le politiche di riduzione del danno; e promuove un modello bio-medico-patologico dell’uso di droghe che assimila tutte le sostanze e tutti gli stili di consumo. Dopo la caduta del governo di centro-destra che ha imposto la Fini-Giovanardi nessuno dei successivi governi ha mosso un dito per rimediare a tale drammatica situazione.

Oggi, finalmente, sembra muoversi qualcosa… sembra che si possa arrestare il sistema.

Da gennaio a oggi numerosi tribunali, tra cui la corte di Cassazione, hanno sospeso i processi e mandato la Fini\Giovanardi all’esame della Consulta per la sua evidente incostituzionalità. E adesso sappiamo che la Corte Costituzionale discuterà la questione l’11 febbraio prossimo.
Le principali contestazioni che saranno all’esame, riguardano l’iter della legge che, invece di essere discussa in parlamento, è stata approvata tramite un decreto che riguardava un altro argomento (le Olimpiadi invernali di Torino 2006) e senza che ce ne fosse motivo d’urgenza; inoltre l’equiparazione delle sanzioni per droghe pesanti e leggere, viola la normativa europea in proposito.
Abbiamo tutti/e ben chiaro che la possibilità che la Corte Costituzionale cancelli la Fini/Giovanardi è un’occasione irripetibile, che aprirebbe scenari completamente nuovi.

Per questo riteniamo necessario riunire tutte le forze, mobilitare soggetti, gruppi, attivisti, pazienti, strutture ed organizzazioni, che da anni si battono per l’abrogazione di questa infausta legge, in una grande manifestazione che si terrà a Roma l’8 febbraio 2014. Vogliamo costruire un percorso dal basso e condiviso che focalizzi l’attenzione sui danni causati dalla Fini/Giovanardi e che sia da propulsore alle decisioni della Corte Costituzionale.

Chiediamo a tutte e a tutti di aderire e far girare questo appello; di organizzare la mobilitazione a partire dai territori informando e promuovendo iniziative di raccolta fondi a sostegno della partecipazione alla manifestazione, tantissimi punti segnati su una mappa dove, chi vorrà, potrà trovare altri disposti a organizzare il viaggio collettivo fino a Roma, mettendo a disposizione o affittando assieme i mezzi.

Non siamo più disposti a pagare con le nostre vite e con i nostri diritti il prezzo di leggi ideologiche e repressive finalizzate a rafforzare il miliardario monopolio del commercio delle narcomafie; non siamo più disposti a veder riempire le galere di consumatori, che diventano secondo il teorema criminal patogeno, tanto caro alla propaganda proibizionista, individui pericolosi per se e l’intera collettività, da punire e correggere, dei criminali malati di mente. Non siamo più disposti a vedere perseguitare perfino i pazienti che usano la cannabis a scopo terapeutico. Non siamo più disposti a lasciare morire persone nelle carceri, e’ arrivato il momento di avanzare verso la completa depenalizzazione dell’uso personale di sostanze, iniziando dalla cannabis e dalla sua autoproduzione, come d’altronde sta già avvenendo in molti paesi del mondo.

L’8 febbraio saremo in piazza perché

Giusto o sbagliato, non può essere reato!

Per info ed adesioni scrivi a adesioni@leggeillegale.org

Firmatari:

C.S.O.A. Forte Prenestino (Roma), C.S.O.A. Sans Papier (Roma), Laboratorio Puzzle (Roma), Infoshock C.S.O.A. Gabrio (Torino), Lab57 (Laboratorio Antiproibizionista Bologna), Osservatorio Antiproibizionista Canapisa Crew (Pisa), Laboratorio Occupato SKA (Napoli), Comitato Verità per Aldo Bianzino (Perugia), Studenti Scuole Superiori, European Coalition for Just and Effective Drug Policies (ENCOD Italia), Million Marijuana March (Italia), Ass.ne Ecorevolution, Ass.ne Attivamente, Ass.ne Tilt, Ass.ne Giovani per Turania, Ass.ne Ascia, Ass.ne Freeweed, Quadraro Massive Sound System, SEL, Overgrow Comunity, Sicilcanapa, P.I.C. – Pazienti Impazienti Cannabis, alcuni pazienti, Forum Droghe, Ass.ne Antigone, Teatro Valle Occupato (Roma), C.S.O.A. Le Macerie Baracche Ribelli (Molfetta- BA), Ass.ne Campagnano-r@p Rete Autorganizzazione Popolare, Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa, S.P.A. Leoncavallo, Ass.ne Cannabica La Kalada (Barcellona,Spain), Nuovo Cinema Palazzo, Comunità S. Benedetto al Porto (Genova)

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