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un Samir, come tanti. troppi.

Samir …

https://en.wikipedia.org/wiki/Samir

nomi che arrivano dal cd. Oriente, per noi che ci chiamiamo Pietro, Paolo, e Giovanni, cosi’ cari al Pontifex, in posti lontani dal nostro tram quotidiano, come Kobane, Syria, etc. mettono nomi differenti.

ma sempre razza di typo Humans, si parla, su questo Pianeta.

questa lettera e’ stata trovata in tasca ad un Samir, di 20 anni. arrivato morto dal suo viaggio della speranza in Europa.

la speranza che lo ha animato e gli ha dato il coraggio per imbarcarsi in un punto interrogativo che si pone alla meta’ esatta tra la vita e la morte.

questo post arriva da un appello in Facebook, e diosololosa quanto ODIO PROFONDAMENTE questo sharare dei CAZZI NOSTRI, corredati di nomi e cognomi,

dentro quel contenitore misto tra gggienti random,  Postale e Intelligence.

ma Samir merita di non vedere dissolto nel nulla pneumatico di un fecciabuco, la sua speranza, il suo grido di dolore, e il suo amore.

eccovela:

Mio adorato amore, per favore non morire, io ce l’ho quasi fatta. Dopo mesi e giorni di viaggio sono arrivato in Libia. Domani mi imbarco per l’Italia. Che Allah mi protegga. Quello che ho fatto, l’ho fatto per sopravvivere. Se mi salverò, ti prometto che farò tutto quello che mi è possibile per trovare un lavoro e farti venire in Europa da me. Se leggerai questa lettera, io sarò salvo e noi avremo un futuro. Ti amo, tuo per sempre Samir”.


Samir, Egiziano 20 anni, arrivato cadavere a Pozzallo. Aveva questa lettera in una busta di plastica sigillata, che è stata tradotta dalle autorità italiane.
Purtroppo, lui non ce l’ha fatta e non ha potuto spedire questa lettera.

questo message in a bottle puo’ arrivare al suo amore. all’amore di tanti che come lui non ce l’hanno fatta, e hanno persone care che aspettano, invano, un cenno.

la freccia e’ scoccata.  vola libera tra le macerie di questa Infernet-Idiocracy, in cui ci hanno RECLUSO.

[credits to Vax, family formal center Ciesseoa SansPapier]

da un posto sicuro piu’ referenziale di questo, stesso post, del 19 settembre 2014:

http://www.huffingtonpost.it/2014/09/19/lettere-damore-migranti-morti_n_5847876.html

 

 

 

 

 

 

DNS NOT FOUND, FOR DOMAIN WITH “PIRATI” NAME – THANKYOU ITALIAN ISP, THANKYOU GOOGLE

Gia’ da qualche mese, maggio?, non raggiungevo piu’ il mio blog. questo blog.

un misero, piccolo, cazzabubbolo, messo sul wordpress gratuito, a cui avevo semplicemente puntato un nome a dominio di mia personalissima scelta.

ma dato che sono pazza 😀 e faccio millemila robe alla volta, ho lasciato correre fino ad agosto, mese in cui ho il rinnovo del nome a dominio, registrato sul mio manager Ovh.it, e conseguente mappatura (a pagamento) verso i DNS di wordpress.com, troppo ben conosciuti come:

NS1.WORDPRESS.COM

NS2.WORDPRESS.COM

NS3.WORDPRESS.COM

che ovviamente erano stati agganciati per l’hosting nel Manager di OVH al nome a dominio.

Schermata

contatto il supporto Ovh e mi rispondono che : qui tutto ok, cameback to sleep.

contatto il supporto wordpress e l’ingegnere macmanx, gentilissimo, mi segue nei vari test, mi suggerisce OVVIAMENTE come prima cosa, di fare un clean cache dai miei browser, un clean DNS, e di aspettare le fatidiche 72 ore per il propagarsi dei DNS.

Schermata-2

ma il problema dopo 10 giorni non era risolto.

allora considero il fatto che la magica parolina contenuta nel nome a dominio:

PIRATI

sia stata interdetta dai pubblici uffici, senza manco passare da un tribbbbbunale.

via, scio’, sparata e filtrata, e che non se ne parli piu’.

non volevo crederci, e invece CREDICI! queste grandissime MERDE che si fregiano di REGOLAMENTARE la #infernet facendoci girare NON in rete, ma nella LORO rete, quel filter bubble magico gia’ ampiamente anticipato e raccontato da Eli Pariser:

http://www.ted.com/speakers/eli_pariser

era stato bootstrappato regolarmente dagli ISP nostrani, ovviamente sempre a PECORA perche’ il “business” viene prima, figuriamoci.

mi pare evidente che a nulla sono valse le proteste e gli eventi, i meeting, il forencsis, gli hackmeeting, i media di stato che spillano “news” ma poi se ne fottono, seguendo la scia dell’appecoronamento globale.

la triste situazione e’ questa, questo blog viene raggiunto tranquillamente da rete Tor (che ddddio ce la conservi sempre), oppure modificando i DNS cortesemente offerti dal tuo maledetto ISP DI STATO (chiunque esso sia) alle modiche cifre che tutti conosciamo.

cioe’, paghiamo uno straccio di connessione DI MERDA, e oltretutto ci filtrano a loro discrezione, senza nemmeno uno straccio di avviso.

Avviso? lo fanno proprio di nascosto, come bambocci viziati, dal culo straparato, in quest’era digitale di cui tutti, nessuno escluso, cerca di accaparrarsi il suo pezzetto di “tornaconto”, perlopiu’ in soldoni.

e’ facile pero’ aggirare questo filtro, e’ sufficiente modificare i DNS di connessione alla internet.

io ho usato i DNS free di openDNS:

http://www.opendns.com/home-internet-security/opendns-ip-addresses/

che in linux dal network-manager mi e’ stato sufficiente aggiungere via GUI, ma che in via definitiva (it works!) andro’ a piazzare FISSI nel router.

fanculizzo cosi’ ste merdacce di Tiscali.it, e tutto l’ambaradam appresso, quella ottima cordata di censori e approfittatori, senza scrupolo alcuno, di quella che resta la regola 0 della convivenza civile:

la liberta’ personale in rete, cosi’ come in real life, e’ SACRA.

poi magari gli piace essere presi per il culo, server tombato, criptato, connesso ad una rete ad hoc, STRApieno dei SERVIZI che decidiamo di usare.

liberissimi eh. sono millenni ormai che una categoria nota di umani si vende per pochi denari …

BitchX, fottetevi. vinciamo noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sgombero Angelo Mai Altrove Occupato + contorno

ANGELO MAI ALTROVE OCCUPATO SEQUESTRATO PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE | CAPIAMO IL PERCHE’

March 25, 2014 at 6:08pm

ANGELO MAI ALTROVE OCCUPATO

SEQUESTRATO PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE

Capiamo il perché

 

La mattina del 19 marzo Roma diventa scenario di una grande operazione di polizia.

Vengono sequestrati 3 edifici: l’ex scuola Amerigo Vespucci in via delle Acacie e l’ex scuola Hertz in via Anagnina – entrambe riconvertite a luoghi abitativi dal Comitato popolare di lotta per la casa – e il centro di produzione culturale Angelo Mai Altrove Occupato. Quella stessa mattina circa 40 abitazioni vengono messe a soqquadro da perquisizioni a tappeto. Si tratta delle abitazioni di membri del Comitato Popolare di Lotta per la Casa e dell’Angelo Mai. Queste stesse persone vengono tenute in Questura per moltissime ore senza la possibilità di essere informate su quanto stesse accadendo. Questa spropositata e violenta operazione di polizia che vede coinvolti decine di agenti Digos, numerosi blindati disposti intorno agli immobili, carabinieri e quant’altro, è mossa dal pubblico ministero Luca Tescaroli. Il motivo? Accuse gravissime ai danni di attivisti della lotta per la casa e della produzione culturale indipendente. Secondo il p.m. si delinea infatti un quadro capitanato da Pina Vitale di associazione a delinquere, estorsione, violenza privata basato impropriamente su quote di fondo cassa e pratiche di gestione collettiva diffuse da sempre nel mondo autogestito delle occupazioni abitative. Queste quote hanno lo scopo di acquistare i materiali per convertire le vecchie aule in appartamenti dignitosi (20 appartamenti nella ex Amerigo Vespucci, 48 alla Hertz). L’Angelo Mai è fin dalla sua nascita legato alla lotta per la casa dalla convivenza, già nel 2004 nello spazio di via degli Zingari, con 25 famiglie in emergenza abitativa. Il nostro rapporto con quel mondo è rimasto forte al punto che gli occupanti della Hertz e di via delle Acacie collaborano stabilmente con noi e una dimostrazione di questo è la felice esperienza dell’Osteria di Pina. Questo rapporto forte, stretto e intenso è la base, secondo la Procura, di un’associazione a delinquere. Per noi è la base di un rapporto umano e politico molto prezioso, che mette a confronto generazioni, regioni del mondo, crescita comune dei nostri figli, pratiche di autogestione, in un orizzonte nuovo e solidale di gioia e di rivendicazione di diritti. Una comunità autogestita, allargata, aperta agli incontri e agli scambi.

L’attacco violento che stanno vivendo i nostri spazi e le persone coinvolte è una provocazione forte contro la nostra città, Roma, capitale di un Paese in pieno degrado, che nonostante tutto ha avuto la capacità di affermarsi come straordinario laboratorio di ricerca di linguaggi politici innovativi e forme di cittadinanza avanzate a fronte della totale assenza delle istituzioni.

E qui arriviamo al punto: l’amministrazione comunale – proprietaria dei tre immobili – apparentemente ignara di quanto stava per accadere nella città che governa, dice di avere le mani legate.

Le due occupazioni abitative sono state temporaneamente riprese dalle famiglie, ma vista la gravità dell’indagine in corso, siamo ben lontani dal poterne garantire la stabilità, a danno di chi ci vive che già manifesta forti traumi a riguardo.

Dopo essere stati svegliati da poliziotti che spaccavano porte e mobili, che non risparmiavano insulti razzisti e grida, ad oggi i bambini e le bambine della Hertz e dell’Amerigo Vespucci non vogliono allontanarsi dalle loro abitazioni per paura di non ritrovarle all’uscita da scuola. Certamente poi non sarà facile da superare il trauma del ricovero di Faris (è ancora all’ospedale Bambin Gesù), bambino di 5 anni affetto da grave disabilità al quale durante lo sgombero è stato negato il trattamento che lo tiene in vita; durante tutto il corso dell’operazione non è stato fornito alcun presidio di primo soccorso medico, nonostante la presenza di anziani e invalidi.

L’Angelo Mai resta sotto un sequestro gravissimo, che non riguarda solo i più comuni reati di somministrazione di cibi e bevande abusive, ma il concorso in un’associazione a delinquere descritta come irradiata e torbida, simile ad un’organizzazione mafiosa.

Parliamo di questo infatti: la procura sta procedendo contro tutte le nostre realtà come se fossimo dei criminali colpevoli di reati orrendi.

La domanda allora è: chi governa la città? La politica dov’è? Per quanto non possa intervenire nelle indagini della magistratura, è possibile che non sia in grado di tutelare e difendere le realtà di autogestione che svolgono un ruolo importante e prezioso colmando vuoti enormi legati al diritto all’abitare e all’accesso alla cultura della cittadinanza?

È possibile che questa amministrazione non sappia esprimersi in termini chiari e forti rispetto al tema dei diritti e della libertà?

Si vuole davvero autorizzare l’inizio di un tempo buio in cui polizia, repressione e paura dettino legge in città?

Ecco, per citare il nostro amato Fassbinder, la paura mangia l’anima.

La nostra anima è ben intatta e la vostra come sta?

 

#angelomainonsitocca #angelosubito #associazioneadelinqueremai
MP5 per ANGELO MAI ALTROVE OCCUPATO

Federico Aldrovandi: what about the truth – perche’ nulla vada perso – omicidi di Stato

di Federico Aldrovandi sono stati scritti  fiumi di parole, ma MAI come queste, la MEMORIA di chi e’ STATO, non puo’ andare perduta nei meandri del facebook.

// Post by Federico Aldrovandi.

Omicidi di Stato che coinvolgono tutti noi.

Condividiamo con voi le parole scritte da uno dei più cari amici di Federico, lette ieri in conclusione di una giornata molto importante.

“Una volta un giornalista mi domandò cosa avessi imparato dalla storia di Aldro. La domanda mi colse impreparato, non ricordo cosa risposi sul momento.

Forse che avrei dovuto ricordarmi di non finire mai morto ammazzato nelle mani della polizia, altrimenti avrei corso il rischio che Giovanardi mi desse dell’eroinomane su una TV nazionale, o qualcosa del genere.
In realtà, in seguito, pensai a lungo a quella domanda.

Che cosa avevo imparato dalla morte del mio amico? Credo di aver imparato che la gente ha paura delle cose sbagliate.
Dopo quell’infame pestaggio che costò la vita al mio amico, gli stessi poliziotti diffusero la notizia che Aldro fosse un bestione di due metri per novanta chili, tossicodipendente, dal collo taurino e con la schiuma che gli usciva dalla bocca per la rabbia.
Poco importa che tutto questo fosse falso, perché basta creare questo personaggio mostruoso, oscuro, inumano, per fare leva sulle paure più ancestrali e irrazionali delle persone e ottenere il loro consenso senza che facciano troppe domande.

Tanto che ancora oggi, in qualche bar della città, è possibile trovare qualche bifolco disposto a dichiarare che Aldro dopotutto se l’è cercata perché era drogato, brutto, grosso e cattivo.

Tutti abbiamo paura dell’uomo nero, dello sbandato, tossico, che ci aggredirà e deruberà in un vicolo freddo e buio quando meno ce lo aspettiamo.
Nessuno invece fa mai incubi ambientati in uffici in cui alte cariche dello Stato, sedute su comode poltrone, discutono quale sia la strategia migliore per insabbiare l’ennesimo brutale atto di repressione realizzato dalle cosiddette forze dell’ordine.

Nessuno fa mai incubi riguardanti depistaggi, omissioni di atti d’ufficio e favoreggiamento, riammissione in servizio di poliziotti che hanno disonorato la divisa con un omicidio.

Eppure è proprio questo genere di crimini ad avere un impatto devastante sulla nostra società democratica, ma non ci colpiscono emotivamente quanto lo spauracchio di un ipotetico brutto tipo che potremmo incontrare una sera.

Beh, forse faremmo meglio a scegliere con più cura i protagonisti dei nostri incubi. Perché mentre è piuttosto improbabile che qualcuno di noi venga mai aggredito da un fantomatico tossico in un vicolo buio, sarà molto più facile ritrovarsi in uno Stato autoritario e repressivo che ogni giorno concede sempre meno diritti ai suoi cittadini, troppo distratti dalle loro paranoie per rendersene conto.
Sta accadendo proprio ora.”

Paolo B.

smartphone NO, ai cortei. oppure …

Crypt’я’Die :: AvAnA
https://we.riseup.net/avana/opuscolo

Piccolo manuale di autodifesa digitale :: Cyber Resistance
http://cantiere.org/images/ADD_web.gif

 

da ROR, articolo per il sig. romafaschifo, degradoesquilino, etc.

https://www.ondarossa.info/redazionali/roma-f-schifo-indagini-blogger-al-sopra-ogni-sospetto

aggiungo qui solo un altro link, cosi’ si inquadra bene il personaggio, tale Tonelli, proprietario anche di degradoesquilino.com (e chissa’ di quanto altro ha insozzato la internet) che sicuramente scrive a seconda di cosa gli suggerisce il poliziottone rosa alla sua DESTRA:

http://www.degradoesquilino.com/2012/09/e-il-centro-sociale-sans-papier-okkupa-pure-il-nostro-marciapiede.html

di cui anche consiglio i COMMENTI , solo a stomaci strong.

i CSOA sono feccia, a dire di questo “signore”. UAU. chapeau.

e difatti, per l’altro suo blogghe, cartelliabusivi, e’ GIA’ stato condannato per istigazione a delinquere, poveretto, aveva istigato gli amichetti suoi

a staccare cartelli che abusivi NON erano 😉

http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/blog_cartellopoli_condannato_a_9_mesi_il_gestore_istigazione_a_delinquere/notizie/279153.shtml

e se para il culo con la “liberta’ di espressione nel web”.  premesso che l’apparato giudiziario e’ un barcone finto, lato RETE, ma dico, INSISTERE E’ MALEFICUS 🙂

Massimiliano Tonelli

7 febbraio, 2014 – 16:58

Roma fà schifo? Indagini su un blogger al di sopra di ogni sospetto

 Esiste un attivismo digitale che si candida ad essere la voce del cittadino

medio, naturalmente oppresso dal degrado della “diversità multietnica e di
genere”, “dall’aggressività degli occupanti illegali di case” tanto quanto
dall’insipienza della politica.
Si racconta e ci racconta solo una parte della storia, è naturalmente di
centro, è contro la “politica” ma senza esagerare, è per il cibo biologico
e i buoni affari, è “Sì PUP” e per il bike sharing, fotografa le cacche dei
cani e il parcheggio selvaggio, ammicca a destra e ammicca a sinistra ma
guarda sostanzialmente alle proprie tasche.
Il blogger in questione si chiama Massimiliano Tonelli, uomo di grandi
aspirazioni artistiche e culturali e con ottime amicizie nella finanza
romane: come per esempio Paolo Cuccia, uomo di potere che al tempo di
Rutelli ha gestito la privatizzazione parziale di Acea, uno di quelli con
il pallino per gli affari 3.0 , dal Gambero Rosso ad Artribune diretta
proprio da Tonelli..

Ne abbiamo parlato con una “gola profonda” per quanto radiofonicamente un
poco ostica…: di seguito trovate qualche link per capire gli intrecci
dei/tra i personaggi in questione.

http://creative.luiss.it/luiss-master-of-art/faculty/massimiliano-tonelli/

http://www.artribune.com/author/massimiliano-tonelli/

http://www.romafaschifo.com/2013/08/convivere-con-la-violenza-e-la.html?m=1

http://www.ilpost.it/roma/2010/12/31/romano-dellanno-2010-massimiliano-tonelli/

http://www.conapa.it/it/PAOLO-CUCCIA-TRAIT-DUNION-CON-I-VERI-RICCHI_6768.htm

8 febbraio: call4action droghe. mai piu’ fini-giovanardi

per il prossimo 8 febbraio una grande call4action dal basso ha organizzato il corteo nazionale che dara’ voce comune e visibile all’abbattimento senza-se-e-senza-ma di quel grande falso d’autore che si chiama FINI-GIOVANARDI.

ILLEGALE E’ LA LEGGE, IL SUO COSTO REALE

sito di cooordinamento: http://www.leggeillegale.org/

II 15 dicembre a Roma, la Rete “Fine del Mondo Proibizionista” ha indetto una assemblea nazionale, in vista del pronunciamento della Corte Costituzionale sulla Fini/Giovanardi, previsto il prossimo 11 febbraio, alla quale hanno aderito, animando attivamente l’incontro e il dibattito, un vasto ed eterogeneo numero di realtà, soggetti, gruppi, che spaziano dai CSOA agli operatori di riduzione del danno, ad associazioni, onlus e parti di organizzazioni istituzionali.
Otto anni di Fini/Giovanardi hanno prodotto decine di migliaia di arresti, millenni di galera per la somma delle condanne, sovraffollamento delle carceri, costi esorbitanti per la macchina repressiva e giudiziaria, crescita dei profitti delle narcomafie; tante, troppe le persecuzioni e le vittime, troppe le morti che reclamano verità.

Le due leggi sulle droghe e sull’immigrazione hanno provocato una serie di procedimenti che hanno fatto diventare la condizione carceraria Italiana un’emergenza, un caso nazionale, che ci pone fuori dagli standard europei..

Nessun altro paese europeo ha così tanti detenuti per reati connessi alle sostanze illegali: la pesante criminalizzazione dei consumatori stride di fatto con l’impunità riservata dal nostro sistema giudiziario ad autori di reati di ben altra natura, i cui effetti nuocciono alla salute della società intera, come se le categorie da individuare e perseguire fossero pre-costruite a suon di stigma. L’Europa, sulla situazione nei nostri istituti di pena ha già richiamato l’Italia, che si appresta a presiedere il Consiglio della Comunità Europea con delle pessime credenziali, rea di non rispettare alcuni fondamentali diritti umani; tra poco scatteranno salatissime e meritate multe!
Tutto questo avviene da anni con la copertura compiacente, mistificante e costosa del Dipartimento Politiche Antidroga (DPA), organo della Presidenza del Consiglio anzichè dei dicasteri più direttamente competenti in materia (in particolare Salute, Giustizia, Politiche sociali). Il DPA sostiene, contro ogni evidenza, che i consumatori di sostanze non sono puniti ma curati; ostacola, anche nelle sedi internazionali, le politiche di riduzione del danno; e promuove un modello bio-medico-patologico dell’uso di droghe che assimila tutte le sostanze e tutti gli stili di consumo. Dopo la caduta del governo di centro-destra che ha imposto la Fini-Giovanardi nessuno dei successivi governi ha mosso un dito per rimediare a tale drammatica situazione.

Oggi, finalmente, sembra muoversi qualcosa… sembra che si possa arrestare il sistema.

Da gennaio a oggi numerosi tribunali, tra cui la corte di Cassazione, hanno sospeso i processi e mandato la Fini\Giovanardi all’esame della Consulta per la sua evidente incostituzionalità. E adesso sappiamo che la Corte Costituzionale discuterà la questione l’11 febbraio prossimo.
Le principali contestazioni che saranno all’esame, riguardano l’iter della legge che, invece di essere discussa in parlamento, è stata approvata tramite un decreto che riguardava un altro argomento (le Olimpiadi invernali di Torino 2006) e senza che ce ne fosse motivo d’urgenza; inoltre l’equiparazione delle sanzioni per droghe pesanti e leggere, viola la normativa europea in proposito.
Abbiamo tutti/e ben chiaro che la possibilità che la Corte Costituzionale cancelli la Fini/Giovanardi è un’occasione irripetibile, che aprirebbe scenari completamente nuovi.

Per questo riteniamo necessario riunire tutte le forze, mobilitare soggetti, gruppi, attivisti, pazienti, strutture ed organizzazioni, che da anni si battono per l’abrogazione di questa infausta legge, in una grande manifestazione che si terrà a Roma l’8 febbraio 2014. Vogliamo costruire un percorso dal basso e condiviso che focalizzi l’attenzione sui danni causati dalla Fini/Giovanardi e che sia da propulsore alle decisioni della Corte Costituzionale.

Chiediamo a tutte e a tutti di aderire e far girare questo appello; di organizzare la mobilitazione a partire dai territori informando e promuovendo iniziative di raccolta fondi a sostegno della partecipazione alla manifestazione, tantissimi punti segnati su una mappa dove, chi vorrà, potrà trovare altri disposti a organizzare il viaggio collettivo fino a Roma, mettendo a disposizione o affittando assieme i mezzi.

Non siamo più disposti a pagare con le nostre vite e con i nostri diritti il prezzo di leggi ideologiche e repressive finalizzate a rafforzare il miliardario monopolio del commercio delle narcomafie; non siamo più disposti a veder riempire le galere di consumatori, che diventano secondo il teorema criminal patogeno, tanto caro alla propaganda proibizionista, individui pericolosi per se e l’intera collettività, da punire e correggere, dei criminali malati di mente. Non siamo più disposti a vedere perseguitare perfino i pazienti che usano la cannabis a scopo terapeutico. Non siamo più disposti a lasciare morire persone nelle carceri, e’ arrivato il momento di avanzare verso la completa depenalizzazione dell’uso personale di sostanze, iniziando dalla cannabis e dalla sua autoproduzione, come d’altronde sta già avvenendo in molti paesi del mondo.

L’8 febbraio saremo in piazza perché

Giusto o sbagliato, non può essere reato!

Per info ed adesioni scrivi a adesioni@leggeillegale.org

Firmatari:

C.S.O.A. Forte Prenestino (Roma), C.S.O.A. Sans Papier (Roma), Laboratorio Puzzle (Roma), Infoshock C.S.O.A. Gabrio (Torino), Lab57 (Laboratorio Antiproibizionista Bologna), Osservatorio Antiproibizionista Canapisa Crew (Pisa), Laboratorio Occupato SKA (Napoli), Comitato Verità per Aldo Bianzino (Perugia), Studenti Scuole Superiori, European Coalition for Just and Effective Drug Policies (ENCOD Italia), Million Marijuana March (Italia), Ass.ne Ecorevolution, Ass.ne Attivamente, Ass.ne Tilt, Ass.ne Giovani per Turania, Ass.ne Ascia, Ass.ne Freeweed, Quadraro Massive Sound System, SEL, Overgrow Comunity, Sicilcanapa, P.I.C. – Pazienti Impazienti Cannabis, alcuni pazienti, Forum Droghe, Ass.ne Antigone, Teatro Valle Occupato (Roma), C.S.O.A. Le Macerie Baracche Ribelli (Molfetta- BA), Ass.ne Campagnano-r@p Rete Autorganizzazione Popolare, Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa, S.P.A. Leoncavallo, Ass.ne Cannabica La Kalada (Barcellona,Spain), Nuovo Cinema Palazzo, Comunità S. Benedetto al Porto (Genova)

Million Mask March World Event

Freedom contro censura!

 

IL 5 NOVEMBRE DIFENDIAMO LA LIBERTÀ!

Martedì 5 novembre a partire dalle 18:00 S.Cu.P.! Via Nola 5, Roma (zona San Giovanni)

La libertà è in pericolo.

Il 5 novembre è la giornata di mobilitazione mondiale ( http://millionmaskmarch.org/ ) contro gli attacchi alla libertà delle rete.

In Italia questo significa lotta contro l’Agcom, che da strumento di regolamentazione sta trasformandosi in legislatore, varando leggi liberticide.

Ma la stretta alla rete arriva anche e soprattutto da chi pensa di riproporre anche in rete i brevetti sulle idee, sulla cultura, sui saperi.

La “stretta” in Italia ha la firma dell’Agcom, ma anche quella della SIAE, della Fmi, delle major.

NO CENSURA! NO COPYRIGHT!

Una giornata dedicata anche a Jeremy Hammond, membro di Lulzsec, che il prossimo 15 novembre conoscerà la sua condanna per l’accusa di essersi infiltrato nel sistema della Stratfor con seguente fornitura di materiale a WikiLeaks per denunciare l’uso spregiudicato degli infiltrati.

FREE HAMMOND! ( http://freehammond.bandcamp.com/ )

A partire dalle 18:00

# Food & Drink

# FreeSharing – Condivisione libera

# FreeMusic – DjSet THIS ORDER ( https://www.facebook.com/thisord3r )

# FreeTalking – OpenMic per brevi speech su: [sicurezza] [anonimato] [cyber resistance] [diritti digitali]

Evento Facebook:  https://www.facebook.com/events/1432693243620482

NB > La giornata del 5 comincia dalla mattina “Sogni contro imbrogli! il 5 novembre difendiamo S.Cu.P.!

( https://www.facebook.com/events/169400379934418 )” FREE S.CU.P.!

Arriva a Roma l’associazione onlus Acad

Acad: associazione contro gli abusi in divisa.

https://www.facebook.com/AcadOnlus

Il 24, il 25 e il 26 ottobre, in tre differenti spazi romani, viene presentato il progetto di Acad (http://issuu.com/assacad/docs/statuto_acad).

Csoa Corto Circuito, Csoa Sans Papiers e Strike Spa ospiteranno la proiezione del documentario:

“Mi chiamo Massimo e chiedo giustizia”.

alla presenza del regista Dario Trepidino e dei promotori dell’associazione.

Il documentario parla della storia di Massimo Casalnuovo, uno dei casi che l’associazione sta seguendo.

MASSIMO CASALNUOVO:

Giovane meccanico 22enne di Buonabitacolo che ha perso la vita dopo una caduta dal suo motorino avvenuta nei pressi di un posto di blocco dei carabinieri la sera del 20 agosto 2011.

La famiglia si dice pronta a ricorre in appello contro la sentenza che ha assolto il Maresciallo dei Carabinieri Giuseppe Cunsolo dall’accusa di omicidio preterintenzionale.

http://www.youtube.com/watch?v=baqJ-Zf4qHc

http://vimeo.com/72043287

In particolare, in occasione della presentazione di venerdì 25 h 18 al Csoa Sans Papiers parteciperanno anche i familiari di Stefano Gugliotta, Stefano Brunetti, Bernardino Budroni e Francesco Mastrogiovanni, di cui di seguito riportiamo le vicende.

https://www.facebook.com/events/739763279384103/

Si tratta quindi di un appuntamento molto importante, e chiediamo la massima partecipazione e diffusione.

L’iniziativa sarà trasmessa anche in streaming su www.radiosonar.net.

CONTATTI:

Csoa Sans Papiers – viale Carlo Felice 69

spapiers@yahoo.it /// cell: 3485653211

Radiosonar: radiosonar@gmail.com

Twitter: @RADIOSONAR

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STEFANO GUGLIOTTA: 

L’ 8 maggio 2010 il programma “Chi l’ha visto?” diffonde il video di un gruppo di celerini intento a pestare due ragazzi su un motorino. Siamo a Roma Nord, quartiere Flaminio nel dopo partita di Roma – Inter e la sconfitta dei giallorossi ha scatenato la rabbia dei tifosi che ingaggiano un violento scontro con la polizia.

Nei paraggi di via Pinturicchio, una delle vie nei dintorni dello stadio, circola una squadra di celerini a caccia di tifosi in fuga o nascosti. Stefano Gugliotta, 21 anni, transita proprio in quel momento a bordo di uno scooter insieme a un amico. Un poliziotto del reparto mobile, a piedi, gli taglia la strada e lo ferma.

Senza alcun preavviso comincia a colpirlo col manganello e a tempestarlo di pugni.

L’amico scappa terrorizzato e lascia Gugliotta in balia del celerino.

Arrivano altri poliziotti, lo circondano e continuano.

Al quinto piano di un condominio, un uomo riprende la scena con il cellulare; le immagini sono confuse e mosse, ma si sentono distintamente le urla dei poliziotti, i colpi di manganello, le implorazioni di Stefano che supplica di smetterla.

Altri residenti affacciati protestano vigorosamente, ma i poliziotti non accennano a smetterla.

Dopo pochi minuti Stefano si ritrova ammanettato in un furgone della polizia penitenziaria in stato di arresto e condotto in carcere.

Per una settimana i suoi genitori non sapranno nulla di lui, se non che sul figlio pende una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale e che, di questi sette giorni, ne ha trascorsi tre in isolamento.

Dal punto di vista legale su Gugliotta pende l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale: nello specifico, è accusato di aver iniziato lui la colluttazione, circostanza clamorosamente smentita dal video.

Ci vorranno diversi giorni prima che la Procura riconosca che Gugliotta è stato vittima di un abuso da parte di un agente di polizia che, come mostrano le immagini, ha deliberatamente colpito il giovane con un pugno in faccia.

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=521317334596212&set=a. 521317134596232.1073741829.495593257168620&type=1&theater

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STEFANO BRUNETTI:

Questo articolo risale al 2010 e racconta in breve la storia di Stefano Brunetti.

Oggi è arrivata la sentenza per i quattro poliziotti indagati per concorso in omicidio preterintenzionale e falso per la morte di Brunetti:

la Corte di Assise di Frosinone si è pronunciata con una sentenza che ha assolto i quattro poliziotti.

http://www.inliberuscita.it/cronoca/23765/morte-di-stefano-brunetti-assolti-i- quattro-poliziotti/

http://www.ilcaffe.tv/leggi/?n=an275#8

http://www.ilmessaggero.it/home_roma/provincia/anzio_chiesto_giudizio_per_4_poliziotti_accusati_della_morte_di_stefano_brunetti/notizie/131606.shtml

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BERNARDINO BUDRONI

Una persona è stata uccisa su un’autostrada da un agente di polizia. E’ accaduto il 30 luglio del 2011 sul grande raccordo anulare di Roma ma forse nessuno se n’è reso conto perché i giornali hanno usato quasi tutti parole depistanti: “Sparatoria sul gra”, “Inseguimento di uno stalker”, qualcuno lo paragonò al film Shine.

Si chiamava Bernardino Budroni, per tutti Dino.

Soprattutto per i suoi genitori, per la sorella Claudia, il cognato Fabrizio, le nipoti.

Il proiettile calibro 9 lo ha trapassato dal fianco sinistro, perforando i polmoni e il cuore.

E’ successo al km 11, lo svincolo per Mentana.

Chi ha sparato è un agente scelto, quando lo ha fatto aveva 28 anni.

Nessuno gli ordinò di farlo quella notte, nemmeno di mirare alle ruote.

Dino aveva dodici anni in più di lui.

L’agente scelto, pare, era seduto dalla parte sbagliata.

Doveva trovarsi alla guida della volante 10 non sull’altro sedile.

Quale «emergenza» si verificò per non farlo guidare?

Di fronte al pm, due giorni dopo i fatti, dirà di aver esploso due colpi dopo un inseguimento di dieci minuti.

Anche quello che non uccise andò fuori bersaglio, bucando la lamiera dello sportello.

Altre due auto, Beta Como della polizia e una gazzella dei carabinieri, parteciparono all’operazione “agganciando” la volante 10 nel tragitto.

Erano più o meno le 5 del mattino del sabato dell’esodo estivo.

La Focus era praticamente incastrata sulla destra della corsia.

I carabinieri l’avevano sorpassata e s’erano messi di traverso, lo sportello di destra toccava appena la Focus che a sua volta ha toccato il guard-rail.

Un piccolo segno di vernice, grande come un’unghia sta ancora lì a testimoniarlo, a pochi metri dalla foto e dai fiori, sempre freschi.

Sullo sportello posteriore destro di Budroni c’è il segno di una gomma (forse) di Beta Como.

La scena sembra quella di una macchina inseguita che prova a divincolarsi zigzagando.

L’agente che ha sparato riferisce che era stato parecchio occupato dall’una meno un quarto di quella notte a cercare il Budroni che era andato sotto l’abitazione della sua ragazza, nel quartiere di Cinecittà a una ventina di chilometri da dove è finito l’inseguimento.

Un brutto caso di danneggiamento di porte e cancelli, di sms minacciosi e di disturbo della quiete pubblica, probabilmente.

“Crimini” che non prevedono la fucilazione immediata.

Chi ha sparato sapeva quasi tutto di Budroni:

che abitava nel comune di Fontenuova e che aveva una pendenza per il possesso di una balestra (acquistabile ovunque) e un fuciletto ad aria compressa.

Per questo, così ha dichiarato, ha tirato fuori la Beretta Parabellum quando ha affiancato la Focus verde mare.

Dice di essere stato col braccio «perfettamente in asse» con la ruota posteriore sinistra ma che la Focus provava a svicolare spostando di scatto il bersaglio.

Quanto forte andasse e quanto tempo sia passato tra lo sparo e l’arresto l’agente scelto non ricorda. Di certo egli stesso ha dichiarato che Dino non era armato ma agiva forse sotto l’effetto di droghe.

Droghe che la perizia tossicologica quantificherà in modeste e antiche tracce di cannabis.

Budroni, comunque, aveva alzato il gomito.

Un “reato” che non prevede la pena di morte per esecuzione sommaria.

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=520595361335076&set=a.%20520593978001881.1073741828.495593257168620&type=1&theater

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FRANCESCO MASTROGIOVANNI

Cittadino 58enne di Castelnuovo Cilento (provincia di Salerno), di professione maestro elementare (con oltre 20 anni di insegnamento prima in provincia di Bergamo e poi in quella di origine) è morto la notte del 4 agosto 2009 presso il reparto di psichiatria dell’ospedale pubblico di Vallo della Lucania dopo 82 ore di contenzione non annotata nella cartella clinica (presso il reparto non esisteva un registro della contenzione).

Il trattamento inumano riservato a Francesco (Franco per gli amici) è documentato dal video del sistema di sorveglianza interno al reparto, sequestrato dall’autorità giudiziaria ed acquisito agli atti del processo in corso di svolgimento.

Il video dell’orrore mostra che Francesco – collaborativo e per nulla aggressivo al suo ingresso in reparto – viene contenuto mentre è addormentato perchè pesantemente sedato con potenti psicofarmaci.

http://www.youtube.com/watch?v=JilhOC5XNrI

LAMPEDUSA E MIGRANTI: STUDIO PIRATA TRA ROE E ACCOGLIENZA.

abbiamo voluto sviluppare uno studio approfondito legislativo per capire realmente cosa implica il discorso “migranti”, partendo da un analisi finanziaria globale.

lo studio e’ in essere, chi vuole partecipare, e ritiene di averne le competenze e la conoscenza, e’ invitat* a contattarci.

*DUE NOTIZIE*

1. 11 settembre 2013 attualita/aumentano-i-super-ricchi-nel-mondo-ed-anche-italia.
<http://www.minformo.it/12384/attualita/aumentano-i-super-ricchi-nel-mondo-ed-anche-italia.html>

2. 13 ottobre 2013 *Strage di Lampedusa*, i morti salgono a 360

<http://www.lettera43.it/cronaca/strage-di-lampedusa-i-morti-salgono-a-360_43675110927.htm>

Nell’arco teso tra queste due notizie andiamo a cercare le ragioni profonde della strage.

*Il ROE*

E risaliamo ai secondi anni settanta, quando inizia la liberalizzazione dei capitali.

Il processo passa per la deregulation;

in Europa è completo con Maastricht:

“Trattato di Maastricht, Unione Europea 1992:

– *liberalizzazione dei movimenti di capitali… è un principio assoluto*,

che si applica nei rapporti tra gli Stati membri e tra questi e i paesi terzi.

(1) I capitali sono sottratti a controlli e vincoli degli stati; sono liberi di muoversi.

Si internazionalizzano.

Si intrecciano tra loro, eliminano la distinzione tra funzioni della finanza, quelle con le assicurazioni.

Qualunque accumulo può unirsi agli altri e cercare incremento.

Di qui, e nell’incrocio con la digitalità, si forma un meccanismo autoreferenziale di grande potenza.

I capitali si muovono esclusivamente secondo la propria logica:

incrementarsi.

Quali che siano i costi per altri portatori di interesse,

Un unico interesse può essere rappresentato: il ROE, Return On Equity.

E’ strano questo termine: Equity, che in ambiente anglosassone dà il nome al patrimonio proprio.

Noi la chiamiamo Remunerazione del capitale proprio;

ma è meno elegante e meno benedetto da dio.

Se il ROE è minore che altrove, il capitale ti molla, e tu sei seduto per terra.

Quindi il livello di ROE diventa il faro delle decisioni, la bussola.

Nessun altro interesse può essere rappresentato;

organismi di mediazione come gli stati nazionali vengono surclassati.

I diritti tramontano; tanto per dirne qualcuno:

– diritto al lavoro: la disoccupazione tra i giovani è del 40%.

– diritti sul lavoro: dal precariato – così necessario! – fino agli esodati, e così via, nei paesi come il nostro dove la cosiddetta crisi colpisce.

Nel sud del mondo? I diritti? Il diritto d’asilo? e ci avviciniamo a #LAMPEDUSA

*ALGORITMO, COMPUTER E SCELTE*

Ma diamo un’occhiata alle dinamiche violente dei capitali in libero movimento.

Ci affacciamo su un cratere che ribolle. I “mercati”.

Ne parleremo meglio su questo blog, vale la pena.

Qui, qualcosa:

– masse di capitali si spostano liberamente, puntando il miglior ROE, da un luogo all’altro del pianeta con un clic, per rispostarsi dopo poche ore o minuti;

– siamo arrivati al commercio automatizzato dei titoli: velocissimo e superdigitale.

le transazioni in tempo reale (spot) sui cambi di valuta hanno raggiunto cifre immense (migliaia di miliardi dollari AL GIORNO);

il trading algoritmico o flash trading consente il trattamento di migliaia di ordini AL MINUTO;

è il computer – l’algoritmo – che orienta le decisioni.

Al computer non importa niente se si tratta di bombe o medicine.

La direzione automatizzata degli investimenti chiude il discorso sulla responsabilità sociale degli investitori.

L’economia reale è travolta:

le sue transazioni sono l’1,5 per cento del totale.

2008: PIL totale del mondo: 60 migliaia di miliardi; transazioni totali: 3688 migliaia di miliardi.

Sopra a beni e servizi (economia reale) turbinano stormi di capitali “liberi” (loro sì) e affamati di ROE.

“NORD” E “SUD” DEL MONDO.

Ora, si dà il caso che il “nord del mondo” porti avanti nel “sud del mondo” tutta una batteria di operazioni ad alto ROE.

Non ultima, certo, le armi.

Commercio legale e traffico illegale, tutt’e due di alto volume e di alto gradimento per il ROE.

(Su questo blog lo documenteremo).

Qui solo un piccolo dato:

continente Africano, ultimi dieci anni:

+ 110% acquisto legale armi; il mercato illegale non fornisce cifre.

Ma se il “nord” dovesse accollarsi i costi umanitari di guerre, fame, destabilizzazioni, il ROE si deprime.

Il gioco salta.

Irak: 4,5 milioni di profughi – loro diritto d’asilo – costi immensi.

Darfur, Somalia, Eritrea, Libia, Siria, il martirio di Gaza: commercio e traffico d’armi, alto ROE;

petrolio, potere;

milioni e milioni di aventi diritto all’asilo:

I diritti umani hanno – avrebbero – costi immensi.

Nessun altro interesse che non sia il ROE può oggi essere rappresentato (ci sono eccezioni, paesi ricchi che salvano lo stato sociale.

Paesi ricchi, nord Europa, garanzia di ordine e buon bisnes).

*DIRITTO ALL’ACCOGLIENZA*

Il diritto internazionale impegna a accogliere – rifugiati, così definiti:

* *Individui che, per ragioni essenzialmente politiche, ma anche economiche e sociali, sono costretti ad abbandonare lo Stato di cui sono cittadini e dove risiedono, per cercare rifugio in uno Stato straniero – aventi diritto d’asilo.

Si definisce diritto d’asilo il diritto alla protezione accordata da uno Stato a individui che intendono sottrarsi nello Stato di origine a persecuzioni fondate su ragioni di razza, religione, nazionalità, di appartenenza a un particolare gruppo sociale o di opinioni politiche.

Ora, il punto è che il diritto all’accoglienza si esercita nel paese d’arrivo.

Dove il migrante arriva.

* Non devono *arrivare.*

*NON DEVONO ARRIVARE*

Ed ecco FRONTEX:

113 navi, 22 aerei, 26 elicotteri, radar. Il braccio armato dell’Unione Europea. Fortezza Europa.

Esternalizzazione delle frontiere. Respingimenti in mare. Campi di concentramento.

Dopo la strage, come confondi i cervelli:

*Letta*:  «Serve un cambio radicale. L’Europa deve *rafforzare **Frontex*».

Un cambio radicale? Tutti vogliono Frontex.

Lampedusa: Catania si candida per sede *Frontex*

<http://www.euractiv.it/it/news/sociale/7910-lampedusa-catania-si-candida-per-sede-frontex.html>

Le misure: Parte l’operazione anti sbarchi: l’emergenza costa 210 milioni

<http://www.ilgiornale.it/news/interni/allarme-immigrazione-missione-958507.html>

Pare li levino ai pensionati per passarli alla Difesa…

Difesa.

Dove le tragedie servono:

la “crisi” impediva l’aumento dei finanziamenti alla Difesa; ecco qui nuovi 210 milioni.

*LE NOSTRE LEGGI* (DA SVILUPPARE approfondimento, work-in-progress)

Martelli, 1990;

Turco-Napolitano (introduzione dei CIE);

Maroni (in vigore 8/8/09 Immigrazione:

Legge Maroni E I Bambini fantasma)

<http://passineldeserto.blogosfere.it/2009/07/immigrazione-legge-maroni-e-i-bambini-fantasma.html>

Bossi-Fini una sequenza agghiacciante di leggi xenofobe: ognuna aggiunge orrori.

Martelli: socialista figlioccio di Craxy

Turco Napolitano: PD

Maroni: Lega (ma anche Alfano c’ha messo del suo)

BossiFini: ancora Lega e destra, un bell’assortimento.

NON e’ *solo* la BOSSI-FINI. vi stanno prendendo per il culo

http://video.ilsole24ore.com/TMNews/2013/20131013_video_14405395/00014791-immigrazione-il-governo-si-spacca-sulla-legge-bossi-fini.php

*PROPOSTA*

Ora parlano di corridoio umanitario; ma il ROE non lo vuole.

Nè vuole l’abolizione reale della Bossi-Fini o di quant’altro.

Inchiodiamoli alle loro dichiarazioni, apriamo un OSSERVATORIO MIGRANTI – con tutti quelli che lavorano al tema “migranti” (tantissimi!)

a tutti quelli che ci vogliono lavorare:

presidente JOJO.

A specchio: ROE e bare.

ROE, redditività del capitale investito, bisnes, calcolo costi/guadagni.

Diritti umani, diritto d’asilo dei profughi di guerra e della fame: costi alti.

Il ROE crolla.

Annientare i migranti. Infinite bare.

Eclecticism Now!

Quando tematiche non correlate fra loro potrebbero....

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