Archive | #fuffa_pollitica RSS for this section

un Samir, come tanti. troppi.

Samir …

https://en.wikipedia.org/wiki/Samir

nomi che arrivano dal cd. Oriente, per noi che ci chiamiamo Pietro, Paolo, e Giovanni, cosi’ cari al Pontifex, in posti lontani dal nostro tram quotidiano, come Kobane, Syria, etc. mettono nomi differenti.

ma sempre razza di typo Humans, si parla, su questo Pianeta.

questa lettera e’ stata trovata in tasca ad un Samir, di 20 anni. arrivato morto dal suo viaggio della speranza in Europa.

la speranza che lo ha animato e gli ha dato il coraggio per imbarcarsi in un punto interrogativo che si pone alla meta’ esatta tra la vita e la morte.

questo post arriva da un appello in Facebook, e diosololosa quanto ODIO PROFONDAMENTE questo sharare dei CAZZI NOSTRI, corredati di nomi e cognomi,

dentro quel contenitore misto tra gggienti random,  Postale e Intelligence.

ma Samir merita di non vedere dissolto nel nulla pneumatico di un fecciabuco, la sua speranza, il suo grido di dolore, e il suo amore.

eccovela:

Mio adorato amore, per favore non morire, io ce l’ho quasi fatta. Dopo mesi e giorni di viaggio sono arrivato in Libia. Domani mi imbarco per l’Italia. Che Allah mi protegga. Quello che ho fatto, l’ho fatto per sopravvivere. Se mi salverò, ti prometto che farò tutto quello che mi è possibile per trovare un lavoro e farti venire in Europa da me. Se leggerai questa lettera, io sarò salvo e noi avremo un futuro. Ti amo, tuo per sempre Samir”.


Samir, Egiziano 20 anni, arrivato cadavere a Pozzallo. Aveva questa lettera in una busta di plastica sigillata, che è stata tradotta dalle autorità italiane.
Purtroppo, lui non ce l’ha fatta e non ha potuto spedire questa lettera.

questo message in a bottle puo’ arrivare al suo amore. all’amore di tanti che come lui non ce l’hanno fatta, e hanno persone care che aspettano, invano, un cenno.

la freccia e’ scoccata.  vola libera tra le macerie di questa Infernet-Idiocracy, in cui ci hanno RECLUSO.

[credits to Vax, family formal center Ciesseoa SansPapier]

da un posto sicuro piu’ referenziale di questo, stesso post, del 19 settembre 2014:

http://www.huffingtonpost.it/2014/09/19/lettere-damore-migranti-morti_n_5847876.html

 

 

 

 

 

 

della Boschi, lo Studente, l’Ateneo di Catania, e il “Magnifico” Rettore

porto fuori dal Fakebook, dove tutto si riduce a chiacchere da bar aka  casalinga di Voghera, questa analisi che trovo assolutamente conforme che centra il CORE dell’enorme fuffa politica in cui ci ritroviamo nostro malgrado, incastrati.

mi riferisco ai 2 video che circolano in rete questi giorni,  del cd. “incontro” presso l’Ateneo di Catania http://www.scuolasuperiorecatania.it/incontro-con-lon-maria-elena-boschi/ 

tra:

Maria Elena Boschi, Ministro per gli Affari Costituzionali.

lui, lo studente,  Alessio Grancagnolo.

e l’analisi/commento assolutamente perfetto e inlinea (IN-TOPIC) di Andrea Fontana:

Sui contenuti, la risposta della ministra Maria Elena Boschi è complessivamente penosa, con particolare riguardo alle critiche/timori, sollevate dallo studente Alessio Grancagnolo (e da fior di costituzionalisti) relative al rischio di instaurazione di una “democrazia di investitura” / “premierato assoluto”.
Al di là dei contenuti, la ministra ha impostato la sua intera risposta sulla base di un trucco retorico profondamente disonesto, visibile nel seguente scambio (prima riporto lo scambio, poi lo commento):

MINUTO 2.05. STUDENTE:
La Corte non mette in dubbio la legittimità G I U R I D I C A delle camere (sebbene qualche costituzionalista obietti che le attuali camere non possano spingersi fino alla revisione costituzionale).

Ma il vero problema è un altro: che legittimità P O L I T I C A ha un parlamento eletto con una legge incostituzionale? E soprattutto che legittimità P O L I T I C A ha questo parlamento di nominati nell’attuare la più grande riforma della Costituzione della storia di questo paese, che con la modifica di 51 articoli della Carta va ben oltre l’ordinaria amministrazione?”

MINUTO 9.39. MINISTRA:
“Primo tema che viene posto nell’intervento: legge elettorale dichiarata parzialmente illegittima dalla Corte Costituzionale nella famosa sentenza numero 1 del 2014, quindi illegittimità di questo parlamento a votare e a decidere sulle riforme costituzionali. Credo che onestà intellettuale imponga di leggerla tutta, la sentenza della Corte Costituzionale, che chiarisce che questo parlamento è perfettamente legittimato (a prescindere dalle considerazioni politiche che ci possono essere da parte di alcuni esponenti o da parte di alcuni cittadini). Lo ha detto la Corte Costituzionale. Quindi se ha ragione quando ci dice che una parte è illegittima (della legge elettorale), deve avere altrettanto ragione quando ci dice che questo parlamento è perfettamente legittimato a svolgere la propria funzione legislativa, senza limiti e vincoli di alcuna sorta. Quindi questo parlamento può legiferare; può legiferare in ogni materia, comprese le riforme costituzionali.”

COMMENTO:
La ministra ricorre a un disdicevole artificio (o insieme di artifici) retorico: mette in bocca allo studente ciò che lo studente non ha detto, passa a criticare questa immaginaria tesi, ed elude la risposta alla vera domanda.
Lo studente, infatti, aveva distinto con grande attenzione la legittimità giuridica da quella politica, sottolineando che la prima non è messa in dubbio, e che il problema è invece la seconda, spronando/sfidando la ministra a rispondere in tal merito. Nella sua risposta la ministra, ricapitolando le posizioni dello studente in modo distorto, fa intenzionalmente cadere quella distinzione nettamente tracciata, e risponde parlando di legittimità tout court, ma dando risposte che avrebbero senso solo se lo studente avesse messo in dubbio la legittimità giuridica.
In questo modo la ministra ad ogni effetto mette surrettiziamente in bocca allo studente ciò che egli ha esplicitamente negato (ossia che il parlamento fosse giuridicamente illegittimato ad approvare la riforma), cerca di smontarne l’intero discorso confutando quest’ultima tesi artefatta, elude totalmente la richiesta di rispondere alla domanda/provocazione sul punto politico, e addirittura rivendica questa elusione dicendo “a prescindere dalle considerazioni politiche”.

Come “a prescindere dalle considerazioni politiche”? Ma se proprio su quello era stata interrogata e pungolata!

Infine il Rettore Giacomo Pignataro è . S E N Z A . V E R G O G N A.
A tutti gli effetti ha – con voce rotta dalla tensione – censurato il ragazzo, allorquando questi ha (giustamente e coraggiosamente) parlato di “tour propagandistico” negli atenei italiani. Quando si dice: avere una coda di paglia grande come una casa…

LO SCAMBIO TRA LA MINISTRA E LO STUDENTE, DA CUI HO ESTRATTO LE CITAZIONI QUI SOPRA:
https://www.youtube.com/watch?v=5REmBkEL8Rs

L’INTERA CONFERENZA/FINTO-INCONTRO:
http://livestream.com/…/579…/events/5372623/videos/123128394
(l’incipit del rettore Pignataro, con velata incensatura del governo del “cambiamento”, è perfino un po’ imbarazzante).

– – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –
– – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –

POST SCRIPTUM:
Comunque faccio notare che il “format” (format???) dell’evento non era quello di una “conferenza”, bensì esplicitamente quello di un “incontro” tra allievi, docenti e ministra, sul tema “le riforme costituzionali”.
Eccone la prova: http://www.scuolasuperiorecatania.it/incontro-con-lon-mari…/
Pertanto la pretesa (tanto del rettore dell’Università di Catania, quanto di molti detrattori dello studente) che non vi sarebbe stata censura poiché l’evento non prevedeva un contraddittorio, è destituita di ogni vero sostanziale fondamento.
Altrimenti non lo si sarebbe dovuto chiamare “incontro” allievi-docenti-ministra (come ha invece fatto ufficialmente la Scuola Superiore di Catania, organizzatrice dell’evento insieme all’Università).

Lo si sarebbe dovuto piuttosto chiamare “conferenza”, “esposizione”, “illustrazione”…
O forse lo si sarebbe potuto anche chiamare con quel nome che tanto ha fatto innervosire il rettore: “tour propagandistico”.
A quel punto nessuno avrebbe potuto sollevare l’accusa di censura.
10 minuti, per una voce dissenziente ma argomentante, potevano essere concessi, tanto più che era l’ultimo intervento in programma.

POST POST SCRIPTUM:
Noto comunque che a tanti commentatori sta sfuggendo il contesto dell’evento, parlandone come fosse un incontro di natura meramente tecnica/culturale/giuridica, su una riforma che abbia ormai passato tutte le fasi necessarie per essere definitivamente e completamente operativa, e che debba essere soltanto spiegata.
No. Chi la pensa così si sta perdendo completamente il contesto politico.
La riforma costituzionale, infatti, sarà oggetto di una consultazione referendaria popolare.

E, proprio per informare i cittadini-elettori e metterli in condizione di decidere, a breve comincerà la campagna referendaria vera e propria dei due comitati contrapposti: quello per il “sì” e quello per il “no”.
Eventi di questo tipo, venduti come “incontri” tra allievi, docenti e ministra (ma che in realtà si strutturano come conferenze con ruoli, spazi e tempi nettamente distinti e asimmetrici), configurano una propaganda de facto nel momento in cui – in contraddizione con la pretesa di essere “incontri” – non prevedono il contraddittorio e non mettono a confronto paritariamente le ragioni del sì e quelle del no (ci voleva tanto a chiamare, ad esempio, un Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale, e farlo sedere accanto alla Boschi?).

POST POST POST SCRIPTUM:
Ho notato che c’è chi contesta la sensatezza dell’espressione “legittimità politica”, sostenendo che non significhi nulla o quasi nulla, e che pertanto la Boschi non avrebbe potuto che rispondere come ha risposto, in quanto non vi sarebbe altra legittimità se non quella giuridica.
Due osservazioni a tal proposito.
Prima: il tema può essere interessante e meritevole di venir sviscerato, ma nel caso che qui discutiamo esso non costituisce in alcun modo un buon argomento a favore della Boschi e contro il ragazzo.

La Boschi, infatti non ha per nulla mosso tale obiezione (vacuità semantica dell’espressione “legittimità politica”), ossia non ha detto:

“guardi che legittimità politica non significa nulla, quindi tutto deve esser riportato a quella soltanto giuridica, e su tale piano noi eravamo perfettamente legittimati a fare questa riforma”.

No. Boschi ha capito bene cosa diceva il ragazzo, non ha contestato la sua terminologia e relativa pregnanza/sensatezza, e ha invece truccato le carte, fingendo di non aver colto la distinzione da lui invocata (legittimità politica VS legittimità giuridica), mettendogli in bocca l’esatto opposto di quanto il ragazzo aveva detto, e attaccando quest’ultima (fantasiosa) tesi per attaccare lui (che tanto non avrebbe avuto, come si è visto, diritto di controreplica per denunciare il basso trucchetto).
Seconda osservazione: non è così semplice liberarsi del concetto di “legittimità politica”, pretendendo che sia vuoto o, tutt’al più, risolvibile totalmente in quello di legittimità giuridica.
A tal proposito invito coloro che conoscono un po’ di filosofia politica a richiamare alla mente teorie come quella della nascita dello stato secondo Thomas Hobbes, e a cogliere come il problema che questo tipo di teorie si pone è proprio quello della legittimità politica del potere, legittimità che si colloca – sia cronologicamente sia logicamente – prima di quella giuridica (e che anzi la fonda).

Invito invece coloro che poco masticano di filosofia politica a leggere quanto detto nell’articoletto https://it.wikipedia.org/wiki/Antropologia_politica nel paragrafetto “legittimità politica”.

 

cookies law: Per sapere se aprire quella porta, devo aprire quella porta

uno scritto simpatico, da Giorgio Giunchi:

1.

Se un pubblico funzionario mi ferma sull’ uscio di casa mentre mi
avventuro, guarda un po’ te’, per strada, e mi chiede dove sto andando,
gli chiedo perche’ me lo chiede.

2.

Se mi risponde che me lo chiede per via di una legge d’ Italia [la culla
del diritto] organica a direttive d’ Europa, “la regione del mondo
dove e’ più elevata la tutela costituzionale dei dati personali”
come recita con misurata modestia il preambolo di

http://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/upload_file/upload_files/000/000/187/dichiarazione_dei_diritti_internet_pubblicata.pdf

gli rispondo

3.

Gli rispondo che vado al piu’ vicino ufficio emigrazione per trasferirmi
in lande selvagge e incivili, dive i miei diritti siano assolutamente
non tutelati.

4.

Esiste da qualche tempo una roba che si chiama internet.

Un protocollo internet si chiama HyperText Transfer Protocol

Le cui specifiche sono elaborate e mantenute dalla Internet Engineering
Task Force

tramite specifici documenti, a partire da
“Hypertext Transfer Protocol — HTTP/1.0”

https://tools.ietf.org/html/rfc1945

Ma sempre nella Culla del Diritto del Continente dei Diritti ecc.

“ci si sono messi in mezzo”.

Esecutivamente da un memorabile giorno d’ inizio giugno 2015, d.C. ,
sempre per tutelare me, quando esco di casa per andare
telematicamente dove non si sa,

per metter piede in internet,

devo “staccare il biglietto”

esprimere “consenso” “informato” si/no

e “prima” leggere le limpidissime pagine

http://www.senato.it/4570
http://www.camera.it/leg17/69?testostrumenti=12
http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/1311248#articolo13

con annessi tutti i plurilingui non meno limpidi puntatori,

infine fare il magico clik, primo di una sequenza del labirinto di Borges,
ovviamente

5.

Per sapere se aprire quella porta, devo aprire quella porta

in commosso aggiornamento di Epimenide che disse che tutti i greci mentono,
se diceva la verita’ mentiva, se mentiva diceva la verita’.

6.

Non sono uno degli apocalittici, tanto per capirci, sono peggio che
integrato, sono un reazionario.

Siamo tutti colpevoli, siamo tutti complici, e come diceva Bruno de Finetti
ch’ era un genio, siamo tutti imbecilli, ma non facciamone un culto.

7.

E meno male che c’e’ qualcuno ancora qualcuno che demistifica,
provoca, si espone personalmente mettendoci la faccia, il nome e
cognome, provate ad aprire

http://blog.quintarelli.it/

grazie quinta

8.

Ad oni buon conto, essendo io reazionario, tutte le pagine

cctld.it
public.it
rfc3271.org
quadernionline.it

le faccio a manetta, con notepad, in un html di quando i cookie
nemmeno esistevano

Per cui se qualche pubblica amministrazione intima a me di inserire nelle
mie pagine linee di codice banner disclaimer a tutela dei diritti
delle persone, gli rispondo.

9.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

http://cctld.it/DISCLAIMER/doc/DeFinetti_Manifesto_1965.pdf

giorgio

::::::::::::::::

/ we love Bruschetta, not cookies

 

Cannabis, autoproduzione e cura. inline: VICE su SkyTG24: cime di Stato

Il titolo e’ gia’ un programma.

Italia: “cime” di Stato a cui in fondo di persone e pazienti frega zero,  in corsa per occupare il posticino appena semiliberato  “ancelle del sacro fuoco protezione scema uso di $cime$ di Cannabis”. 

il motivo e’ sempre lo stesso. il solito, vecchio, inutile, dannoso, ma navigato monopolio di [cime] di Stato.

Una fissazione ridicola, da malati mentali immaginari, fomenta queste “cime”:

l’appropriarsi di autodeterminazione, liberta’, diritto alla cura, E uso ludico di questa meravigliosa Pianta.

cuore di canapa

Nella puntata VICE, su SkyTG24, ha voluto (tentato?) indagare sul tema della legalizzazione dell’uso della cannabis
per scopi terapeutici. additando l’uso (e ABUSO) da parte del cd. “Stato” Italiano, MA di fatto non assumendo una posizione PRECISA, di cui il servizio-denuncia risulta monco, cosi’ descrivono:

Sempre più paesi stanno rivedendo le politiche sul consumo e la vendita. In Italia intanto il mercato nero della cannabis, sotto forma di hashish  o marijuana, vale 3 miliardi di euro, e sembra lontana la possibilità di legalizzarla.
Chiara Galeazzi e’ stata inviata in Marocco, da cui proviene la maggior parte dell’hashish consumato in Italia, e negli stabilimenti italiani dove verrà coltivata la marijuana a scopo terapeutico.

Ne risulta quindi che ad oggi chi si autoproduce la Cannabis venga pedissequamente additato, e non se ne esce.

quando in realta’ rappresenta un avanguardia.

lo commenta Mefisto, [www.assonabis.com/it/alessandro-mefisto-buccolieri/], e ci sta poco da aggiungere:

[chi autoproduce, sia per uso terapeutico che ludico, supplisce alla colpevole latitanza di uno Stato che si definisce “di diritto”, mentre fugge dai propri doveri, criminalizzando e obbligando alla clandestinita’ quei suoi cittadini che dovrebbe invece assistere, sostenere, e proteggere perche’ versano in stato di malattia.

Persino l’O.M.S. afferma che è un diritto di ogni essere umano in condizione di malattia fare tutto il possibile per alleviare le proprie sofferenze, dice ogni cosa possibile e non ogni cosa legale.

Sono convinto che coltivarsi le proprie piante sia un diritto universale dell’umanità, e chi e’ malato,  solo se volesse, a differenza della cittadinanza non sofferente, avrebbe un diritto un più, in un vero stato di diritto.

Dovrebbe essere dovere dello Stato che così si definisce, il farsi garante del vostro diritto, garantendo le vostra necessità e fornendovi la verde terapia, anche se non poteste o voleste coltivarla.

La testimonianza di Claudia [intervistata nel video di VICE] invece prova che, perfino per chi ciò è ufficialmente riconosciuto e prescritto, questo diritto rimane una chimera da conquistare, inseguendola faticosamente tra infinite peripezie a discapito della continuità terapeutica.

Se un diritto riconosciuto sulla carta rimane inapplicato per le colpe di uno stato inadempiente dei propri doveri, appare ovvia e indiscutibile l’equazione “di necessità virtù” e le possibilità sono solo due:

rinunciare alla terapia o autocoltivarsela perche costretti, per necessità e non per il piacere.

A chi acquista il Bedrocan e a chi si autocoltiva il fabbisogno alla cura:

sono due aspetti inscindibili dello stesso fenomeno di causa e effetto,  paralleli e consequenziali, giocano nella stessa squadra e in termini calcistici, l’affondo di uno tiene in gioco l’altro, evitandogli il fuorigioco.

I nemici sono altrove, il loro fine è il profitto e lo strumento è il monopolio.

Hanno fondato un finto CSC, non coltivano nulla ma hanno registrato una SRL in attesa di poter distribuire, in regime di monopolio, Cannabis Terapeutica alle cliniche, ospedali e pazienti, come chiaramente descritto nel loro statuto.]

CSC, che al contrario sono la dimostrazione di come cooperazione e autoaiuto siano aspetti fondamentali e imprenscindibili dell’essere umano. la storia della nascita dei CSC parla chiaro, ad oggi riconosciuti in paesi evidentemente piu’ all’avanguardia, mentale, della nostra dismessa Italia.

per approfondire, da ENCOD e FreeWeed: http://freeweed.it/encod-cannabis-social-club-europei/

e anche un articolo proprio di VICE, del 2 febbraio: http://www.vice.com/it/read/cannabis-social-club-italia-986

marijuana-microscope-04-22-720x340

CIC – Cannabis Italian Club, fuori i mercanti dal tempio

nefandezza_mode:

http://droghe.aduc.it/articolo/accordo+ministri+della+difesa+sanita+cannabis_22571.php

Mefisto in action (daje):

Ringrazio gli/le attivisti/e di FreeWeed per averci segnalato l’ultima nefandezza dei soliti noti della solita associazione

che porta in cinque lettere il nome di un attrezzo simile all’accetta.

Associazione alla quale questo genio del Dott Gatti appartiene, dato che la ha rappresentata alla ultima riunione di ENCOD a fine settembre.

http://droghe.aduc.it/articolo/accordo+ministri+della+difesa+sanita+cannabis_22571.php

Particolarmente descrittivo del loro modo di affrontare il tema e’ il disegno alla tredicesima delle 16 pagine della slide,

lo schermo di un pc nel quale appare la parola “BUSINESS” con al fianco il disegno stilizzato di un sacco con sopra il simbolo del dollaro:

protocolloecsc-141011120204-conversion-gate02

Il “Dott. Giorgio Gatti” (ASCIA) insiste nel proporre il modello della tassazione per la licenza ( concessione governativa) di coltivazione,

loro noto pallino fisso, ma va addirittura oltre;

la immagina anche per i CSC, immagina anche che, nel caso ci si arrivasse, bisognerebbe coltivare solo i semi acquistati, assieme alla licenza di coltivarli, dall’Istituto Militare di Firenze, che ovviamente deciderebbe anche quali varietà sarebbero coltivabili.

“5. I Canabis Social Club: finalità sociali” (pagina 11 delle 16 della slide)….” I CSC rappresentano la forma associativa di acquisto dei semi per la coltivazione di gruppo di cannabis”. “L’istituto Militare di Firenze accetta e raccoglie le richieste di acquisto della LICENZA ALLA COLTIVAZIONE PER SEMENTI DI CANNABIS rilasciate con l’acquisto dei semi”….

Che dire? Speriamo nel buon gusto di chi dovrebbe decidere le varietà dei semi acquistabili e coltivabili dai CSC, chissà se saranno semi di varietà anche psicoattive e con quali percentuali di principio attivo..

Poi nella dodicesima pagina aggiunge “la possibilita’ degli utenti di fornire nuove varietà all’istituto militare attraverso la ricerca scientifica dei Social Club registrati”

????

Ma come e con quali genetiche se le uniche coltivabili legalmente sarebbero quelle acquistabili dall’Istituto Militare?

Ottenendo ibridi tra le diverse varietà dall’Istituto concesse in vendita?

Complimenti, riescono ancora a stupirmi con effetti speciali, mai avrei immaginato di citare, io che sono ateo da sempre, un episodio della vita di Gesù narrata dai vangeli canonici:

la cacciata dei mercanti dal Tempio.

Fuori i mercanti dal Tempio, i CSC sono altro, respingiamo gli squali che assaltano la Cannabis, per noi è una pianta da liberare da ogni monopolio per restituirla all’umanità, per loro è solo un business.

cuore di canapa

di DROGAH, Carlo Giovanardi [sic.!] e PresaDiretta su RAI3

dal Facebook:

Schermata-2

 

 

Carlo Giovanardi attacca la trasmissione di Rai3 “Presa Diretta” e la puntata sulla cannabis nella quale ci sono state “vergognose faziosità”.

“La trasmissione PresaDiretta di Riccardo Iacona sulla cannabis è stata una vergognosa operazione di faziosità, disinformazione, menzogne e tesi unilaterali a spese dei contribuenti. E’ intollerabile che la Tv di Stato si presti a queste operazioni sulla pelle delle vittime dirette e indirette delle tossicodipendenze su cui si sta operando una sfacciata operazione promozionale delle multinazionali che intendono moltiplicare i loro profitti sulla commercializzazione della cannabis, scaricando i costi socio sanitari sulla collettività”, ha affermato Giovanardi, sottolineando, in una nota, di aver “fatto verbalizzare al funzionario di turno” questa “protesta da girare al curatore della trasmissione” andata in onda ieri sera su Rai3, nonché al presidente e al direttore della Rai.

Riccardo Iacona risponde alle accuse di Carlo Giovanardi:

Non si capisce con chi ce l’abbia il senatore Carlo Giovanardi.

Forse con i cittadini del Colorado che hanno scelto con un referendum di legalizzare l’uso della cannabis a scopo ricreativo?

Con quelli dello Stato di Washington che hanno scelto la stessa strada ?

Ce l’ha con i 22 Stati che negli USA hanno legalizzato la coltivazione e l’uso della cannabis a scopo medico?

O se la vuole prendere con il Presidente Mujica che in Uruguay ha deciso che sia direttamente lo Stato a coltivare e a vendere la cannabis ai consumatori ?

A questo punto perche’ non prendersela anche con Kofi Annan, ex segretario generale delle Nazioni Unite e con Javier Solana, ex ministro degli esteri dell’Unione Europea che hanno firmato un documento in cui chiedono all’ONU che le politiche sulla droga siano improntate

alla “depenalizzazione del consumo personale ,

alla riduzione del danno

e alla regolazione legale della produzione e del consumo delle sostanze psicoattive”

e con tutti quelli che nel mondo pensano che le politiche proibizioniste abbiano sonoramente fallito.

Noi a PRESADIRETTA abbiamo fatto semplicemente il nostro lavoro, rendendo conto di quello che sta succedendo intorno a noi.

Ma abbiamo fatto anche di piu’:

abbiamo raccontato come sia aumentato l’uso delle droghe tra i ragazzi nel nostro Paese e il fatto che abbiamo il triste primato europeo del poliabuso,

come i nostri ragazzi, cioe’, si droghino con il maggior numero di sostanze contemporaneamente e con enormi danni per la loro salute, fisica e psichica.

Questo si’ e’ un vero fallimento delle politiche sulle droghe nel nostro Paese.

Ed e’ stato il senatore Carlo Giovanardi, ad informare queste politiche, con la sua Legge.

Se con quella Legge intendeva “liberare il mondo dalla droga” e allontanare i ragazzi dall’uso delle sostanze, gli ultimi dati usciti oggi nella relazione annuale al Parlamento sulle droghe del 2014, che parlano di aumento dell’uso di sostanze da parte dei giovani e giovanissimi , certificano il fallimento concreto delle politiche italiane di contrasto al consumo di sostanze stupefacenti .

Se veramente abbiamo tutti a cuore la riduzione del consumo di droga da parte dei ragazzi e la promozione di stili di vita salutari , conviene decisamente cambiare strada .

Ma questo e’ materia di dibattito, a noi giornalisti il compito di raccontare la verita’ e tutta la verita’, altro che “faziosita’”, “disinformazione” e “menzogne”.

Infine, le centinaia di donne e di uomni che sono finiti in carcere in applicazione della Legge “Fini – Giovanardi” e che adesso stanno uscendo perche’ ai sensi delle nuove norme quella pena e’ considerata illegittima, come con competenza ci ha raccontato il giudice Francesco Maisto, presidente del Tribunale Di Sorveglianza di Bologna, forse meritano , quelle si, un gesto di scuse.

miao

 

 

 

Ho visto un programma in TV …

di Glauco Benigni.

programmitv_televisionando

“Ho visto un programma tv in cui una specie di papera di lusso travestita da conduttrice introduceva garrula un servizio fatto alla Caritas di Milano.

Nel filmato veniva intervistato un signore che aveva perduto il posto di lavoro e faceva la fila per un piatto di minestra insieme ai barboni classici …

la fabbrichetta in cui lavorava era stata costretta a chiudere a causa della impossibile concorrenza con i competitor multinazionali.

La papera si commuoveva, poi si indignava e chiedeva commenti a 3 uomini politici presenti in studio.

Però prima, tutta arzilla, “lanciava la pubblicità”.

Andava in onda uno spot demenziale in cui si promuoveva proprio quella merce multinazionale che aveva sottratto quote di mercato alla fabbrichetta.

Nè la papera né i politici (tra i quali uno che aveva presentato resoconti spese per rappresentanza pari a 30.000 Euro di cene in un anno) notavano l’assurda relazione tra i fatti narrati e la pubblicità.

Tronfi e sereni continuavano ad azzuffarsi dando della crisi in corso le solite banali interpretazioni da tifosi, tipiche del Bar Grand Italia.

Purtroppo è vero :

molti giornalisti e molti politici non si accorgono proprio di ciò che accade intorno a loro.

Si comportano come sciacalli a caccia di tragedie da azzannare per trarne brandelli di verità a sostegno della propria visione ottusa.

Solo alcuni politici infatti sono veri delinquenti consapevoli, molti sono semplicemente affetti da nuove forme di stupidità contemporanea, da ebete ossequio al potere, dall’impossibilità a stabilire “connessioni”… vivono all’interno di matrix ammantati dalla loro supponenza.

In questa stagione di falsa democrazia le cose vanno così, si sa. Ma che tristezza .

 

c_rai_interruzione

 

 

sgombero Angelo Mai Altrove Occupato + contorno

ANGELO MAI ALTROVE OCCUPATO SEQUESTRATO PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE | CAPIAMO IL PERCHE’

March 25, 2014 at 6:08pm

ANGELO MAI ALTROVE OCCUPATO

SEQUESTRATO PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE

Capiamo il perché

 

La mattina del 19 marzo Roma diventa scenario di una grande operazione di polizia.

Vengono sequestrati 3 edifici: l’ex scuola Amerigo Vespucci in via delle Acacie e l’ex scuola Hertz in via Anagnina – entrambe riconvertite a luoghi abitativi dal Comitato popolare di lotta per la casa – e il centro di produzione culturale Angelo Mai Altrove Occupato. Quella stessa mattina circa 40 abitazioni vengono messe a soqquadro da perquisizioni a tappeto. Si tratta delle abitazioni di membri del Comitato Popolare di Lotta per la Casa e dell’Angelo Mai. Queste stesse persone vengono tenute in Questura per moltissime ore senza la possibilità di essere informate su quanto stesse accadendo. Questa spropositata e violenta operazione di polizia che vede coinvolti decine di agenti Digos, numerosi blindati disposti intorno agli immobili, carabinieri e quant’altro, è mossa dal pubblico ministero Luca Tescaroli. Il motivo? Accuse gravissime ai danni di attivisti della lotta per la casa e della produzione culturale indipendente. Secondo il p.m. si delinea infatti un quadro capitanato da Pina Vitale di associazione a delinquere, estorsione, violenza privata basato impropriamente su quote di fondo cassa e pratiche di gestione collettiva diffuse da sempre nel mondo autogestito delle occupazioni abitative. Queste quote hanno lo scopo di acquistare i materiali per convertire le vecchie aule in appartamenti dignitosi (20 appartamenti nella ex Amerigo Vespucci, 48 alla Hertz). L’Angelo Mai è fin dalla sua nascita legato alla lotta per la casa dalla convivenza, già nel 2004 nello spazio di via degli Zingari, con 25 famiglie in emergenza abitativa. Il nostro rapporto con quel mondo è rimasto forte al punto che gli occupanti della Hertz e di via delle Acacie collaborano stabilmente con noi e una dimostrazione di questo è la felice esperienza dell’Osteria di Pina. Questo rapporto forte, stretto e intenso è la base, secondo la Procura, di un’associazione a delinquere. Per noi è la base di un rapporto umano e politico molto prezioso, che mette a confronto generazioni, regioni del mondo, crescita comune dei nostri figli, pratiche di autogestione, in un orizzonte nuovo e solidale di gioia e di rivendicazione di diritti. Una comunità autogestita, allargata, aperta agli incontri e agli scambi.

L’attacco violento che stanno vivendo i nostri spazi e le persone coinvolte è una provocazione forte contro la nostra città, Roma, capitale di un Paese in pieno degrado, che nonostante tutto ha avuto la capacità di affermarsi come straordinario laboratorio di ricerca di linguaggi politici innovativi e forme di cittadinanza avanzate a fronte della totale assenza delle istituzioni.

E qui arriviamo al punto: l’amministrazione comunale – proprietaria dei tre immobili – apparentemente ignara di quanto stava per accadere nella città che governa, dice di avere le mani legate.

Le due occupazioni abitative sono state temporaneamente riprese dalle famiglie, ma vista la gravità dell’indagine in corso, siamo ben lontani dal poterne garantire la stabilità, a danno di chi ci vive che già manifesta forti traumi a riguardo.

Dopo essere stati svegliati da poliziotti che spaccavano porte e mobili, che non risparmiavano insulti razzisti e grida, ad oggi i bambini e le bambine della Hertz e dell’Amerigo Vespucci non vogliono allontanarsi dalle loro abitazioni per paura di non ritrovarle all’uscita da scuola. Certamente poi non sarà facile da superare il trauma del ricovero di Faris (è ancora all’ospedale Bambin Gesù), bambino di 5 anni affetto da grave disabilità al quale durante lo sgombero è stato negato il trattamento che lo tiene in vita; durante tutto il corso dell’operazione non è stato fornito alcun presidio di primo soccorso medico, nonostante la presenza di anziani e invalidi.

L’Angelo Mai resta sotto un sequestro gravissimo, che non riguarda solo i più comuni reati di somministrazione di cibi e bevande abusive, ma il concorso in un’associazione a delinquere descritta come irradiata e torbida, simile ad un’organizzazione mafiosa.

Parliamo di questo infatti: la procura sta procedendo contro tutte le nostre realtà come se fossimo dei criminali colpevoli di reati orrendi.

La domanda allora è: chi governa la città? La politica dov’è? Per quanto non possa intervenire nelle indagini della magistratura, è possibile che non sia in grado di tutelare e difendere le realtà di autogestione che svolgono un ruolo importante e prezioso colmando vuoti enormi legati al diritto all’abitare e all’accesso alla cultura della cittadinanza?

È possibile che questa amministrazione non sappia esprimersi in termini chiari e forti rispetto al tema dei diritti e della libertà?

Si vuole davvero autorizzare l’inizio di un tempo buio in cui polizia, repressione e paura dettino legge in città?

Ecco, per citare il nostro amato Fassbinder, la paura mangia l’anima.

La nostra anima è ben intatta e la vostra come sta?

 

#angelomainonsitocca #angelosubito #associazioneadelinqueremai
MP5 per ANGELO MAI ALTROVE OCCUPATO

Federico Aldrovandi: what about the truth – perche’ nulla vada perso – omicidi di Stato

di Federico Aldrovandi sono stati scritti  fiumi di parole, ma MAI come queste, la MEMORIA di chi e’ STATO, non puo’ andare perduta nei meandri del facebook.

// Post by Federico Aldrovandi.

Omicidi di Stato che coinvolgono tutti noi.

Condividiamo con voi le parole scritte da uno dei più cari amici di Federico, lette ieri in conclusione di una giornata molto importante.

“Una volta un giornalista mi domandò cosa avessi imparato dalla storia di Aldro. La domanda mi colse impreparato, non ricordo cosa risposi sul momento.

Forse che avrei dovuto ricordarmi di non finire mai morto ammazzato nelle mani della polizia, altrimenti avrei corso il rischio che Giovanardi mi desse dell’eroinomane su una TV nazionale, o qualcosa del genere.
In realtà, in seguito, pensai a lungo a quella domanda.

Che cosa avevo imparato dalla morte del mio amico? Credo di aver imparato che la gente ha paura delle cose sbagliate.
Dopo quell’infame pestaggio che costò la vita al mio amico, gli stessi poliziotti diffusero la notizia che Aldro fosse un bestione di due metri per novanta chili, tossicodipendente, dal collo taurino e con la schiuma che gli usciva dalla bocca per la rabbia.
Poco importa che tutto questo fosse falso, perché basta creare questo personaggio mostruoso, oscuro, inumano, per fare leva sulle paure più ancestrali e irrazionali delle persone e ottenere il loro consenso senza che facciano troppe domande.

Tanto che ancora oggi, in qualche bar della città, è possibile trovare qualche bifolco disposto a dichiarare che Aldro dopotutto se l’è cercata perché era drogato, brutto, grosso e cattivo.

Tutti abbiamo paura dell’uomo nero, dello sbandato, tossico, che ci aggredirà e deruberà in un vicolo freddo e buio quando meno ce lo aspettiamo.
Nessuno invece fa mai incubi ambientati in uffici in cui alte cariche dello Stato, sedute su comode poltrone, discutono quale sia la strategia migliore per insabbiare l’ennesimo brutale atto di repressione realizzato dalle cosiddette forze dell’ordine.

Nessuno fa mai incubi riguardanti depistaggi, omissioni di atti d’ufficio e favoreggiamento, riammissione in servizio di poliziotti che hanno disonorato la divisa con un omicidio.

Eppure è proprio questo genere di crimini ad avere un impatto devastante sulla nostra società democratica, ma non ci colpiscono emotivamente quanto lo spauracchio di un ipotetico brutto tipo che potremmo incontrare una sera.

Beh, forse faremmo meglio a scegliere con più cura i protagonisti dei nostri incubi. Perché mentre è piuttosto improbabile che qualcuno di noi venga mai aggredito da un fantomatico tossico in un vicolo buio, sarà molto più facile ritrovarsi in uno Stato autoritario e repressivo che ogni giorno concede sempre meno diritti ai suoi cittadini, troppo distratti dalle loro paranoie per rendersene conto.
Sta accadendo proprio ora.”

Paolo B.

da ROR, articolo per il sig. romafaschifo, degradoesquilino, etc.

https://www.ondarossa.info/redazionali/roma-f-schifo-indagini-blogger-al-sopra-ogni-sospetto

aggiungo qui solo un altro link, cosi’ si inquadra bene il personaggio, tale Tonelli, proprietario anche di degradoesquilino.com (e chissa’ di quanto altro ha insozzato la internet) che sicuramente scrive a seconda di cosa gli suggerisce il poliziottone rosa alla sua DESTRA:

http://www.degradoesquilino.com/2012/09/e-il-centro-sociale-sans-papier-okkupa-pure-il-nostro-marciapiede.html

di cui anche consiglio i COMMENTI , solo a stomaci strong.

i CSOA sono feccia, a dire di questo “signore”. UAU. chapeau.

e difatti, per l’altro suo blogghe, cartelliabusivi, e’ GIA’ stato condannato per istigazione a delinquere, poveretto, aveva istigato gli amichetti suoi

a staccare cartelli che abusivi NON erano 😉

http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/blog_cartellopoli_condannato_a_9_mesi_il_gestore_istigazione_a_delinquere/notizie/279153.shtml

e se para il culo con la “liberta’ di espressione nel web”.  premesso che l’apparato giudiziario e’ un barcone finto, lato RETE, ma dico, INSISTERE E’ MALEFICUS 🙂

Massimiliano Tonelli

7 febbraio, 2014 – 16:58

Roma fà schifo? Indagini su un blogger al di sopra di ogni sospetto

 Esiste un attivismo digitale che si candida ad essere la voce del cittadino

medio, naturalmente oppresso dal degrado della “diversità multietnica e di
genere”, “dall’aggressività degli occupanti illegali di case” tanto quanto
dall’insipienza della politica.
Si racconta e ci racconta solo una parte della storia, è naturalmente di
centro, è contro la “politica” ma senza esagerare, è per il cibo biologico
e i buoni affari, è “Sì PUP” e per il bike sharing, fotografa le cacche dei
cani e il parcheggio selvaggio, ammicca a destra e ammicca a sinistra ma
guarda sostanzialmente alle proprie tasche.
Il blogger in questione si chiama Massimiliano Tonelli, uomo di grandi
aspirazioni artistiche e culturali e con ottime amicizie nella finanza
romane: come per esempio Paolo Cuccia, uomo di potere che al tempo di
Rutelli ha gestito la privatizzazione parziale di Acea, uno di quelli con
il pallino per gli affari 3.0 , dal Gambero Rosso ad Artribune diretta
proprio da Tonelli..

Ne abbiamo parlato con una “gola profonda” per quanto radiofonicamente un
poco ostica…: di seguito trovate qualche link per capire gli intrecci
dei/tra i personaggi in questione.

http://creative.luiss.it/luiss-master-of-art/faculty/massimiliano-tonelli/

http://www.artribune.com/author/massimiliano-tonelli/

http://www.romafaschifo.com/2013/08/convivere-con-la-violenza-e-la.html?m=1

http://www.ilpost.it/roma/2010/12/31/romano-dellanno-2010-massimiliano-tonelli/

http://www.conapa.it/it/PAOLO-CUCCIA-TRAIT-DUNION-CON-I-VERI-RICCHI_6768.htm

Eclecticism Now!

Quando tematiche non correlate fra loro potrebbero....

Prismi - Pensieri filosofici

Il sito di chi vuole pensare

Yanis Varoufakis

thoughts for the post-2008 world

Al di là del Buco

Verso la fine della guerra fredda (e pure calda) tra i sessi

TechCrunch

Startup and Technology News

R H I Z O M A T I C A

Mobile Communications for All

The Cryptosphere

Short and sweet cyber and crypto news for the whole family!

Barbara Collevecchio

Psicoanalisi & politica

#DigiTsipras

Progetto digitale a supporto della Lista "L'Altra Europa con Tsipras"

Stop TTIP Italia

Fermiamo il trattato di liberalizzazione UE-USA

hidden66

"Pensieri disordinati di un uomo mediamente comune..."

Partito Pirata Italiano Ferrara

Non votate per noi, Votate per voi: Non votate un leader, un gerarca, un presidente, un segretario, un onorevole, un deputato. Votate voi stessi.

Count inform action

DON'T HATE THE MEDIA. BECOME YOUR MEDIA

WordPress.com VIP

Enterprise WordPress Hosting, Support, and Services

TIME

Current & Breaking News | National & World Updates

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: