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un Samir, come tanti. troppi.

Samir …

https://en.wikipedia.org/wiki/Samir

nomi che arrivano dal cd. Oriente, per noi che ci chiamiamo Pietro, Paolo, e Giovanni, cosi’ cari al Pontifex, in posti lontani dal nostro tram quotidiano, come Kobane, Syria, etc. mettono nomi differenti.

ma sempre razza di typo Humans, si parla, su questo Pianeta.

questa lettera e’ stata trovata in tasca ad un Samir, di 20 anni. arrivato morto dal suo viaggio della speranza in Europa.

la speranza che lo ha animato e gli ha dato il coraggio per imbarcarsi in un punto interrogativo che si pone alla meta’ esatta tra la vita e la morte.

questo post arriva da un appello in Facebook, e diosololosa quanto ODIO PROFONDAMENTE questo sharare dei CAZZI NOSTRI, corredati di nomi e cognomi,

dentro quel contenitore misto tra gggienti random,  Postale e Intelligence.

ma Samir merita di non vedere dissolto nel nulla pneumatico di un fecciabuco, la sua speranza, il suo grido di dolore, e il suo amore.

eccovela:

Mio adorato amore, per favore non morire, io ce l’ho quasi fatta. Dopo mesi e giorni di viaggio sono arrivato in Libia. Domani mi imbarco per l’Italia. Che Allah mi protegga. Quello che ho fatto, l’ho fatto per sopravvivere. Se mi salverò, ti prometto che farò tutto quello che mi è possibile per trovare un lavoro e farti venire in Europa da me. Se leggerai questa lettera, io sarò salvo e noi avremo un futuro. Ti amo, tuo per sempre Samir”.


Samir, Egiziano 20 anni, arrivato cadavere a Pozzallo. Aveva questa lettera in una busta di plastica sigillata, che è stata tradotta dalle autorità italiane.
Purtroppo, lui non ce l’ha fatta e non ha potuto spedire questa lettera.

questo message in a bottle puo’ arrivare al suo amore. all’amore di tanti che come lui non ce l’hanno fatta, e hanno persone care che aspettano, invano, un cenno.

la freccia e’ scoccata.  vola libera tra le macerie di questa Infernet-Idiocracy, in cui ci hanno RECLUSO.

[credits to Vax, family formal center Ciesseoa SansPapier]

da un posto sicuro piu’ referenziale di questo, stesso post, del 19 settembre 2014:

http://www.huffingtonpost.it/2014/09/19/lettere-damore-migranti-morti_n_5847876.html

 

 

 

 

 

 

LAMPEDUSA E MIGRANTI: STUDIO PIRATA TRA ROE E ACCOGLIENZA.

abbiamo voluto sviluppare uno studio approfondito legislativo per capire realmente cosa implica il discorso “migranti”, partendo da un analisi finanziaria globale.

lo studio e’ in essere, chi vuole partecipare, e ritiene di averne le competenze e la conoscenza, e’ invitat* a contattarci.

*DUE NOTIZIE*

1. 11 settembre 2013 attualita/aumentano-i-super-ricchi-nel-mondo-ed-anche-italia.
<http://www.minformo.it/12384/attualita/aumentano-i-super-ricchi-nel-mondo-ed-anche-italia.html>

2. 13 ottobre 2013 *Strage di Lampedusa*, i morti salgono a 360

<http://www.lettera43.it/cronaca/strage-di-lampedusa-i-morti-salgono-a-360_43675110927.htm>

Nell’arco teso tra queste due notizie andiamo a cercare le ragioni profonde della strage.

*Il ROE*

E risaliamo ai secondi anni settanta, quando inizia la liberalizzazione dei capitali.

Il processo passa per la deregulation;

in Europa è completo con Maastricht:

“Trattato di Maastricht, Unione Europea 1992:

– *liberalizzazione dei movimenti di capitali… è un principio assoluto*,

che si applica nei rapporti tra gli Stati membri e tra questi e i paesi terzi.

(1) I capitali sono sottratti a controlli e vincoli degli stati; sono liberi di muoversi.

Si internazionalizzano.

Si intrecciano tra loro, eliminano la distinzione tra funzioni della finanza, quelle con le assicurazioni.

Qualunque accumulo può unirsi agli altri e cercare incremento.

Di qui, e nell’incrocio con la digitalità, si forma un meccanismo autoreferenziale di grande potenza.

I capitali si muovono esclusivamente secondo la propria logica:

incrementarsi.

Quali che siano i costi per altri portatori di interesse,

Un unico interesse può essere rappresentato: il ROE, Return On Equity.

E’ strano questo termine: Equity, che in ambiente anglosassone dà il nome al patrimonio proprio.

Noi la chiamiamo Remunerazione del capitale proprio;

ma è meno elegante e meno benedetto da dio.

Se il ROE è minore che altrove, il capitale ti molla, e tu sei seduto per terra.

Quindi il livello di ROE diventa il faro delle decisioni, la bussola.

Nessun altro interesse può essere rappresentato;

organismi di mediazione come gli stati nazionali vengono surclassati.

I diritti tramontano; tanto per dirne qualcuno:

– diritto al lavoro: la disoccupazione tra i giovani è del 40%.

– diritti sul lavoro: dal precariato – così necessario! – fino agli esodati, e così via, nei paesi come il nostro dove la cosiddetta crisi colpisce.

Nel sud del mondo? I diritti? Il diritto d’asilo? e ci avviciniamo a #LAMPEDUSA

*ALGORITMO, COMPUTER E SCELTE*

Ma diamo un’occhiata alle dinamiche violente dei capitali in libero movimento.

Ci affacciamo su un cratere che ribolle. I “mercati”.

Ne parleremo meglio su questo blog, vale la pena.

Qui, qualcosa:

– masse di capitali si spostano liberamente, puntando il miglior ROE, da un luogo all’altro del pianeta con un clic, per rispostarsi dopo poche ore o minuti;

– siamo arrivati al commercio automatizzato dei titoli: velocissimo e superdigitale.

le transazioni in tempo reale (spot) sui cambi di valuta hanno raggiunto cifre immense (migliaia di miliardi dollari AL GIORNO);

il trading algoritmico o flash trading consente il trattamento di migliaia di ordini AL MINUTO;

è il computer – l’algoritmo – che orienta le decisioni.

Al computer non importa niente se si tratta di bombe o medicine.

La direzione automatizzata degli investimenti chiude il discorso sulla responsabilità sociale degli investitori.

L’economia reale è travolta:

le sue transazioni sono l’1,5 per cento del totale.

2008: PIL totale del mondo: 60 migliaia di miliardi; transazioni totali: 3688 migliaia di miliardi.

Sopra a beni e servizi (economia reale) turbinano stormi di capitali “liberi” (loro sì) e affamati di ROE.

“NORD” E “SUD” DEL MONDO.

Ora, si dà il caso che il “nord del mondo” porti avanti nel “sud del mondo” tutta una batteria di operazioni ad alto ROE.

Non ultima, certo, le armi.

Commercio legale e traffico illegale, tutt’e due di alto volume e di alto gradimento per il ROE.

(Su questo blog lo documenteremo).

Qui solo un piccolo dato:

continente Africano, ultimi dieci anni:

+ 110% acquisto legale armi; il mercato illegale non fornisce cifre.

Ma se il “nord” dovesse accollarsi i costi umanitari di guerre, fame, destabilizzazioni, il ROE si deprime.

Il gioco salta.

Irak: 4,5 milioni di profughi – loro diritto d’asilo – costi immensi.

Darfur, Somalia, Eritrea, Libia, Siria, il martirio di Gaza: commercio e traffico d’armi, alto ROE;

petrolio, potere;

milioni e milioni di aventi diritto all’asilo:

I diritti umani hanno – avrebbero – costi immensi.

Nessun altro interesse che non sia il ROE può oggi essere rappresentato (ci sono eccezioni, paesi ricchi che salvano lo stato sociale.

Paesi ricchi, nord Europa, garanzia di ordine e buon bisnes).

*DIRITTO ALL’ACCOGLIENZA*

Il diritto internazionale impegna a accogliere – rifugiati, così definiti:

* *Individui che, per ragioni essenzialmente politiche, ma anche economiche e sociali, sono costretti ad abbandonare lo Stato di cui sono cittadini e dove risiedono, per cercare rifugio in uno Stato straniero – aventi diritto d’asilo.

Si definisce diritto d’asilo il diritto alla protezione accordata da uno Stato a individui che intendono sottrarsi nello Stato di origine a persecuzioni fondate su ragioni di razza, religione, nazionalità, di appartenenza a un particolare gruppo sociale o di opinioni politiche.

Ora, il punto è che il diritto all’accoglienza si esercita nel paese d’arrivo.

Dove il migrante arriva.

* Non devono *arrivare.*

*NON DEVONO ARRIVARE*

Ed ecco FRONTEX:

113 navi, 22 aerei, 26 elicotteri, radar. Il braccio armato dell’Unione Europea. Fortezza Europa.

Esternalizzazione delle frontiere. Respingimenti in mare. Campi di concentramento.

Dopo la strage, come confondi i cervelli:

*Letta*:  «Serve un cambio radicale. L’Europa deve *rafforzare **Frontex*».

Un cambio radicale? Tutti vogliono Frontex.

Lampedusa: Catania si candida per sede *Frontex*

<http://www.euractiv.it/it/news/sociale/7910-lampedusa-catania-si-candida-per-sede-frontex.html>

Le misure: Parte l’operazione anti sbarchi: l’emergenza costa 210 milioni

<http://www.ilgiornale.it/news/interni/allarme-immigrazione-missione-958507.html>

Pare li levino ai pensionati per passarli alla Difesa…

Difesa.

Dove le tragedie servono:

la “crisi” impediva l’aumento dei finanziamenti alla Difesa; ecco qui nuovi 210 milioni.

*LE NOSTRE LEGGI* (DA SVILUPPARE approfondimento, work-in-progress)

Martelli, 1990;

Turco-Napolitano (introduzione dei CIE);

Maroni (in vigore 8/8/09 Immigrazione:

Legge Maroni E I Bambini fantasma)

<http://passineldeserto.blogosfere.it/2009/07/immigrazione-legge-maroni-e-i-bambini-fantasma.html>

Bossi-Fini una sequenza agghiacciante di leggi xenofobe: ognuna aggiunge orrori.

Martelli: socialista figlioccio di Craxy

Turco Napolitano: PD

Maroni: Lega (ma anche Alfano c’ha messo del suo)

BossiFini: ancora Lega e destra, un bell’assortimento.

NON e’ *solo* la BOSSI-FINI. vi stanno prendendo per il culo

http://video.ilsole24ore.com/TMNews/2013/20131013_video_14405395/00014791-immigrazione-il-governo-si-spacca-sulla-legge-bossi-fini.php

*PROPOSTA*

Ora parlano di corridoio umanitario; ma il ROE non lo vuole.

Nè vuole l’abolizione reale della Bossi-Fini o di quant’altro.

Inchiodiamoli alle loro dichiarazioni, apriamo un OSSERVATORIO MIGRANTI – con tutti quelli che lavorano al tema “migranti” (tantissimi!)

a tutti quelli che ci vogliono lavorare:

presidente JOJO.

A specchio: ROE e bare.

ROE, redditività del capitale investito, bisnes, calcolo costi/guadagni.

Diritti umani, diritto d’asilo dei profughi di guerra e della fame: costi alti.

Il ROE crolla.

Annientare i migranti. Infinite bare.

Morti di Lampedusa: il Partito Pirata dice basta

comunicato di adesione alla mobilitazione del 7 ottobre.

 

Il Partito Pirata aderisce alla mobilitazione e al sit-in previsto lunedì 7 ottobre all’Esquilino a Roma.

La strage di Lampedusa è l’ennesima riprova del disastro causato dalla Legge Fini-Bossi e dell’inadeguatezza dell’attuale classe politica, con un Paese che spesso viene considerato dai migranti l’ingresso verso l’Europa e che invece si trasforma nella loro prigione se non nella loro tomba. Paese che invece ha l’esigenza di attuare una politica con una prospettiva europea che tenga conto delle evidenti trasformazioni della società civile.

L’Italia è e sarà sempre di più un Paese multietnico, al centro del mediterraneo, la porta dell’Europa! Come è possibile pensare di non essere un crocevia per le popolazioni in movimento, da qualunque parte del mondo esse provengano?

Secondo il manifesto del PP-EU recentemente siglato a Bruxelles, “la dignità umana è inviolabile. I diritti di libera associazione, libertà di movimento e libera assemblea pubblica, la libertà di opinione, di espressione e il libero accesso all’informazione sono essenziali. Dato che tutti apparteniamo ad una minoranza, è essenziale che la società rispetti i diritti delle minoranze .

Come aderenti al Partito Pirata siamo convinti che i Governi che hanno prodotto queste leggi non abbiano tenuto conto che i migranti sono il prodotto dei terribili conflitti che stanno affliggendo intere aree del mondo, dal medioriente al continente africano, alimentate dalle nostre armi e dalla nostra completa inettitudine nelle relazioni internazionali per garantire la pace in questi territori.

Occorre un’immediata inversione di tendenza perché non è più possibile governare con logiche di ordine pubblico, ma è necessario affrontare l’emergenza creata dagli sbarchi assassini con l’apertura di un corridoio umanitario per accogliere i profughi, garantire loro il diritto di asilo europeo e la dignità di esseri umani.

Non ne possiamo più di avere queste morti sulla coscienza, perché se non cambieranno le attuali leggi sull’immigrazione, la colpa sarà solo nostra.

Come Partito Pirata Italiano ci associamo alle realtà del movimento antirazzista, associazioni, organizzazioni umanitarie, sindacati, partiti, centri sociali e singoli attivisti che si mobiliteranno per promuovere un sit-in di protesta e di confronto che si terrà in Piazza Esquilino a Roma alle ore 17:00 il prossimo lunedi 7 ottobre 2013, luogo simbolo delle lotte per i diritti dei migranti.

Anniversario del massacro di Tlatelolco

rosarno:il tempo delle arance

rosarno: il tempo delle arance from Nicola Angrisano on Vimeo.

Volevano braccia e sono arrivati uomini…

“Il Tempo delle Arance” (30 min)

realizzato da InsuTv a Rosarno nei giorni del pogrom e della deportazione dei migranti

per ritrovare, nelle immagini e nei racconti dei protagonisti, le ragioni della ribellione contro la violenza e l’apartheid. Cui è seguita la vendetta della mafia e del governo…

Abbiamo appena saputo che mercoledi 20 gennaio sarà in Campania il ministro dell’interno Maroni. Quindi capita quanto mai opportuna la manifestazione a carattere regionale che si sta organizzando a Caserta…

A seguire l’appello della mobilitazione di martedi 19 gennaio con appuntamento alle ore 10 in piazza Vanvitelli a Caserta – Da Napoli appuntamento ore 08.30 Stazione Centrale -(presso Hotel Terminus)

Appello mobilitazione antirazzista a Caserta per i fatti di Rosarno

Sabato 9 gennaio a Caserta presso il Centro Sociale ex canapificio circa 500 migranti e rifugiati si sono riuniti in un’assemblea per discutere di ciò che è accaduto a Rosarno. Tanti migranti e rifugiati che erano a Rosarno per la raccolta degli agrumi stanno tornando a casa. Sono i giovani africani che vivono a Castel Volturno, a Casal di Principe, Teano, Aversa, Afragola, Pianura, S.Anti mo. Sono i lavoratori stagionali che si spostano dal casertano a Foggia, Potenza, Cassibile, a seconda dei frutti da raccogliere. Sakà, 26 anni richiedente asilo del Burkina Faso è visibilmente provato, ha la paura negli occhi. E’ appena arrivato a Caserta per l’assemblea ma stenta a parlare ci abbraccia e dice quà ci sparano come fossimo polli. Non so come ho fatto a scappare, sono stato due giorni nascosto su un albero. Youssuf, ivoriano 25 anni, dopo essere stato medicato in ospedale la sera del 7 è riuscito ad arrivare alla stazione ed è arrivato oggi. E’ felice di essere ancora sano e salvo ma non ha ricevuto il salario di tre mesi di lavoro. Come e a chi potrà denunciarlo? E’ uno dei braccianti agricoli senza permesso di soggiorno ignorati dalla regolarizzazione prevista solo per colf e badanti. Grazie al lavoro di questi giovani braccianti africani a Rosarno anche quest’anno gli agrumi sono arrivati sulle nostre tavole. Come è successo a Castel Volturno nel settembre 2008 e a Rosarno già lo scorso dicembre 2008 questi lavoratori sono stati aggrediti, cos’ come in tante altre occasioni e soprattutto a ridosso dei giorni di paga. A Castel Volturno è stata la camorra a sparare, a Rosarno l’anno scorso a sparare e ferire gravemente due giovani ivoriani furono due balordi poi fermati grazie alla collaborazione dei migranti. Ad un anno di distanza i lavoratori stagionali che sono arrivati a Rosarno hanno trovato le stesse condizioni di sfruttamento di sempre, la stessa indifferenza delle istituzioni rispetto alle condizioni di vita degradanti ed alle aggressioni quotidiane ai danni dei braccianti impegnati per la raccolta degli agrumi. Noi siamo testimoni di centinaia di storie di lavoratori aggrediti perchè “pretendevano” il salario, picchiati e derubati dai caporali o da gruppi di persone rimasti impuniti, tanto “il permesso di soggiorno non ce l’hanno..”. Tutto ciò in un clima di colpevole silenzio delle istituzioni e omertà dei tanti che traggono ricchezza dalla presenza degli immigrati. A Rosarno quest’anno il lavoro è stato più scarso per tutti in quanto sono ritornati alla raccolta delle arance anche quei migranti che hanno perso il lavoro a Vicenza, Lodi, Castel Franco, licenziati dalle fabbriche, a rischio di perdere il permesso di soggiorno. In questo clima giovedì sera è avvenuta la sparatoria che ha scatenato la rabbia dei migranti che in modo più duro dell’anno scorso si sono ribellati. Lo sfruttamento indiscriminato provoca la ribellione, e al di là degli obiettivi materiali contro cui si è scatenata questa rabbia, bisogna saper cogliere il messaggio di chi ha deciso che non vuole più subire l’apartheid.
Da là sono partite invece altre aggressioni ai migranti con fucilate e sprangate che sono andate avanti due giorni e ci chiediamo come sia potuto accadere che un gruppo di persone abbia potuto aprire la “caccia al nero”, come sia possibile che abbiamo tenuto in ostaggio forze dell’ordine e immigrati a rischio di linciaggio.
La decisione di allontanare da Rosarno i migranti è stata una decisione politica dettata da questi cittadini con le mazze e le pistole? O è stata una scelta del governo perchè la ribellione non poteva “restare impunita”?! A nostro avviso a Rosarno ha vinto la ndrangheta. Ci auguriamo che tutti possano tornare a casa in sicurezza e senza espulsioni. Ma temiamo per le oltre cento persone che sono ancora rinchiuse ad esempio nel centro di Bari. Deportarle sommerebbe infamia a infamia.
L’assemblea del Movimento dei migranti e dei rifugiati ha deciso perciò di accogliere i fratelli di ritorno da Rosarno con un appello alla mobilitazione. Una giornata di mobilitazione sotto la Prefettura di Caserta per MARTEDI’ 19 GENNAIO affinchè le istituzioni adottino un provvedimento di regolarizzazione che possa far emergere dal lavoro nero e dalle condizioni di sfruttamento i migranti impegnati nell’agricoltura e garantiscano le condizioni di accoglienza e di tutela dei lavoratori immigrati ceh pure hanno già il permesso di soggiorno. Per combattere lo sfruttamento c’è bisogno di adeguati strumenti. La regolarizzazione e i diritti di cittadinanza sono la base della convivenza e l’antitodo al razzismo. Al tempo stesso bisogna bloccare i rastrellamenti di massa e gli sgomberi senza alternative che sono partiti dopo Rosarno e che in questi giorni cominciano a svolgersi anche in Campania. RIGETTIAMO LA RIPRODUZIONE DEL “MODELLO ROSARNO” PER UNA VERA POLITICA Di ACCOGLIENZA!
Facciamo appello alle realtà di movimento, alle associazioni, ai sindacati, alle realtà laiche e religiose, ai parlamentari ad intervenire affinchè la lotta contro il razzismo, la camorra e lo sfruttamento diventi una comune lotta per la dignità . Appuntamento alle ore 10.00 di Martedi 19 gennaio in piazza Vanvitelli a Caserta
Archiviato in: insu^tv

 

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